domenica 17 settembre 2017

CONNESSIONE



Vedere il mondo con la vista della mia anima
è vedere immagini che vedi tu:
il tuo mondo in fotogrammi, e desiderarlo,
pensando che sia un sogno a occhi aperti,
mentre una parte di me, che
non sono io, è lì con te e partecipa, sognante,
d’una vita che non è la mia.
Questo è il destino di chi ha
una promessa impressa nell’anima:
provare una nostalgia che è connessione
che spinge a congiungersi con un’altra parte di sé,
che già dimora dove
lo struggente desiderio di questo e di quello,
d’essere adesso qui e subito dopo là, direziona.
Ma una nuova improvvisa inquietudine, ecco,
già porta via quel desiderio
agitando un’altra immagine di questo e di quello,
ovunque esso sia, e solo perché tu sei là
con la parte di me che t’appartiene.
  
Marina Morelli
Roma, 17 settembre 2017

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venerdì 15 settembre 2017

Diario di una madre di due figlie con #autismo. Post 4

Oggi come sempre molto daffare, ma come dico io: basta che uno ne risolva almeno "una" al giorno...
Le ragazze: non c'è male.
Stamattina pensavo a una frase che Chiara, la mia figlia maggiore, mi ha detto circa un mese fa mentre facevamo una passeggiata sul lungolago di Montefiascone sul Lago di Bolsena:
- Mamma, tu le cose me le spieghi dal profondo. 
Credo volesse rivolgermi un apprezzamento, infatti l'ho ringraziata. Poi, ha aggiunto:
- Mamma, io adesso sto meglio perché ho capito anche gli altri ... 
Che dire, se non che sono cambiate molte cose in questi anni. Anni fa Chiara era immersa nel suo spettro percettivo autistico e comprendeva male, traduceva male molte cose del suo reale quotidiano e soffriva. Questo è un ricordo del 30 novembre 2008 di cui presi nota. Sono trascorsi molti anni e molte cose sono sono cambiate per Chiara, in meglio.


IL SOGNO DELLA FAVOLA

Mia figlia Chiara è una ragazza autistica di 23 anni. Anzi, credo che oggi non sia più autistica, nel senso che comunica a tutto spiano... vale a dire che i tratti autistici causati dal suo problema psichiatrico, i quali erano preponderanti quando era bambina e poi ragazzina, oggi sono scomparsi, ma è rimasto visibile, in tutta la sua drammaticità, il disagio psichico che era alla loro base. Insomma, con l'amore e l'impegno inflessibile degli operatori del settore abbiamo eliminato gli effetti e, dopo un breve periodo di soddisfazione, ci siamo imbattuti di fronte alla grande muraglia della causa... adesso, io confido in un miracolo e tutti continuiamo a lavorare con l'integrazione, sperando che il mio forte desiderio di vederla un giorno integra concorra a compiere un prodigio: "Chiedete e vi sarà dato".
Comunque, a volte, capita che Chiara abbia dei pensieri geniali, che mi sorprendono in quanto tali, perché io penso che questi nostri piccoli "fooll" siano esseri necessariamente ispirati per certi aspetti, in quanto frequentatori assidui di quello spazio che si trova tra la riflessione e la fantasia dove può accadere d'imbattersi nel divino, non in senso strettamente religioso ma inteso come tutto ciò che non si conosce.
Fra i tanti strambi pensieri di Chiara che, in verità, sono spesso insopportabili alla ragione, ogni tanto lei mi parla del Sogno della Favola.
In principio, accidenti a Cartesio, io non capivo, anzi mi innervosivo per quelle che mi sembravano solo scemenze, ma si sa che alla base di ogni incomprensione c'è l'ignoranza, la mia in questo caso. Poi, però io cominciai a scrivere e, in un certo senso, da quel momento sono divenuta un po' foll anch'io. Scrivere vuol dire, nel mio caso, proprio saltellare tra la riflessione e la fantasia e, spesso, anche io mi ritrovo a sostare in quel limbo che è, appunto, la linea immaginaria che separa queste due emanazioni dell'essere. Ciò avviene quando sento che ho avuto un'intuizione che ha travalicato la mia capacità riflessiva, capacità che al di fuori degli aspetti creativi viaggia solo sul piano del mio conosciuto. Quando, invece, io riesco a spingere i miei pensieri oltre i miei stati d'animo e la mia esperienza sento di travalicare il mio essere e di attingere a qualcosa di superiore rispetto a me, ma anche di sotterraneo. D'altronde, divino, come ho già detto, può essere considerato tutto quel che noi non conosciamo. In quei momenti io mi metto in un atteggiamento d'ascolto ed aspetto la connessione, considero l'ispirazione una connessione misteriosa. Tutto ciò, però, avviene sempre nel dubbio d'essere fuori di senno, sebbene dentro di me per non disconnettermi io so che non devo temere d'impazzire. Paradossi! Quindi, diciamo che è da quando scrivo che io mi sento meno diversa e distante da Chiara e che ho cominciato a riflettere su molte delle sue frasi "strampalate", fra le quali Il Sogno della Favola. Così ieri quando lei mi ha chiesto di nuovo: 
- Mamma, io voglio andare a vivere nel sogno della favola ...
Io mi sono fermata e sedendomi accanto a lei e me lo sono fatta spiegare meglio da lei cosa fosse Il Sogno della Favola, e Chiara mi ha risposto così:
Il Sogno della Favola è il sogno bello. E' il sogno dove ci sono le persone strane. Ma non quelle brutte che fanno tanta paura, quelle belle, quelle che piacciono, quelle che fanno le smorfie, che sono simpatiche e che non fanno le facce brutte e cattive...
Poi, vedendomi silenziosa mi ha chiesto:
- Mi compri la bacchetta magica?"
- Per fare cosa Chiara?
- Per andare a vivere in un'altra vita che piace... che questa fa schifo... io mi sono stufata di vivere in questa vita, voglio andare a vivere in un'altra vita.
... e trovandomi totalmente spiazzata e ammutolita (io ho questo di buono: quando non so cosa dire, taccio) ha aggiunto:

