martedì 31 marzo 2009

Regali per Arianna da INTERAGIRANIME.

STELLA e il suo acrostico

Angelo

Resti

Impressa

Anche

Nel

Nostro

Animo




Calliope e il suo acrostico:


Anima
Rosea
Infinitamente
Angelica
Nata
Nell'
Amore

Benedetta ha scritto un acrostico:
ALLEGRO
RISUONA
l' INNO
d' AMORE

NUOVA

NASCITA:

ARIANNA

MARY lascia una sua poesia:
COME UNA STELLA
Non so da quale fiore sei nata
ma immagino di vederti tra mille fiori di campo.
Se dovessi ricordarti
ti vedo come un diamante azzurro
ti vedo come un sole luminoso.
Sei nel mondo indipendente
così piccola ma forte
forte forse è la tua volontà
che ti porta per il mondo,
o forse è un angelo
che sta al tuo fianco
che t'illumina d’azzurro
e ti pervade d’amore.
Questo è quello che traspare di te
vorrei che fosse così
così saresti una stella azzurra sulla terra.
Spero che tu sia una stella
che viva per sempre
con la buona fortuna che trascini
con la chioma di stella.
Vorrei che la buona fortunati pervadesse,
per sempre.
(Mary)
Pinuccia ha lasciato questo verso:
"C'era una stella che danzava e sotto quella sono nata."

lunedì 30 marzo 2009

venerdì 27 marzo 2009

Ai lettori su La Penisola Incantata. (parte seconda)

Per saperne di più sulla Penisola Incantata.

Questi sono video amatoriali...la qualità delle riprese è quella che vedrete: senza pretese.

Buon fine settimana a tutti.

La bellezza è negli occhi di chi la guarda!














LETTERA ai LETTORI. Ma chi è La Penisola Incantata? (parte prima)


Carissimi lettori,
frequentatori parlanti o silenziosi di questo blog, oggi vi scriverò proprio riguardo al mio blog: La Penisola Incantata.
In realtà, questo nome coincide con il titolo del libro che sto scrivendo faticosamente da tre anni: La Penisola Incantata e La Penisola Incantata è la Penisola del Circeo, quella che Omero nell’Odissea così descrive:

“….E sull’isola Eea sorgemmo,
dove Circe, diva terribile,
dal crespo crine e dal dolce canto,
avea soggiorno.” (Libro X)

Non credo di dire nulla di nuovo affermando che la maggior parte dei libri nascono fra i numerosissimi dubbi e le tante incertezze dei loro autori e per me l’esperienza dello scrivere non è diversa.
Essendo una persona rigorosa ed una frequentatrice di librerie, ero molto indecisa sull’utilità di scrivere una storia:

  • Un’altra fra le tante. - M’ero detta.

Poi, come lettrice, mi colpirono alcune riflessioni di Italo Calvino sul potere della lettura e sulla natura misteriosa dei libri:

Leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e ancora nessuno sa cosa sarà.
I libri sono i gradini della soglia…Qui si viene per tendere l’orecchio al di là… Ascoltate…


...tendere, al di là... ne abbiamo già parlato no?

Queste frasi, infatti, vennero a confermarmi, ancora una volta, ciò che anche io, a parole mie, avevo annotato in altri momenti della mia vita. Inoltre, mi accade continuamente che i libri con i quali io vengo a contatto, si rivelino sin dall’inizio più che semplice carta stampata: le mie letture sembrano essere le risposte alla mia vita, quella interiore intendo. Circa sei anni fa a tal proposito scrivevo:

Libri che prendono vita nelle mie mani e che mi prendono per mano.

Libri a me sconosciuti, che sembrano invece conoscere i miei pensieri ed essere giunti da chissà dove per darmene conferma e per donar loro maggior respiro.

Libri che m’inducono a pensare che forse neanche le nostre idee ci appartengono veramente, ma che l’ispirazione dalla quale scaturiscono ed il modo in cui le facciamo nostre le rendono uniche ed importantissime.

Misteriosi libri che mi fanno sentire parte dell’Eternità.

...e poi:

Storie che prendono vita nelle mie mani e che mi prendono la mano.

Storie che per non sfuggirmi di mano devo seguire oltre i miei limiti in luoghi imprevisti e sconosciuti.

