lunedì 14 gennaio 2019

EGO

Non era vero.
Vi davo importanza e,
lusingati, credevate di volerci bene,
ma Io nutrivo solo la vostra vanità.

Roma, 14 gennaio 2019


martedì 20 febbraio 2018

NEVROSI


Nel ritorno, territori terribili.
Lande desolate,
e fuoco e gelo e
furia degli elementi, e ancora orrore.
Una mano protettiva,
un brivido al capo,
vegliava su di loro, e la provvidenza.
D’un tratto, la madre si scostò
dall’idea di piacere a Dio
e subito si trovarono su
su una sponda bianca ciottolosa. V
scorreva bassa un’acqua cristallina.



ROMA, 18 Febbraio 2018

lunedì 19 febbraio 2018

GRAZIA E MONDO




Lei entrava in acqua, e il vento si calmava
perché potesse non sentir freddo,
ne usciva e, sulla sabbia scura e bollente,
s’alzava tiepido il vento
per asciugarsi meglio e non patire il caldo.
La grazia la seguiva:
Dio si prendeva cura di lei, e
in quella grazia divina sarebbe rimasta,
se l’avessero lasciata per un po’ in pace, ma
questo è un mondo di dannati.



Montefiascone, 16 Agosto 2017, 17:33

sabato 2 dicembre 2017

Grave per la Terra



La Luna così grande e luminosa nel cielo
oggi m’è parsa proprio per quel che è:
un pianeta sospeso nel vuoto.
Anch’io, guardandola
da qua giù, che giù per lo spazio infinito
non è, ero in bilico.
Istantanea la vertigine
mi son sentita mozzare il fiato, poi,
grave per la Terra.


Roma, 2 dicembre 2017

Tratta da mia raccolta inedita #SoleNotturno


sabato 25 novembre 2017

Intercessione



Il ticchettio del tempo sulla parete
ed è già scesa la notte, fuori è buio.
Ho sete, ho fame,
gli occhi sono stanchi e il mio dorso duole.
Ho una luce dentro, ma
non resta la paura per chi è indifeso.
Tutto è spaventosamente preoccupante; 
forse fidarsi, ma di chi?
Notizie, vorrei una buona nuova:
una luce che m'investa dall’esterno.
Se solo s'avverasse il sacro oracolo e,
in preghiera, un re mi presentasse a Dio.


Roma, 24/11/2017

tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO

lunedì 30 ottobre 2017

CONTINGENZA

Seduta sul divano, d’un tratto,
la mia casa mi fu estranea:
cosa c’entravo io con tutto questo,
che ci facevo io qui, se
ero così distante?
Tutto m’era noto ed era mio, ma
io non appartenevo a me
a quel luogo e a quel momento, che
fuggì, come quel mio esser leggera,
sollevata da tutta la pesantezza
d’una vita impilata di cose e di ricordi,
che sapevo esser miei, ma

solo per una contingenza.


Roma 30/10/2107
Tratta da mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO


martedì 24 ottobre 2017

Oggi io sono ebrea, sono omosessuale, sono zingara, sono disabile, sono dissidente: io oggi sono DIVERSA.