- ...e comunque, se non esiste la magia delle favole, allora vuol dire che non esiste neanche un'altra vita.

Il Sogno della Favola dunque è il contrario dell'incubo. E' il sogno ad occhi aperti acceso sull'albero dei desideri, che grazie alla capacità riflessiva e alla fantasia supera le immagini oscure  della realtà e della sua lettura e ci porta, sulle ali dei nostri desideri, dritti dritti verso "la terra promessa". Il Sogno della Favola è il segno che nel fondo di ogni essere umano, anche il più disperato e disgraziato, alberga sempre una speranza.

giovedì 14 settembre 2017

Diario di una madre di due figlie con #autismo. Post 3

Se dovessero chiedermi cosa sia secondo me l'autismo, io risponderei senza esitazione: una diversa percezione delle cose e del mondo ad esordio, con il conseguente problema relazionale e il progressivo isolamento per la impossibilità di condividere la stessa realtà percepita diversamente e il conseguente danno cognitivo. 
Dalla mia visuale, essenzialmente l'autismo è l'effetto di  un problema di comunicazione. Naturalmente, a monte, c'è una "diversità" tutta da scoprire, ma alla luce delle attuali conoscenze scientifiche in campo neurologico e neurofisiologico temo che la strada sia lunga e in salita: direi una erta himalayana. Noi  tutti coinvolti personalmente, affettivamente ed emotivamente al prezzo della nostra stessa breve esistenza armiamoci quindi di coraggio, affinché ci venga la forza necessaria per affrontare il nostro cammino in condizioni di una tale avversità.