Storie che credevo mie ma che in realtà non mi appartengono.

Storie ormai vive, con una loro anima ed un loro messaggio, che attinge da me e che mi prescinde.

Storie che narro e che scopro essere fuori dal tempo, come il mio spirito.

Mi sono quindi persuasa a scrivere, innanzi tutto per me stessa, per tendere al di là, e chissà che anche il mio libro un giorno sappia parlare, cuore a cuore, ad un inaspettato lettore e diventare così esso stesso un messaggero misterioso.

Anche lo scrittore più ampolloso e pedante è degno di rispetto, perché per portare a termine la sua opera ha compiuto uno sforzo sovrumano.
GRAZIE a TUTTI VOI di seguire il mio percorso, venendo ogni giorno numerosi a farmi visita.

giovedì 26 marzo 2009

La sofferenza vera ci rende degni della parola di Dio...


"Confrontandosi coraggiosamente con ciò che d'incomprensibile vi è nella sofferenza, Giobbe venne pur sempre ricompensato: Dio gli rivolse la parola; non gli fornì spiegazione alcuna, ma gli si manifestò. Se l'accettazione della tragica incomprensibilità della malattia ha come conseguenza il fatto che Dio ci rivolga la parola, è allora valsa la pena di vivere questa terribile esperienza."

(Guggenbuhl-Craig, IL BENE E IL MALE)

mercoledì 25 marzo 2009

Diradare la mia tenebra...



Quanto più è desolante la mia vita, tanto più sarà necessario per me migliorarla. Quanto più la vita è facilitata, tanto meno verrà stimolata la mia creatività e i miei desideri potrebbero essere esauditi dalla perfezione della mia stessa vita e dell'ambiente che mi circonda, "al punto di divenirne parte e non sentire più confini tra me e il mondo circostante. Là dove il mondo non ha bisogno d'essere cambiato si rimane assolutamente inerti (Carotenuto)".
"Ho potuto notare che le persone che hanno sulla loro carta astrale di nascita solo trigoni, ovvero il massimo del fovore degli Astri, tendono a non farsi grandi domande, a vivere in una sorta di staticità: di calma piatta, insomma. (La mia amica Anna, Astrologa)."
Alla base del desiderio di cambiamento, dei desideri stessi, finanche dei sogni ad occhi aperti, e della tensione artistica ci sarebbero, quindi, l'insoddisfazione, la frustazione e, soprattutto, il dolore. Da queste premesse nascerebbe, dunque, la necessità di sublimare questa sofferenza oggettiva e soggettiva, di dirottarla, di riparare a tale sofferenza e ancora meglio di trasformarla, visto che "la trasformazione guarda continuamente in avanti senza bisogno di guardarsi indietro (Carotenuto)".
Il desiderare e l'istinto creativo diradano la mia tenebra.
Vedi il Mito di Prometeo su l'Utima Aquila Reale:

martedì 24 marzo 2009

Il mio vuoto...


...e se siamo fatti della stessa sostanza dei sogni e se è vero che i sogni son desideri, sembrerebbe, proprio, che l'importante sia desiderare e non tanto cogliere...perché, alla fine, potrebbe essere inaspettato il frutto da cogliere. Il frutto del mio desiderio assumerà, creativamente, la sua propria forma e sarà il mio stesso vuoto a permetterglielo. Poiché il mio vuoto interiore soffocante si colma con l'unica presenza possibile: quel che riempie me non può essere considerato in assoluto efficace ma sicuramente lo è per me e per coloro che si sentono affini a me e che mi cercano...sognare, desiderare, allevia il senso di vuoto che ho dentro...non possiamo in alcun modo smettere di sognare.
"I sogni ad occhi aperti sono lumi accesi sull'albero dei desideri".
(La Penisola Incantata)
"Coloro che hanno un sentire spirituale credono che Dio sia l'artefice dell'Universo, ma gran parte di quanto ci circonda è creato dall'uomo. L'uomo si può, dunque, definire un essere creativo, capace di porre in esistenza qualcosa di nuovo (Jung, 1937, pag. 136). Egli possiede, cioè, quella scintilla del cui dimorare nell'anima mai hanno cessato di parlare eretici e mistici, la scintilla del potere divino che si esplica nella creazione. Questa funzione creativa non si esprime solo nella generazione del nuovo ma anche in una nuova percezione della realtà data. La possibilità di risolvere un problema è legata alla facoltà di pensare il problema in maniera diversa."
(Carotenuto, "Il mio vuoto")
Desiderare collegato all'immaginare attivamente ciò che si desidera può concorrere, di fatto, alla realizzazione del desiderio stesso?
"Può succedere, infatti, che la donna dei desideri diventi la donna della realta!"
(Dal film "The War Man")
"Sento di vivere dei miei desideri e di continuare a sperare solo perché posso sognare".
(Aforisma di un carcerato)