L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, primo piano



Alle Scuole Medie uno dei miei testi di studio fu il Diario di Anna Frank. Io ero una di quelle alunne che studiava e nel vedere questa foto riprovo il vissuto di sconforto e di angoscia che il leggere quelle parole di una mia coetanea mi provocava. La situazione era tremenda e la storia sappiamo come finisce.
Però, mi chiedo se coloro che hanno creato questo fotomontaggio ignobile facendone degli adesivi conoscano la storia di Anna Frank, se abbiano idea di cosa significhi vivere in uno Stato autoritario, sotto, ripeto "sotto", un regime dittatoriale quale fu il Nazismo ispirato dall'ideale della razza ariana!, ideale che cercarono di realizzare attraverso lo sterminio all'interno di lager di ebrei come Anna Frank, di zingari, di disabili come le mie figlie, di omosessuali, di dissidenti, nel totale disprezzo della dignità umana e con una crudeltà che ha fatto toccare il fondo della propria iniquità alla nostra specie. Non intendo addentrarmi sulla comprensione della natura del Male, ma so che il Male ha dominato l'Europa nel Ventennio.
Pertanto, stamattina, io mi sento molto vicina a tutti gli ebrei vivi e morti, i quali hanno subito durante le persecuzioni razziali un Male che forse non ha possibilità di essere risarcito, se non nel significato profondo del perdono.
Oggi io sono ebrea, sono omosessuale, sono zingara, sono disabile, sono dissidente: io oggi sono DIVERSA.
Anni fa in una piscina romana una donna adulta, una nonna, offese mia figlia senza alcun altro motivo se non il fastidio che la disabilità di Arianna le arrecava: io pretesi e ottenni che questo soggetto inqualificabile fosse espulso dal centro sportivo con vergogna, e lo ottenni.
Bene, la società sportiva di cui fanno parte questa gente marcia dentro che porta allo stadio immagini come queste, immagini che per noi dovrebbero oramai fare parte "del sacro", dovrebbe espellerli con vergogna, come soggetti inqualificabili non graditi.
Chiunque offenda la diversità altrui, in questo caso religiosa, dovrebbe essere non gradito ed emarginato da qualsiasi contesto che voglia considerarsi portatore di valori e di civiltà, ma in questo caso l'affronto è più grave. Un affronto come questo è rivolto alla Memoria di quanto di peggiore la nostra specie ha compiuto contro il proprio simile, è il tentativo di continuare a togliere dignità a un popolo, ancora, come se non bastasse quel che queste genti hanno subito. 
Orrore mi fa la gente ignorante che ha fatto questo atto, orrore! Vergognatevi, e andate via.
Sono finiti i tempi in cui i cristiani erano autorizzati a sputare sugli ebrei, in cui gli omosessuali subivano la castrazione chimica se non la pena di morte, in cui i disabili venivano rinchiusi in manicomi che appunto diventavano lager. E se non sono finiti dobbiamo fare in modo che finiscano. A questo serve la Memoria, che è sacra: ad ispirarci Bene, per non dimenticare chi siamo e da dove veniamo, per non perderci di nuovo.

lunedì 2 ottobre 2017

NON AMORE

 Risultati immagini per non essere amati


Andare via, e subito, da chi non mi desidera,
questo è il mio comandamento.
Nessuna solitudine è totale come l’essere indesiderati.
Via, dunque, senza tremare e titubare:
la paura può esser tentazione di cedere alla colpa
d’aver commesso questo o quello,
d’esser sbagliati, ma
è solo non amore la paura
mescolata all’altrui desiderio d’altro,
pur che non sia tu.



Marina Morelli
Roma, 2/10/2017
(tratta da raccolta inedita #SOLENOTTURNO)

domenica 17 settembre 2017

CONNESSIONE



Vedere il mondo con la vista della mia anima
è vedere immagini che vedi tu:
il tuo mondo in fotogrammi, e desiderarlo,
pensando che sia un sogno a occhi aperti,
mentre una parte di me, che
non sono io, è lì con te e partecipa, sognante,
d’una vita che non è la mia.
Questo è il destino di chi ha
una promessa impressa nell’anima:
provare una nostalgia che è connessione
che spinge a congiungersi con un’altra parte di sé,
che già dimora dove
lo struggente desiderio di questo e di quello,
d’essere adesso qui e subito dopo là, direziona.
Ma una nuova improvvisa inquietudine, ecco,
già porta via quel desiderio
agitando un’altra immagine di questo e di quello,
ovunque esso sia, e solo perché tu sei là
con la parte di me che t’appartiene.
  
Marina Morelli
Roma, 17 settembre 2017

Risultati immagini per CONNESSIONE

martedì 29 agosto 2017

SOLLIEVO

Il sollievo viene dalla commozione
di vedere ch’io posso renderti felice
su una terra dove tutto lotta,
in un mondo dove tutto accusa,
sotto un cielo così distante da noi.

E la commozione del cuore traspare dagli occhi,
conforto per la mia anima, che mi fa da tramite
col mio angelo sospeso a mezz'aria, che ora, un po',
da terra mi solleva e m'avvicina al cielo,

avvinta a te.

Marina Morelli (29/8/2017)

Tratta da raccolta inedita #SoleNotturno

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

sabato 12 agosto 2017

Non provocare la natura, di qualsiasi specie essa sia.

... quella dimensione più profonda e umbratile della nostra anima, contro la quale si accaniscono religioni e morale comune. Eppure c'è, ed emerge. Meglio sarebbe conoscere sé stessi.

L'immagine può contenere: una o più persone, oceano, cielo, spazio all'aperto, acqua e natura

venerdì 11 agosto 2017

Non esiste la conoscenza totale dell'amato né di alcuno ...

Risultati immagini per Proust amore



Proust diceva che abbiamo solo l'illusione di conoscere la persona amata, ma che in realtà essa rimane per lo più estranea, giacché la piena comprensione richiederebbe la piena condivisione di ogni istante dello spazio e del tempo che ha caratterizzato la vita di quella persona, non solo da quando ci conosce, ma anche prima e dopo.... quindi, io aggiungo, non si può che considerare amore solo quel genere di sentimento che ci mette in contatto con un senso d'eterno.

mercoledì 26 luglio 2017

Del silenzio come libertà...