Per tornare al mio quotidiano, in questi giorni, sto notando che molte delle "discussioni" e delle incomprensioni fra me e la mia figlia minore Arianna vertono sulla gestione della casa.
Arianna sa fare molte cose, è volenterosa ed ha una buona dose di attenzione che, nonostante il suo grave problema psichico, le permette di applicarsi in modo efficace a una serie di compiti che, spesso, si assegna da sola.  Arianna sa cucinare, rassettare, svuotare e riempire la lavastoviglie, stendere i panni, occuparsi della immondizia (devo stare attenta perché nella sua mania di fare ordine e pulizia a volte butta cose che secondo lei non servono!), rifare i letti, passare l'aspirapolvere e lavare per terra, ma tutto ciò volendo, aggiungo io. Già, perché io sono ben contenta che lei abbia molte competenze e buona volontà, però in ciò io le permetto (senza farmene accorgere altrimenti si arrabbia) di fare il giusto. Perché? Un po' perché non voglio che si stanchi troppo e un po' perché a causa delle sue tendenze ossessive non posso permettere per motivi di sicurezza che prenda in mano le redini della casa: il suo punto di vista, ciò che secondo lei va bene, non va evidentemente sempre bene. Dimenticavo, Arianna sa cucinare, oltre ad avere sviluppato una serie di autonomie sul piano della cura personale di cui vado particolarmente fiera, e se mi chiedessero su cosa mi sono concentrata in questi anni come madre al fine di migliorare la qualità di vita delle mie figlie, risponderei che per prima cosa ho fatto un lavoro su me stessa e che con loro ho lavorato sulle autonomie e sull'educazione, che sono per me il passepartout per entrare nel mondo e vivere, ognuno come può, liberamente nel rispetto di sé stessi e degli altri.
Tuttavia, per quanto riguarda gli aspetti casalinghi, non posso non dire, senza per questo colpevolizzarmi, che alcuni tratti ossessivi di oggi di Arianna sono, secondo me, una enfatizzazione di alcune mie nevrosi del passato, come appunto la cura della casa e della pulizia. In pratica ciò che in me era in qualche modo un eccesso, frutto di una mia parte in ombra oggi portata alla luce e poi in qualche modo corretta, è stato assorbito da lei che lo emula a modo proprio: in un suo proprio modo che può divenire, via via, sempre più ossessivo se non la si guida. Insomma, Arianna va presa per mano, purtroppo non le si può lasciare il timone del vapore, anche se a lei tutto quello che fanno gli altri nella cura delle cose non sembra mai abbastanza ed anche se è molto brava a svolgere i suoi compiti. Naturalmente, è la stessa consapevolezza di alcuni miei comportamenti e di alcune mie tendenze ad aiutarmi a vederne gli effetti su di lei, a vedere come certi problemi che sembrano scaturire solo dal suo disturbo siano in realtà presenti all'interno della nostra particolare relazione, a capire che a volte, al di là delle intenzioni e nella più totale buona fede, nelle relazioni passano su un altro piano di coscienza dei contenuti a noi stessi ignoti. Insomma, uno non può nemmeno permettersi una sana nevrosi che ti salvi da cose peggiori che ecco che ti nasce un figlio autistico il quale, come un piccolo guaritore alla "Miglio Verde" se l'assorbe e te ne fa da specchio! Niente ombre che lavorino nell'oscurità, dunque, ma liberi di stare insieme, senza farci del male senza volerlo, e questo vale anche, anzi sopra tutto, per le persone così dette "normali".
Tempo fa scrissi su Facebook e su Twitter: "Mi rivolgo a te che hai un figlio con Autismo: Trova un bravo medico, fa un lavoro su te stesso, elimina la gente inutile." Resto di quella opinione e a chi abbia un figlio normale io dico: "Conosci te stesso." 
L'ignoranza di sé resta il peggiore dei mali ... e le mie figlie, da questo punto di vista, mi hanno salvato l'Anima da me stessa.

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mercoledì 13 settembre 2017

Diario di una madre di due figlie con #autismo. Post 2

Oggi giornata nella norma, molto da fare, stress accettabile. Arianna ancora molto ossessiva con la sua mania di buttare le cose e fare pulizia; molto difficile farle capire, o meglio tranquillizzarla sui tempi di utilizzo delle cose e sul fatto che molte cose non si possono proprio buttare. Stamattina sono state al Bowling con i loro assistenti. Ha vinto Arianna :-) Adesso sono uscite di nuovo ed io posso scrivere.

Vi ripropongo un MIO post che scrissi il 4 febbraio 2009 intitolato "SVENIRE DAL DISPIACERE" in cui descrivo una delle tante situazioni critiche affrontate in questi anni.




Donna che piange Paul Klimt


Ieri ho avuto un malore...e non è che io mi sia impaurita, piuttosto, sentendomi mancare, ho pensato che nel caso in cui fossi svenuta, trovandomi sola in casa con le ragazze, nessuno mi avrebbe soccorso...e cosa avrebbero fatto loro due nella eventualità? Così, ho chiamato mia sorella e le ho chiesto di chiamarmi ad intervalli regolari di tempo per controllare...