lunedì 23 marzo 2009

Importanza del discernimento interiore nel cammino spirituale e nella ricerca di Sé superiore.

"E s'insisteva, s'insisteva per farmi prender moglie: tanto che già avevo fatto una richiesta e ottenuto un consenso. Mia madre specialmente vi si dava da fare affinché, una volta sposato, l'acqua salutare del battesimo, a cui vedeva con gioia che mi stavo avvicinando, mi purificasse: presentiva che nel mio ritorno alla fede i suoi voti e le sue promesse stavano per avere il loro compimento. Però, quantunque dietro mia richiesta e secondo il suo desiderio ti supplicasse ogni giorno con l'ardente grido del suo cuore di darle qualche visione intorno al matrimonio vicino, Tu non la esaudisti mai. Aveva sì, allucinazioni varie, effetti della tensione del suo spirito preoccupato, e me le esponeva, ma non con la sicurezza che le era abituale quando si trattava di tue inspirazioni: anzi con un certo disprezzo. E diceva di distinguere, come ad una specie di sapore inesprimibile a parole, la differenza che correva tra le tue rivelazioni e i sogni della sua anima". (Sant'Agostino, "Le Confessioni", Progetti di Matrimonio)


"Giacché i desideri velano a noi stessi la cosa desiderata; i doni / discendono dall'alto nelle loro proprie forme." (Goethe)

sabato 21 marzo 2009

Siamo così...

...un po' Cielo azzurro nel quale involarci, un po' acqua nella quale immergerci, un po' materia impenetrabile... ...nuvole ci sovrastano, notte e giorno; nuvole nere, minacciose, impenetrabili,
nuvole bianche, candide, che lasciano trasparire una Luce.
NULLA CI APPARTIENE.
"Siamo fatti del tessuto dei nostri sogni."
(Shakespeare)

venerdì 20 marzo 2009

...quando l'Amore diventa il protagonista assoluto...

Magritte, "L'arte della conversazione", 1950
"Questo posto è bellissimo. Perfetto. E' veramente difficile lasciarlo... Lo so, lo so, ora devi proprio andare via, ma ti prego, lascia che sia io a farlo per prima: non sopporto di trattenermi nei luoghi che vengono privati di colpo del loro significato. Mi mettono malinconia."
(La Penisola Incantata)

giovedì 19 marzo 2009

...la speranza: non siamo soli!

Ieri, prima di ricevere "un messaggio miracoloso" dalla nostra amica Mary e prima di vivere il momento bruttissimo del quale voi, Anime mie affini, siete a conoscenza, salendo in macchina per andare, appunto, all'orrenda riunione dell'orrenda preside, improvvisamente, mi è venuto in mente un libro che ho letto: "Molte Vite un solo Amore" di R. Weiss ed ho pensato esattamente questo, che mi crediate o no:

"Magari, saranno anche delle sciocchezze ma quel libro che parla di Anima Gemella mi ha messo addosso una speranza ed una gioia infinita."

Non potevo sapere, razionalmente, che proprio in quel momento Mary mi stesse inviando un messaggio con l'invito a vedere questo video (sotto). Ma forse la mia anima sapeva... Voi stessi potete trovare "il messaggio miracoloso" di Mary nel modulo commenti. Coincidenze Miracolose? Non lo possiamo affermare con assoluta certezza ma io oggi voglio credere ai miracoli. In particolare, mi riferisco a quella magia che ci avvolge come per incanto quando approcciamo all'inconscio, quando entriamo spontaneamenete in contatto con la nostra parte più profonda. Sarà un caso, ma le coincidenze miracolose nella mia vita si sono manifestate quando ho creduto d'intravedere negli occhi d'un uomo l'Infinito...ebbene sì, anche una roccia come me ha le sue attrazioni, platoniche, lo dico senza pudori per amore della verità. Allora mi chiedo e vi chiedo, forse è il simbolo dell'Amore Eterno che ci Unisce? E' questo il messaggio implicito da cogliere in questi eventi sincronici?

