sabato 12 agosto 2017

Non provocare la natura, di qualsiasi specie essa sia.

... quella dimensione più profonda e umbratile della nostra anima, contro la quale si accaniscono religioni e morale comune. Eppure c'è, ed emerge. Meglio sarebbe conoscere sé stessi.

L'immagine può contenere: una o più persone, oceano, cielo, spazio all'aperto, acqua e natura

venerdì 11 agosto 2017

Non esiste la conoscenza totale dell'amato né di alcuno ...

Risultati immagini per Proust amore



Proust diceva che abbiamo solo l'illusione di conoscere la persona amata, ma che in realtà essa rimane per lo più estranea, giacché la piena comprensione richiederebbe la piena condivisione di ogni istante dello spazio e del tempo che ha caratterizzato la vita di quella persona, non solo da quando ci conosce, ma anche prima e dopo.... quindi, io aggiungo, non si può che considerare amore solo quel genere di sentimento che ci mette in contatto con un senso d'eterno.

mercoledì 26 luglio 2017

Del silenzio come libertà...

Non è sempre necessario dire qualcosa, esprimersi su questo o su quello. A volte, si può anche non proferire una sillaba, non usare l'aria per parlare ma per respirare, e guardare e ascoltare meglio, per sentire, per sentirsi. A volte, si può prendere un appunto, e non è necessario che si tratti di una riflessione intelligente, un semplice appunto, per vedere in noi anche la semplicità e non solo la complessità. E, a volte, si può anche rispondere accennando un sorriso, o con un sospiro, e accorgersi un attimo dopo che, in fondo, non si aveva niente di decisivo da dire.Risultati immagini per silenzio

lunedì 26 giugno 2017

Autenticità

Il cielo si fece di fuoco e
il cuore si fece di ghiaccio,
gli occhi erano spenti, e
la luce non era più luce
e la notte non era più il buio, 
ma la sete ardeva persino le membra,
e la mente, cos'era la mente?
Chi può dire ch’io fossi e dove io fossi?
E poi, chi vorrebbe mai ascoltare la storia di ciò?
Ecco allora si chiude il sipario,
la rappresentazione finisce qui, nessun'altra interpretazione,
connessi i ricordi,
d'ora innanzi, io vivo.

Marina Morelli

Roma, 14 giugno 2017

tratta da #SoleNotturno, mia raccolta inedita di poesiole
Risultati immagini per memoria teatro

venerdì 9 giugno 2017

Fato e Grazia

Risultati immagini per iride arcobaleno

Virgilio invita a non stupirsi che un essere umano possa morire prima del giorno stabilito e che i meriti o le colpe dell'uomo possano intersecare o contraddire il fato, giacché esistono fati che sono chiamati denuntiatiua e fati che sono chiamati condicionalia. I primi sono quelli che predeterminano eventi che avverranno in ogni caso. Quanto stabilito dai fati condicionalia è subordinato, invece, alla realizzazione di una specifica circostanza, che può non verificarsi. Così nella Eneide il destino di Didone prevedeva che fosse felice e morisse in età avanzata, purché, però, non giungesse sulla costa libica la flotta troiana. Quanto alla cosiddetta morte meritata, si dice che muoiono per morte meritata e non per fato coloro che commettono colpe enormi e imperdonabili contro gli dèi ... infatti coloro che oltrepassano la misura della colpa da soli decretano per sé stessi la punizione e se la si ritiene da imputare al destino, si sminuisce la responsabilità dei colpevoli.
Qui di seguito il passo dell'Eneide che descrive la morte di Didone e la discesa di Iride personificazione dell'arcobaleno, che unisce il cielo con la terra. Figlia di Taumanté e della oceanina Elettra, Iride funge da messaggera occasionale degli dèi, in particolare di Zeus/Giove e di Era/Giunone.


Ella tentando ancora di sollevare le palpebre pesanti,
manca: gorgogliò la ferita piantata sotto il petto.
Tre volte sollevandosi e puntata sul gomito si alzò,
tre volte si arrovesciò sul letto e con gli occhi erranti verso l'alto
cielo cercò la luce, e gemette poi che l'ebbe trovata.
Allora Giunone onnipotente, mossa a pena dalla lunga agonia,
e dal faticoso trapasso, Iride mandò giù dall'Olimpo,
che spegnesse il dibattersi dell'anima, e le avvinte membra.
Poiché, infatti, non per suo termine, né per morte meritata periva,
ma misera prima del tempo e arsa da subitanea follia,
non ancora Proserpina le aveva reciso dal sommo capo
un capello biondo, e destinata la sua persona all'Orco di Stige.
Dunque Iride rugiadosa con le rosee penne per il cielo
mille colori diversi tracciando contro il sole,
giù vola e sulla sua testa si librò: "Io questo a Dite
consacro offro come mi fu comandato e ti libero da questo corpo."
Così dice. e con la destra taglia un capello: e insieme tutto
svanì il calore, e fra i venti si ritrasse la vita.                                       

Eneide, Libro IV 688-705

sabato 13 maggio 2017

PIETOSISSIMA GAZZA

L'immagine può contenere: uccello

Il cielo nuvoloso è mutevole,
ora scuro ora chiaro,
come questo suo color piombo 
che avvolge il grande e frondoso albicocco 
del giardino di fronte, mentre, 
proprio ora, una striscia d'azzurro
si forma e crea un contrasto luminoso 
tra il verde scuro degli alberi  
e il bianco candido delle nuvole,
e il cicaleccio della pietosissima gazza, 
che imbecca i suoi vecchi fino alla fine,
come un richiamo,
mi rammenta te, nonna.