In realtà, c'è un antefatto, una letterina mattutina in cucina per me:
"CARA MAMMA, IO NON VOGLIO CHE MI SGRIDI PERCHE' NON DEVO  ALZARE LE MANI A MIA SORELLA E PERCHE' IO SONO GIUDIZIOSA." Chiara
Poi, avevo trascorso la giornata intera a scrivere ed il ritorno alla realtà era stato particolarmente brusco: chi scrive è un po' come se avesse una doppia vita... Quindi, Chiara era tornata a casa, angosciata, nervosa, in lacrime, rabbiosa...ha cominciato di nuovo a chiedermi di accompagnarla a Vivere nel Sogno, perché lei ha questa idea: Il Sogno della Favola (vedi post di novembre 2008 Il Sogno della Favola, https://lapenisolaincantata.blogspot.it/2008/11/il-sogno-della-favola.html#links ).
Ecco, per immaginare la sua situazione emotiva, pensiamo ad un grafico di una scossa tellurica...e a quello che accade a chi si trova nel bel mezzo di una scossa tellurica: la piccola Arianna si è agitata ed io, non so cosa mi sia accaduto di preciso, ma ho cominciato a sentirmi la testa vuota e, poi, una spinta di energia interna mi è partita dal diaframma fino alla testa e lì ho sentito di perdere i sensi...e, non so come io abbia fatto, eppure, sono riuscita a non perderli i sensi, in un certo senso me lo sono imposta, concentrandomi fortemente su me stessa e controllando il mio respiro...
La Verità è che io non sopporto più di vedere soffrire mia figlia, di vederla disperarsi per la sua diversità, per i sentimenti, le emozioni e gli impulsi contrastanti che affollano la sua mente...e la sua anima...eppure, quando ha visto che stavo male Chiara ha smesso...e mi ha chiesto cosa accada in realtà a le persone che muiono...e io le ho risposto l'unica cosa che so al riguardo, ovvero che la persona, il cui corpo muore, sparisce. Allora, Chiara mi ha chiesto:
"Cosa vuol dire per me se muori?"
"Che non mi vedi più qui."
"E la nonna?"
"La nonna, purtroppo, un giorno, dovrà salutarci..."
Poi, Chiara ha fatto un'affermazione:
"Già la zia si sta preparando a volare in cielo."
"Lo so."
"Ma non tu."
"Spero di no. Però visto che agitarmi, evidentemente, non mi fa bene, allora, ad esempio, cominciamo insieme col pensare alle cose buone della nostra vita. Aiuta molto, sai?"
"Va bene, allora adesso me ne sto tranquilla. Ma io sono cattiva? Perché io dentro, a volte, mi sento cattiva ed io non voglio essere così." Lacrimuccia, faccia arrossata.
"No figlia mia, tu non puoi immaginare quanto tu sia buona...solo che non basta essere buoni in fondo in fondo, bisogna anche praticarlo il buono che è in noi: buono è chi il buono fa. Quindi, se ti comporti in modo aggressivo, poi, ti troverai a fare i conti con la memoria di un tuo brutto comportamento...e questo, sicuramente, ti farà sentire in colpa e quando le persone si sentono in colpa diventano cattive. Noi, invece, in questa casa, ci trattiamo con delicatezza senza disturbare: innanzi tutto, non dobbiamo mai alzare le mani, per nessuna ragione, piuttosto dobbiamo parlare. Poi, non sgomitiamo e, tanto meno, urliamo...insomma, bisogna proprio tentare di vivere in santa pace e nutrirsi di dolcezze, premure e rispetto."

Ma come si fa a non svenire di fronte a tanto dolore? Ma come si fa a non spegnere i contatti nel vedere una figlia soffrire e disperarsi a tal punto? ...senza potere fare nulla se non parlare e parlare e spiegare e spiegare e tranquillizzare e tranquillizzare e capire e capire...e pregare e pregare...e sperare e sperare, proprio come Il Sogno della Favola...
Un bacino ad Arianna che assorbe tutto, come una spugna..un giorno o l'altro, satura, Arianna esploderà.