Una curiosità: "simbolo" è contrario di "diavolo". Perché? Perché diavolo è colui che divide e simbolo è ciò che unisce.

E poi, Anime mie carissime, parlare di certi argomenti come facciamo noi è un po' come "toccarli"...entrarvi in contatto. Mi persuado ogni giorno di più che noi tutti siamo in tangibile contatto e che "dialoghiamo a nostra insaputa". Da oggi si tratterà, quindi, per chi lo vorrà, di condividere insieme queste esperienze e cercare di comprendere cosa ci stia accadendo. Liberamente e senza esaltazioni. A quale canale abbiamo avuto, inconsapevolmente, accesso una volta iniziato il "Viaggio all'Inverso"?

Attraverso la Coincidenza Miracolosa o Messaggio Miracoloso, io ho ricevuto una vivida sensazione di speranza che, in effetti, a pensarci bene, è proprio quello che a volte mi manca: LA SPERANZA...per me è tanto dura da sola...e non è affatto facile ammetterlo: il mio amor proprio!

Grazie Mary, anche per il video sul Sé Superiore che ho pubblicato su L'ULTIMA AQUILA REALE...

mercoledì 18 marzo 2009

DISGUSTO PER IL GENERE UMANO...silenzio.



Non a questa croce di martirio fui inchiodato, di sapere che l'uomo è cattivo - ma gridai come non ha ancora gridato nessuno:
"Ohimè, com'è piccolo il suo peggio! Ohimè, com'è piccolo il suo meglio!"
Il grande disgusto per l'uomo - questo mi strozzava e mi si era insinuato nelle fauci; e ciò che l'indovino aveva profetizzato: "Tutto è indifferente, niente vale la pena, il sapere strozza".
Un lungo crepuscolo si trascinava zoppicando davanti a me, una tristezza mortalmente stanca, ebbra di morte, che parlava con bocca sbadigliante.
"Eternamente ritorna, l'uomo del quale sei stanco, il piccolo uomo" - così sbadigliava la mia tristezza e trascinava il piede e non riusciva a addormentarsi.
In una spelonca mi si trasformò la terra degli uomini, il suo seno s'incavò in dentro, tutti i viventi divennero per me marciume umano e ossa e putrido passato.
Il mio sospiro sedeva su tutte le umane tombe e non poteva più rialzarsene; il mio sospirare a domandare gracidava e soffocava e rodeva e lamentava giorno e notte:
"Ahimè, l'uomo ritorna eternamente! Il piccolo uomo ritorna eternamente!".
Una volta li avevo visti entrambi nudi, l'uomo più grande e l'uomo più piccolo: troppo simili l'uno all'altro - troppo umano anche il più grande.
Troppo piccolo il più grande! Questo era il mio disgusto per l'uomo! Ed eterno ritorno anche del più piccolo. - Questo era il mio disgusto per l'intera esistenza!
(Friedrich W. Nietzsche, COSI' PARLO' ZARATHUSTRA)

martedì 17 marzo 2009

L'arte d'amare, secondo Ovidio


Dedalo e suo figlio Icaro sono fuggiti dal Labirinto di Creta per mezzo delle ali costruite da Dedalo; Icaro precipita e muore tragicamente inghiottito dal verde mare... Ma se il grande re Minosse non riuscì a trattenere Dedalo che era un uomo, come potrà il poeta trattenere Amore, che è dio ed ha le ali?... e Ovidio così continua il suo racconto:


145. L'ali d'un uomo non frenò Minosse:
ahimè, ch'io vo' frenar l'ali d'Amore?
Sbaglia chi fa ricorso alla magia
dell'arte emonia e dona ciò che tolse
dalla fronte di giovane polledro.