Marina Morelli
Roma, maggio 2017

(Tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO)

mercoledì 3 maggio 2017

D’AZZURRO E DI VERDE


Era vestita di verde brillante,
come le foglie illuminate dal sole,
e d’azzurro polvere,
e lui, ritemprato, disse:
Guardarti è come,
in una giornata di caldo estivo,
starsene sdraiati a terra
a guardare il cielo da
sotto un grande tiglio profumato.
  
Marina Morelli

Montefiascone (Tuscia), Estate 2106

(Tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO)
Risultati immagini per SDRAIATI SOTTO UN ALBERO CIELO

martedì 2 maggio 2017

Follia dell'Amante

Il cielo di maggio le parla di te,
del tuo solitario girovagare d'un tempo
sognando di lei.
Borgo dopo borgo,
città dopo città,
paesaggio dopo paesaggio,
animato dal vento,
con quel calore dentro
e la particolare follia di chi ama,
tu la cercavi, ma,
ad ogni nuova delusione,
di piombo si faceva la tristezza:
Forse, tu pensavi, la mia è solo un'illusione...
Allora, la bottiglia, le risa,
l'esser brillante e vero
con quel tuo sorriso sincero, e bello:
tu sei bello vero.
Tutte ti vorrebbero baciare,
ma solo lei è in te, come sempre sa
e ti sente e ti segue
dall'unico luogo dove non hai cercato:
ti sei fermato, tu hai rinunciato.
E non può far niente, provò:
Forse, pensò, se lo vedessi...
ma poi fosti tu a scegliere;
il tempo passa, si sa,
la vita vince, ma è solo vita,
non si dovrebbe aver paura!
Forse, lei adesso pensa, la mia è stata tutta un'illusione...
Eppure, il vento soffierà ancora sulla cenere
e il calore tornerà,
nessuna scelta di vita
può spegnere quel fuoco dentro,
follia sognante di chi ama, perché sa.
Roma, 2/5/2017
Marina Morelli
(Tratta dalla mia raccolta inedita #SoleNotturno)
L'immagine può contenere: 1 persona, motocicletta e spazio all'aperto

mercoledì 26 aprile 2017

INCANTAMENTO

Che cosa è uno specchio?
Una superficie riflettente, tu mi risponderai,
ed è così,
ma ce n'è uno, io ti svelo,
il più potente,
che è un Volto, ma
non t'è dato di sapere chi sia,
e tu non puoi cercarlo,
né esser certo d'imbatterti nel suo potente riflesso.
     Incantamento!
Questo Volto è 

la tua Porta d'accesso ai misteri che reggono l'universo,
la tua Lente d'ingrandimento sulla materia,
la tua Visione satellitare delle cose di quaggiù,
la Voce che chiama dal profondo come venisse dall'alto,
la Luce che proietta le ombre che prima si muovevano nel buio, spaventandoti,
il La che dà il via alla musica che apre le danze della tua nuova vita.
     Incantamento.

MARINA MORELLI
Roma, 26/4/2017
(Tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO)

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lunedì 24 aprile 2017

CORRISPONDENZE



Risultati immagini per separazione interiore

Sei arrivato a me su parole alate
pronunciate da labbra
come fossero pensieri propri.
E t'ho riconosciuto
come si ricorda una promessa,
come fossi interiorizzato da un profumo,
come riflesso di una parte di me, più forte.
E so che ci sei, sempre,
se coloro che la vita divide possono comunicare,
come noi, che siamo separati da un abisso di egoismo
e dovremmo, invece,
mettere a posto questo caos.
Roma, 24/4/2017

(tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO)

domenica 16 aprile 2017

BUONA PASQUA

MONDI

 Risultati immagini per mondi nuovi
Credo d’avere dormito su un mucchio di foglie secche
e che una voce mi abbia parlato, e
d’essermi svegliata su una Terra
la cui enorme Luna ha grandi oceani rosa.
Sono sola e sento come il suono
di un grande concerto venire dal cielo, e
vedo astri sconosciuti muoversi,
ma basta che io abbassi lo sguardo e lo rialzi
perché questi si siano spostati più in là.
Anche la luce qui è diversa, e anche i miei occhi lo sono:
io sono in un universo che non è il nostro
e ho grandi occhi dalle grandi pupille, e
non ho uno specchio,
ma i miei occhi li posso vedere guardandomi.
Io qui mi guardo intorno e mi vedo!

Ma dove sono?