martedì 12 settembre 2017

Diario di una madre di due figlie con #autismo. Giorno 1 post 1

Stamattina è una giornata piacevole. Finalmente, quel caldo che mi spossava tanto al punto di farmi trascinare dietro il mio corpo è finito. Questa estate è stata micidiale sotto tanti punti di vista. Molta gente mi ha deluso, ma uno in particolare di più: Giuseppe. Sapevo che è egoista, ma ciò che mi ha colto di sorpresa è che anche lui ... insomma, che anche lui nel suo ambiente soffre il problema della ragazze. "Sta in imbarazzo": il disturbo mentale crea questi stati d'animo nelle persone, non è il primo e non sarà l'ultimo. Pazienza. Anche lui.
Mia figlia Arianna durante l'estate è stata particolarmente nervosa, potrei definire il suo comportamento: urlante. Mia figlia Arianna ha praticamente urlato dalla mattina alla sera per esprimere quel che desidera e quel che non desidera. Mia figlia Arianna sembra essere molto arrabbiata. Chissà cosa le passa per la testa, testa nella quale non riesco a fare entrare che non c'è bisogno di urlare ... o forse sì. A volte, penso che questi ragazzi siano un po' costretti a imporsi per farsi ascoltare, altrimenti, come dire, sono un po' al rimorchio. Uno pensa una cosa e dà per scontato che a tutti vada bene, e invece non è così, ciascuno ha le sue idee e i suoi desideri, anche questi ragazzi con #autismo, non lo si dovrebbe dimenticare. Il fatto è che noi tre stiamo molto insieme, e che io mi sono sacrificata molto. Però, per certi aspetti, il prezzo dello stare insieme è un sacrificio per tutte e tre, anche per mia figlia Chiara, la quale pensa molto al cibo. Io però non voglio che ingrassino, tutte e due, perché la piccola ha sì appetito, ma anche nel cibo, accidenti all'#autismo, emula la sorella. Insomma, Arianna sarebbe più regolata nel mangiare. Però, pure io, che dico! Lo so benissimo che in questa faccenda le medicine la fanno da padrone: le abbiamo viste lievitare entrambi quando cominciarono a prendere i farmaci in età adolescenziale. Erano forze della natura: tempeste!
Adesso sono le 8:14 del mattino, loro sono già uscite da un'ora e torneranno alle 16:00 per poi riuscire. Dalle 17:00 alle 19:00 io mi dedicherò alla scrittura del mio nuovo libro e loro usciranno, come fossero ragazze normali, con gli assistenti domiciliari. Vale bene il mio sacrificio, se è il prezzo da pagare per la loro libertà. Io sto qua, e scrivo oltre a sfaccendare e a fare di tutto. Scappo adesso: banca, spesa, caf etc... come tutti, più di tutti!

Buona giornata a tutti noi dunque. A tutta vita, perché qualsiasi vita ci sia toccata in sorte è la nostra vita.

Comunicazione sui contenuti del blog

Ci sono voluti molti anni perché ne avessi la forza, 32 dalla nascita della mia prima figlia e 22 dalla nascita della mia seconda, perché io mi decidessi a tenere un diario del mio quotidiano come madre di due figlie con #autismo.
Da oggi quindi, questo blog diventa un diario, non solo delle mie riflessioni, ma del mio vissuto come madre di due ragazze con #autismo.
Spero sia una testimonianza.
Via saluto tutti con affetto e simpatia.

martedì 29 agosto 2017

SOLLIEVO

Il sollievo viene dalla commozione
di vedere ch’io posso renderti felice
su una terra dove tutto lotta,
in un mondo dove tutto accusa,
sotto un cielo così distante da noi.

E la commozione del cuore traspare dagli occhi,
conforto per la mia anima, che mi fa da tramite
col mio angelo sospeso a mezz'aria, che ora, un po',
da terra mi solleva e m'avvicina al cielo,

avvinta a te.

Marina Morelli (29/8/2017)

Tratta da raccolta inedita #SoleNotturno

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sabato 12 agosto 2017

Non provocare la natura, di qualsiasi specie essa sia.

... quella dimensione più profonda e umbratile della nostra anima, contro la quale si accaniscono religioni e morale comune. Eppure c'è, ed emerge. Meglio sarebbe conoscere sé stessi.

L'immagine può contenere: una o più persone, oceano, cielo, spazio all'aperto, acqua e natura

venerdì 11 agosto 2017

Non esiste la conoscenza totale dell'amato né di alcuno ...

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Proust diceva che abbiamo solo l'illusione di conoscere la persona amata, ma che in realtà essa rimane per lo più estranea, giacché la piena comprensione richiederebbe la piena condivisione di ogni istante dello spazio e del tempo che ha caratterizzato la vita di quella persona, non solo da quando ci conosce, ma anche prima e dopo.... quindi, io aggiungo, non si può che considerare amore solo quel genere di sentimento che ci mette in contatto con un senso d'eterno.

mercoledì 26 luglio 2017

Del silenzio come libertà...