Non è sempre necessario dire qualcosa, esprimersi su questo o su quello. A volte, si può anche non proferire una sillaba, non usare l'aria per parlare ma per respirare, e guardare e ascoltare meglio, per sentire, per sentirsi. A volte, si può prendere un appunto, e non è necessario che si tratti di una riflessione intelligente, un semplice appunto, per vedere in noi anche la semplicità e non solo la complessità. E, a volte, si può anche rispondere accennando un sorriso, o con un sospiro, e accorgersi un attimo dopo che, in fondo, non si aveva niente di decisivo da dire.Risultati immagini per silenzio

lunedì 26 giugno 2017

Autenticità

Il cielo si fece di fuoco e
il cuore si fece di ghiaccio,
gli occhi erano spenti, e
la luce non era più luce
e la notte non era più il buio, 
ma la sete ardeva persino le membra,
e la mente, cos'era la mente?
Chi può dire ch’io fossi e dove io fossi?
E poi, chi vorrebbe mai ascoltare la storia di ciò?
Ecco allora si chiude il sipario,
la rappresentazione finisce qui, nessun'altra interpretazione,
connessi i ricordi,
d'ora innanzi, io vivo.

Marina Morelli

Roma, 14 giugno 2017

tratta da #SoleNotturno, mia raccolta inedita di poesiole
Risultati immagini per memoria teatro

venerdì 9 giugno 2017

Fato e Grazia

Risultati immagini per iride arcobaleno

Virgilio invita a non stupirsi che un essere umano possa morire prima del giorno stabilito e che i meriti o le colpe dell'uomo possano intersecare o contraddire il fato, giacché esistono fati che sono chiamati denuntiatiua e fati che sono chiamati condicionalia. I primi sono quelli che predeterminano eventi che avverranno in ogni caso. Quanto stabilito dai fati condicionalia è subordinato, invece, alla realizzazione di una specifica circostanza, che può non verificarsi. Così nella Eneide il destino di Didone prevedeva che fosse felice e morisse in età avanzata, purché, però, non giungesse sulla costa libica la flotta troiana. Quanto alla cosiddetta morte meritata, si dice che muoiono per morte meritata e non per fato coloro che commettono colpe enormi e imperdonabili contro gli dèi ... infatti coloro che oltrepassano la misura della colpa da soli decretano per sé stessi la punizione e se la si ritiene da imputare al destino, si sminuisce la responsabilità dei colpevoli.
Qui di seguito il passo dell'Eneide che descrive la morte di Didone e la discesa di Iride personificazione dell'arcobaleno, che unisce il cielo con la terra. Figlia di Taumanté e della oceanina Elettra, Iride funge da messaggera occasionale degli dèi, in particolare di Zeus/Giove e di Era/Giunone.


Ella tentando ancora di sollevare le palpebre pesanti,
manca: gorgogliò la ferita piantata sotto il petto.
Tre volte sollevandosi e puntata sul gomito si alzò,
tre volte si arrovesciò sul letto e con gli occhi erranti verso l'alto
cielo cercò la luce, e gemette poi che l'ebbe trovata.
Allora Giunone onnipotente, mossa a pena dalla lunga agonia,
e dal faticoso trapasso, Iride mandò giù dall'Olimpo,
che spegnesse il dibattersi dell'anima, e le avvinte membra.
Poiché, infatti, non per suo termine, né per morte meritata periva,
ma misera prima del tempo e arsa da subitanea follia,
non ancora Proserpina le aveva reciso dal sommo capo
un capello biondo, e destinata la sua persona all'Orco di Stige.
Dunque Iride rugiadosa con le rosee penne per il cielo
mille colori diversi tracciando contro il sole,
giù vola e sulla sua testa si librò: "Io questo a Dite
consacro offro come mi fu comandato e ti libero da questo corpo."
Così dice. e con la destra taglia un capello: e insieme tutto
svanì il calore, e fra i venti si ritrasse la vita.                                       

Eneide, Libro IV 688-705

sabato 13 maggio 2017

PIETOSISSIMA GAZZA

L'immagine può contenere: uccello

Il cielo nuvoloso è mutevole,
ora scuro ora chiaro,
come questo suo color piombo 
che avvolge il grande e frondoso albicocco 
del giardino di fronte, mentre, 
proprio ora, una striscia d'azzurro
si forma e crea un contrasto luminoso 
tra il verde scuro degli alberi  
e il bianco candido delle nuvole,
e il cicaleccio della pietosissima gazza, 
che imbecca i suoi vecchi fino alla fine,
come un richiamo,
mi rammenta te, nonna.