150. Non dà vita all'amor l'erba medea
né la nenia dei Marsi, mescolata
con magiche canzoni. Avrebbe allora
la femmina di Faso il suo Giasone
ben trattenuto a sé, e Ulisse Circe,

155. se vita i carmi dessero all'amore.
Non gioverano mai pallidi filtri
a piegar donna; turbano la mente
e scatenano i filtri la follia.
Via dunque i malefici. Sii amabile,

160. se vuoi essere amato: ma, a ciò, soli
non ti bastano il volto e la bellezza.
Se bello fossi come fu Nireo,
prediletto da Omero, o come il dolce
Ila, che fu, con criminoso inganno,

165. rapito dalle Naiadi, se il bene
vuoi conservare della donna tua
né ritrovarti un dì da lei lasciato,
doti d'ingegno aggiungi alla bellezza;
essa è fragile dono: passa il tempo;

170. col tempo ella trapassa, deperisce,
del suo stesso durare si consuma.
Così non sempre in fiore è la violetta
o schiuso il giglio e rigida la spina
rimane là dove sfiorì la rosa.

175. Bianchi saran tra poco i tuoi capelli;
sul viso, o bello, verranno le rughe
a scavarti la faccia. E tu rafforza
lo spirito così, che non invecchia;
ogni tua grazia fai così più salda:

180. Lo spirito soltanto reggerà
fino all'ultimo rogo. Sia tua cura
con l'arti belle coltivar la mente
e apprender le due lingue. Il grande Ulisse
non era bello, era però facondo;

185. e tuttavia innamorò di sé
le dee del mare. Oh, quante volte pianse
per lui Calipso, che l' eroe sull'onde
s'affrettava a partire, e gli diceva
ch'era funesto il tempo al navigare!

190. Ella voleva ch'egli le narrasse
ancora e ancor l'ultimo dì di Troia,
ed egli in modo differente, ancora,
le stesse cose le narrava...


216. Così, chiunque tu sia, non ti fidare
della bellezza, ch'ella spesso è inganno.
Brilla d'una virtù più duratura.
Dolce indulgenza è ciò che prende i cuori...

lunedì 16 marzo 2009

Conforto che viene dall'arte. Della sensibilità artistica e dei limiti espressivi dell'artista e dell'arte stessa...

...povero Werther... E tu, anima buona, che provi lo stesso suo affanno, dai suoi dolori prendi conforto; e questo libriccino divenga il tuo amico, se - o per sorte avversa o per tua propria colpa - non puoi trovare altro più prossimo.

"...e sento la presenza dell'Onnipotente, che ci fece a sua immagine, lo spiro dell'Infinito Amore che in perenne delizia c'innalza e ci conduce; o amico! e quando poi ai miei occhi è crepuscolo e il mondo intorno a me e il cielo tutto dentro l'anima mia si giacciono come la forma di una donna amata; allora presto mi prende nostalgia e dico a me: - Ah se tu potessi esprimere, se potessi alitare sulla carta ciò che con tanta pienezza e ardore vive in te, sicché la tua parola rispecchiasse l'anima tua come nell'anima tua si specchia l'infinità di Dio! - O Amico!... Ma di questo io perisco; io soccombo alla violenza della sublimità di queste apparizioni."

("I dolori del giovane Werther", Goethe.)
Vedi anche:

domenica 15 marzo 2009

Verso l' UNITA'...


"Aspira sempre verso il tutto, e se tu stesso non puoi diventare un tutto,/aggregati come membro servente a un tutto."

(Quattro stagioni Autunno, Goethe)


"Per orientarti nell'Infinito/distinguer devi e poscia unire."

(Dio e mondo, Atmosfera, Goethe)

sabato 14 marzo 2009

La bellezza...e Bellezza e Bruttezza.


La bellezza non è materiale né appartiene alle parti. Una volta dissezionato un fiore, una volta persa la sua totalità, anche la bellezza è sparita. La bellezza appartiene al Tutto, è la grazia propria del Tutto; è più della somma delle parti. Se dissezioni un essere umano, la vita scompare; a quel punto hai solo un cadavere, conosci un corpo senza vita... Quella è la parte più preziosa. Manca proprio ciò che in realtà volevamo capire; tutto il resto è presente.
Kalil Gibran ha scritto un racconto... I suoi racconti si risolvono in poche righe, ma penetrano nel cuore dell'animo umano. Questo è il racconto.