Non è sempre necessario dire qualcosa, esprimersi su questo o su quello. A volte, si può anche non proferire una sillaba, non usare l'aria per parlare ma per respirare, e guardare e ascoltare meglio, per sentire, per sentirsi. A volte, si può prendere un appunto, e non è necessario che si tratti di una riflessione intelligente, un semplice appunto, per vedere in noi anche la semplicità e non solo la complessità. E, a volte, si può anche rispondere accennando un sorriso, o con un sospiro, e accorgersi un attimo dopo che, in fondo, non si aveva niente di decisivo da dire.Risultati immagini per silenzio

lunedì 26 giugno 2017

Autenticità

Il cielo si fece di fuoco e
il cuore si fece di ghiaccio,
gli occhi erano spenti, e
la luce non era più luce
e la notte non era più il buio, 
ma la sete ardeva persino le membra,
e la mente, cos'era la mente?
Chi può dire ch’io fossi e dove io fossi?
E poi, chi vorrebbe mai ascoltare la storia di ciò?
Ecco allora si chiude il sipario,
la rappresentazione finisce qui, nessun'altra interpretazione,
connessi i ricordi,
d'ora innanzi, io vivo.

Marina Morelli

Roma, 14 giugno 2017

tratta da #SoleNotturno, mia raccolta inedita di poesiole
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venerdì 9 giugno 2017

Fato e Grazia

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Virgilio invita a non stupirsi che un essere umano possa morire prima del giorno stabilito e che i meriti o le colpe dell'uomo possano intersecare o contraddire il fato, giacché esistono fati che sono chiamati denuntiatiua e fati che sono chiamati condicionalia. I primi sono quelli che predeterminano eventi che avverranno in ogni caso. Quanto stabilito dai fati condicionalia è subordinato, invece, alla realizzazione di una specifica circostanza, che può non verificarsi. Così nella Eneide il destino di Didone prevedeva che fosse felice e morisse in età avanzata, purché, però, non giungesse sulla costa libica la flotta troiana. Quanto alla cosiddetta morte meritata, si dice che muoiono per morte meritata e non per fato coloro che commettono colpe enormi e imperdonabili contro gli dèi ... infatti coloro che oltrepassano la misura della colpa da soli decretano per sé stessi la punizione e se la si ritiene da imputare al destino, si sminuisce la responsabilità dei colpevoli.
Qui di seguito il passo dell'Eneide che descrive la morte di Didone e la discesa di Iride personificazione dell'arcobaleno, che unisce il cielo con la terra. Figlia di Taumanté e della oceanina Elettra, Iride funge da messaggera occasionale degli dèi, in particolare di Zeus/Giove e di Era/Giunone.


Ella tentando ancora di sollevare le palpebre pesanti,
manca: gorgogliò la ferita piantata sotto il petto.
Tre volte sollevandosi e puntata sul gomito si alzò,
tre volte si arrovesciò sul letto e con gli occhi erranti verso l'alto
cielo cercò la luce, e gemette poi che l'ebbe trovata.
Allora Giunone onnipotente, mossa a pena dalla lunga agonia,
e dal faticoso trapasso, Iride mandò giù dall'Olimpo,
che spegnesse il dibattersi dell'anima, e le avvinte membra.
Poiché, infatti, non per suo termine, né per morte meritata periva,
ma misera prima del tempo e arsa da subitanea follia,
non ancora Proserpina le aveva reciso dal sommo capo
un capello biondo, e destinata la sua persona all'Orco di Stige.
Dunque Iride rugiadosa con le rosee penne per il cielo
mille colori diversi tracciando contro il sole,
giù vola e sulla sua testa si librò: "Io questo a Dite
consacro offro come mi fu comandato e ti libero da questo corpo."
Così dice. e con la destra taglia un capello: e insieme tutto
svanì il calore, e fra i venti si ritrasse la vita.                                       

Eneide, Libro IV 688-705

sabato 13 maggio 2017

PIETOSISSIMA GAZZA

L'immagine può contenere: uccello

Il cielo nuvoloso è mutevole,
ora scuro ora chiaro,
come questo suo color piombo 
che avvolge il grande e frondoso albicocco 
del giardino di fronte, mentre, 
proprio ora, una striscia d'azzurro
si forma e crea un contrasto luminoso 
tra il verde scuro degli alberi  
e il bianco candido delle nuvole,
e il cicaleccio della pietosissima gazza, 
che imbecca i suoi vecchi fino alla fine,
come un richiamo,
mi rammenta te, nonna.