Marina Morelli
Roma, maggio 2017

(Tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO)

mercoledì 3 maggio 2017

D’AZZURRO E DI VERDE


Era vestita di verde brillante,
come le foglie illuminate dal sole,
e d’azzurro polvere,
e lui, ritemprato, disse:
Guardarti è come,
in una giornata di caldo estivo,
starsene sdraiati a terra
a guardare il cielo da
sotto un grande tiglio profumato.
  
Marina Morelli

Montefiascone (Tuscia), Estate 2106

(Tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO)
Risultati immagini per SDRAIATI SOTTO UN ALBERO CIELO

martedì 2 maggio 2017

Follia dell'Amante

Il cielo di maggio le parla di te,
del tuo solitario girovagare d'un tempo
sognando di lei.
Borgo dopo borgo,
città dopo città,
paesaggio dopo paesaggio,
animato dal vento,
con quel calore dentro
e la particolare follia di chi ama,
tu la cercavi, ma,
ad ogni nuova delusione,
di piombo si faceva la tristezza:
Forse, tu pensavi, la mia è solo un'illusione...
Allora, la bottiglia, le risa,
l'esser brillante e vero
con quel tuo sorriso sincero, e bello:
tu sei bello vero.
Tutte ti vorrebbero baciare,
ma solo lei è in te, come sempre sa
e ti sente e ti segue
dall'unico luogo dove non hai cercato:
ti sei fermato, tu hai rinunciato.
E non può far niente, provò:
Forse, pensò, se lo vedessi...
ma poi fosti tu a scegliere;
il tempo passa, si sa,
la vita vince, ma è solo vita,
non si dovrebbe aver paura!
Forse, lei adesso pensa, la mia è stata tutta un'illusione...
Eppure, il vento soffierà ancora sulla cenere
e il calore tornerà,
nessuna scelta di vita
può spegnere quel fuoco dentro,
follia sognante di chi ama, perché sa.
Roma, 2/5/2017
Marina Morelli
(Tratta dalla mia raccolta inedita #SoleNotturno)
L'immagine può contenere: 1 persona, motocicletta e spazio all'aperto

mercoledì 26 aprile 2017

INCANTAMENTO

Che cosa è uno specchio?
Una superficie riflettente, tu mi risponderai,
ed è così,
ma ce n'è uno, io ti svelo,
il più potente,
che è un Volto, ma
non t'è dato di sapere chi sia,
e tu non puoi cercarlo,
né esser certo d'imbatterti nel suo potente riflesso.
     Incantamento!
Questo Volto è 

la tua Porta d'accesso ai misteri che reggono l'universo,
la tua Lente d'ingrandimento sulla materia,
la tua Visione satellitare delle cose di quaggiù,
la Voce che chiama dal profondo come venisse dall'alto,
la Luce che proietta le ombre che prima si muovevano nel buio, spaventandoti,
il La che dà il via alla musica che apre le danze della tua nuova vita.
     Incantamento.

MARINA MORELLI
Roma, 26/4/2017
(Tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO)

Nessun testo alternativo automatico disponibile.




lunedì 24 aprile 2017

CORRISPONDENZE



Risultati immagini per separazione interiore

Sei arrivato a me su parole alate
pronunciate da labbra
come fossero pensieri propri.
E t'ho riconosciuto
come si ricorda una promessa,
come fossi interiorizzato da un profumo,
come riflesso di una parte di me, più forte.
E so che ci sei, sempre,
se coloro che la vita divide possono comunicare,
come noi, che siamo separati da un abisso di egoismo
e dovremmo, invece,
mettere a posto questo caos.
Roma, 24/4/2017

(tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO)

domenica 16 aprile 2017

BUONA PASQUA

MONDI

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Credo d’avere dormito su un mucchio di foglie secche
e che una voce mi abbia parlato, e
d’essermi svegliata su una Terra
la cui enorme Luna ha grandi oceani rosa.
Sono sola e sento come il suono
di un grande concerto venire dal cielo, e
vedo astri sconosciuti muoversi,
ma basta che io abbassi lo sguardo e lo rialzi
perché questi si siano spostati più in là.
Anche la luce qui è diversa, e anche i miei occhi lo sono:
io sono in un universo che non è il nostro
e ho grandi occhi dalle grandi pupille, e
non ho uno specchio,
ma i miei occhi li posso vedere guardandomi.
Io qui mi guardo intorno e mi vedo!

Ma dove sono?

Marina Morelli
Roma, casa, 2016

(tratta dalla mia raccolta poetica inedita #SOLENOTTURNO)