"Dio creò il mondo e tutto ciò che era necessario. Si guardò intorno e pensò che mancavano due cose: la bellezza e la bruttezza. Quindi, queste furono le ultime cose che creò. Naturalmente, diede vesti bellissime a Bellezza e bruttissime a Bruttezza. Poi le mandò dal Paradiso sulla Terra.
Era un viaggio lungo e, quando raggiunsero la Terra esse si sentivano stanche e sporche, per cui la prima cosa che decisero di fare fu un bagno. Andarono nei pressi di un lago al mattino presto, mentre albeggiava, lasciarono i vestiti a riva e si tuffarono nell'acqua fresca. Era veramente piacevole e si godettero quel momento.
Bellezza nuotò fino al largo, ma quando si guardò alle spalle ebbe una sorpresa: Bruttezza era scomparsa. Tornando a riva, scoprì che le mancavano anche i vestiti. A quel punto Bellezza capì quello che le era successo: Bruttezza le aveva rubato i vestiti ed era scappata.
La storia si conclude così: da allora Bruttezza è celata sotto le vesti di Bellezza, mentre Bellezza è costretta ad indossare le vesti di Bruttezza.
Bellezza sta cercando Bruttezza ma non è ancora riuscita a trovarla."

Il racconto è bellissimo. Bruttezza ha bisogno di qualcosa che l'aiuti a nascondersi, a fingere, ovvero di una maschera. A Bellezza una cosa del genere non era neanche venuta in mente. Mai avrebbe immaginato che Bruttezza le avrebbe rubato i vestiti e sarebbe scappata... Il suo cuore era troppo pieno d'estasi e bontà per fare squallidi giochi...
(OSHO, "Liberi di essere", Mondadori)

venerdì 13 marzo 2009

La Penisola Incantata
...Marina è una splendida cometa
illumina delizia e incanta
...ora che ci accarezza il vento
è bello sentirti in ogni momento...
...un dio e una dea senza pregare
t'insegnano a sognare e amare
...lo sguardo rivolto ad un pianeta stellare
ti trovi nel regno che ti fa amare...
...una preghiera invocata
ti trovi nella sua reggia
della sua Penisola Incantata.
(Rosario Naddeo, marzo 2009)

giovedì 12 marzo 2009

UN SOGNO...può essere un messaggio del Sé superiore?


La matassa da dipanare...

In questo sogno non c'è uno scenario. Il sogno è simile ad una natura morta, il cui soggetto è un "biocco di capelli" (mucchietto di capelli). Il sogno pare essere un messaggio. Io sono un'osservatrice che guarda il groviglio, intorno il nulla, lo sfondo è bianco...quindi, sopraggiunge una voce che dice:

"Il nodo sta per essere sciolto."

Io, allora, guardo meglio e mi accorgo che i capelli si stanno lentamente separando e che mancano solo pochi nodi e, poi, ogni singolo capello sarà libero, libero di volar via...
(2008)

mercoledì 11 marzo 2009

Del destino...

Ma che cosa è questo "destino" del quale ci parla Jung?
Il mito subito ci riporta alle Moire: Cloto che fila lo stame della vita, Lachesi che lo sfila dal fuso ed Atropo che lo recide inesorabilmente...sperando che quel filo sia lungo, a simboleggiare la sorte di lunga vita...
Forse Jung si riferisce al destino di "anima", ovvero alla ragione per la quale ognuno di noi si trova qui e alla necessità impellente di prenderne consapevolezza?
Per intraprendere il cammino della consapevolezza è necessario cominciare dal tentare di capire come si sia andata formando la nostra personalità, ossia, in linguaggio junghiano, cosa sia accaduto al nostro ego nel corso della nostra esperienza di vita, vale a dire che per diventare conscio devo conoscere ciò che io non so di me, ciò che io non sono di manifesto. Chiunque cominci a cercare di far luce in sé stesso, scoprirà il caos...
L'ego è molto vulnerabile e a repentaglio degli eventi quotidiani e dei vissuti che ne conseguono. Il problema, quindi, non è rappresentato tanto dall'ego in sé stesso quanto da ciò che accade al nostro ego. Essere consapevoli significa, in un certo senso, permettere all'ego di entrare in contatto con la nostra parte incoscia ed ammettere che, indipendentemente dai fattori, familiari, ambientali e culturali siamo comunque noi a creare il nostro ego, siamo noi che abbiamo la parola finale su noi stessi: quest'ammissione è la prima vera forma di dialogo con la nostra psiche, questa assunzione di responsabilità mi dà la possibilità di assumere "il controllo" della mia vita.