Marina Morelli
Roma, maggio 2017

(Tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO)

mercoledì 3 maggio 2017

D’AZZURRO E DI VERDE


Era vestita di verde brillante,
come le foglie illuminate dal sole,
e d’azzurro polvere,
e lui, ritemprato, disse:
Guardarti è come,
in una giornata di caldo estivo,
starsene sdraiati a terra
a guardare il cielo da
sotto un grande tiglio profumato.
  
Marina Morelli

Montefiascone (Tuscia), Estate 2106

(Tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO)
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martedì 2 maggio 2017

Follia dell'Amante

Il cielo di maggio le parla di te,
del tuo solitario girovagare d'un tempo
sognando di lei.
Borgo dopo borgo,
città dopo città,
paesaggio dopo paesaggio,
animato dal vento,
con quel calore dentro
e la particolare follia di chi ama,
tu la cercavi, ma,
ad ogni nuova delusione,
di piombo si faceva la tristezza:
Forse, tu pensavi, la mia è solo un'illusione...
Allora, la bottiglia, le risa,
l'esser brillante e vero
con quel tuo sorriso sincero, e bello:
tu sei bello vero.
Tutte ti vorrebbero baciare,
ma solo lei è in te, come sempre sa
e ti sente e ti segue
dall'unico luogo dove non hai cercato:
ti sei fermato, tu hai rinunciato.
E non può far niente, provò:
Forse, pensò, se lo vedessi...
ma poi fosti tu a scegliere;
il tempo passa, si sa,
la vita vince, ma è solo vita,
non si dovrebbe aver paura!
Forse, lei adesso pensa, la mia è stata tutta un'illusione...
Eppure, il vento soffierà ancora sulla cenere
e il calore tornerà,
nessuna scelta di vita
può spegnere quel fuoco dentro,
follia sognante di chi ama, perché sa.
Roma, 2/5/2017
Marina Morelli
(Tratta dalla mia raccolta inedita #SoleNotturno)
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mercoledì 26 aprile 2017

INCANTAMENTO

Che cosa è uno specchio?
Una superficie riflettente, tu mi risponderai,
ed è così,
ma ce n'è uno, io ti svelo,
il più potente,
che è un Volto, ma
non t'è dato di sapere chi sia,
e tu non puoi cercarlo,
né esser certo d'imbatterti nel suo potente riflesso.
     Incantamento!
Questo Volto è 

la tua Porta d'accesso ai misteri che reggono l'universo,
la tua Lente d'ingrandimento sulla materia,
la tua Visione satellitare delle cose di quaggiù,
la Voce che chiama dal profondo come venisse dall'alto,
la Luce che proietta le ombre che prima si muovevano nel buio, spaventandoti,
il La che dà il via alla musica che apre le danze della tua nuova vita.
     Incantamento.

MARINA MORELLI
Roma, 26/4/2017
(Tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO)

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lunedì 24 aprile 2017

CORRISPONDENZE



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Sei arrivato a me su parole alate
pronunciate da labbra
come fossero pensieri propri.
E t'ho riconosciuto
come si ricorda una promessa,
come fossi interiorizzato da un profumo,
come riflesso di una parte di me, più forte.
E so che ci sei, sempre,
se coloro che la vita divide possono comunicare,
come noi, che siamo separati da un abisso di egoismo
e dovremmo, invece,
mettere a posto questo caos.
Roma, 24/4/2017

(tratta dalla mia raccolta inedita #SOLENOTTURNO)

domenica 16 aprile 2017

BUONA PASQUA

MONDI

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Credo d’avere dormito su un mucchio di foglie secche
e che una voce mi abbia parlato, e
d’essermi svegliata su una Terra
la cui enorme Luna ha grandi oceani rosa.
Sono sola e sento come il suono
di un grande concerto venire dal cielo, e
vedo astri sconosciuti muoversi,
ma basta che io abbassi lo sguardo e lo rialzi
perché questi si siano spostati più in là.
Anche la luce qui è diversa, e anche i miei occhi lo sono:
io sono in un universo che non è il nostro
e ho grandi occhi dalle grandi pupille, e
non ho uno specchio,
ma i miei occhi li posso vedere guardandomi.
Io qui mi guardo intorno e mi vedo!

Ma dove sono?

Marina Morelli
Roma, casa, 2016

(tratta dalla mia raccolta poetica inedita #SOLENOTTURNO)