Marina Morelli
Roma, casa, 2016

(tratta dalla mia raccolta poetica inedita #SOLENOTTURNO)

sabato 15 aprile 2017

Emotività

Risultati immagini per veli colorati
Sono perfettamente vestita,
eppure le mie vesti sono trasparenti:
abbigliata a strati,
ogni velo che ho indosso
è un diverso colore della polvere.
     Il rosa aderisce perfettamente alla mia forma
e splendido è il verde d’una lunga sottana
sulla quale brilla l’oro solare della lunga canottiera,
le cui frange cangianti scendono 
fin sopra le caviglie e fuoriescono
dalla corta veste celeste dalle lunghe maniche.
     Uno scialle purpureo  
poggia sulle spalle, sulle quali posano
i miei capelli colore della luna.
     Così, velata dai soli colori
del pulviscolo del cielo,
io mi muovo e cerco la mia posizione,
ma non so dove sono
e, stranamente, stabilisco connessioni.
     Sento un segnale, è un richiamo: lo so.
Cammino, cammino scalza,
e i miei piedi sono bianchissimi,
anche le mie mani lo sono,
ma sono trasparenti, io sono trasparente,
e mi guardo attraverso.

Marina Morelli
Roma, a casa, 2016

(tratta dalla mia raccolta poetica inedita #SOLENOTTURNO)


venerdì 14 aprile 2017

Panorami Interiori

Risultati immagini per universo dentro 


La vastità, il fiato, il vuoto, il silenzio:
una sorta di pienezza di me che,
a volte, prende il posto della solitudine.

Sento il battito del mio cuore, come una reminiscenza,
e nulla si frappone fra me e me,
sono tutta mia senza appartenermi: sono.

  
Marina Morelli
Roma, a casa, 2016

(poesia contenuta nella mia raccolta poetica non edita #SOLENOTTURNO)

giovedì 23 marzo 2017

Sole Notturno


Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Il sole della mia infinita notte
Splende alto dentro di me
Sulla mia Città Eterna.
Il suo calore è tiepido e
La sua luce algida,
E la vita fuori, 
Accecante e rumorosa,
È meno buia
Mentre la mente spazia in un cosmo, e
Nuovi mondi mi scorrono davanti,
Come fotogrammi di vite parallele,
E il cuore si strugge
Nell'intensità del reale, ed, ecco,
Ancora una volta tu m'appari
Come parte di me,
Del mio essere tempo
 E spazio e sogno,
Nelle mie riflessioni
Come riflesso di altro,
Che poi sono sempre io.

Marina Morelli 
Roma, 23/3/2017

mercoledì 22 marzo 2017

Lontani ma vicinissimi

Risultati immagini per sorriso



Gran parte della vita così:
lontani ma vicinissimi,
vicini ma inavvicinabili.
Il mondo ci divide ma l'universo ci unisce,
nel profondo.
E tu mi sostieni oggi
con un tuo sorriso
nel momento più difficile e inaccettabile,
e affianco a una nonnina
mi guardi dritto negli occhi.
Da lontano ma come fossi dentro
tu mi dici di sì,
che questa mia scelta dolorosa quanto insopportabile
non sarà bella ma neanche brutta,
se poi è quella giusta.

Marina 22/03/21017

giovedì 9 marzo 2017

Presagi

Sfidiamo i presagi. Anche nella caduta di un passero c’è una speciale Provvidenza.

William Shakespeare 

mercoledì 8 marzo 2017

Erano connessi ... Erano Uno.

Risultati immagini per simpatia rerum

[…] Erano connessi. Erano pensierosi. Erano spensierati. Erano vivi. Erano desiderosi. Erano inquieti. Erano febbrili. Erano confusi. Erano disturbati. Erano nostalgici. Erano mancanti. Erano distratti. Erano attenti. Erano lucidi. Erano sognanti. Erano perplessi. Erano stupiti. Erano assorti. Erano uniti. Erano distanti. Erano comunicanti. Erano Uno [...]
Marina Morelli
Ma l’unità è connessione o è causa di connessione.
Alcune cose si dicono connesse perché sono unite insieme.
Nicola Cusano, La dotta ignoranza.

lunedì 27 febbraio 2017

La Rinascita di Chiara, affetta da autismo.

Risultati immagini per bacchetta magica

Chiara e il sogno della favola: la Rinascita.

     Quando dicesti:
“Se non c’è il sogno della favola
non c’è nemmeno il paradiso”,
  tu mi spezzasti cuore.
Quando chiedesti:
    “Accompagnami a vivere nel sogno”
io rabbrividii.
  Ma quando esprimesti il desiderio:
“Comperami la bacchetta magica
per andare a vivere
nel sogno della favola,
in un’altra vita,
che questa non mi piace,
io qui vedo strani volti e immagini strane
e i miei brividi sono paure,
se non esiste la magia delle favole,
allora,
non esiste neanche un'altra vita”
io morii a me stessa
per entrare con te nel sogno della favola
… e la nostra vita divenne magica
con i suoi oggetti e le sue immagini
come fosse un’altra vita,
e poi io ero io e tu eri tu,
niente di strano in ciò,
niente paura:
l’abbiamo fatto insieme.     


Marina Morelli 24.8.2009