Quello che io sento d'essere è lo stato del mio Ego...ma non è detto che questo mio sentire mi rappresenti autenticamente...il mio mistero è chiuso in me...bisogna cercare di svelarlo, quindi. Per dare una suggestione, bisogna tentare di dipanare la matassa, il groviglio.

Tuttavia, Jung ammonisce indicandoci una via dell'etica che sia in grado di fronteggiare le richieste sconsiderate che un inconscio, più o meno manifesto, può arrivare a farci attraverso i suoi segni: attività onirica, codifica/consapevolezza di sensazioni, sentimenti, emozioni, istinti, pulsioni: un essere umano consapevole non è mai vittima del proprio conscio e, soprattutto, non lo è del proprio inconscio.
Nel diventare adulti la consapevolezza delle contraddizioni del nostro ego ci deve portare ad un dialogo con il nostro Sé superiore e dialogare con il Sè superiore è obiettivo veramente difficile perché, spesso, prevede proprio il sacrificio dell'ego: le richieste del nostro Sé superiore potrebbero essere, infatti, in un contrasto lacerante con il nostro ego, eppure, è solo quando il nostro ego entra in dialogo con il Sé che (questo lo dico io) noi imbocchiamo la strada segnata sul libro del "destino". Le aspirazioni del Sé superiore rappresentano la visione interiore del nostro destino, ciò per cui nella vita siamo più adatti, ciò nel quale possiamo esprimere al meglio noi stessi: si potrebbe azzardare a dire che il nostro Sé superiore sia una sorta di guida interiore, il Daimon?, anche se seguire le sue aspirazioni non necessita, imprescindibilmente, di un cammino spirituale. Probabilmente, il dialogo interiore è, implicitamente, un cammino mistico, che lo si voglia ammettere o no. Don Juan, lo sciamano americano del Castaneda, sottolinea che l'uomo di sapere, grazie alla volontà di conoscere sé stesso nel profondo, non deve tanto giungere all'accettazione di sé stesso quanto all'accettazione dell'Infinito.
Grazie al dialogo tra psiche ed anima, potremmo quindi scoprire d'esser nati per essere artisti, provando la straordianaria sensazione di leggerezza che si ha quando si viene sollevati dal peso che il tempo esercita normalmente su noi quando siamo impegnati in attività che non ci piacciono veramente, o scoprire che le nostre brame letterarie nulla avevano a che fare con il nostro spirito (come direbbe il grande Gibran) e che la creatività non si debba, necessariamente, esprimere attraverso il lavoro artistico che, secondo Platone, viene da divina ispirazione.
Non bisogna ostacolare le richieste del Sé: il Sé, interpellato in un dialogo aperto dall'ego, non può che indicarci lo scopo e la via... Tanto è vero, che Jung parla dell'importanza e della centralità del processo d'Individuazione, vale a dire, attuare pienamente il proprio Sé superiore e seguire la sua natura superiore/divina. "Sia fatta in me la tua volontà" è la formula magica.
E, poi, ri-spettarsi, che ci dice: "Guarda meglio!". Ossia guardare bene che direzione abbia preso la nostra esistenza e se sia quella giusta.
Eludere il Sé equivale a farci del male, ovvero andare incontro a un fortissimo disagio psico-fisico che si ripercuoterà su tutte le sfere della nostra vita: affettiva, lavorativa, relazionale e, non ultima, sul nostro stato di salute mentale e fisica.
Vale la pena, inoltre, spendere due parole sul concetto di male, o zona d'ombra con la quale ognuno di noi deve fare i conti. In Occidente il male è stato relegato all'Inferno, come qualcosa dal quale stare lontano. Nei miti antichi, invece, tutti i personaggi, vedi Persefone, Kore, Ulisse, Orfeo (il meno fortunato), Alcesti, hanno dovuto discendere nell'Ade, mondo delle ombre, per poter poi risalire verso la luce vittoriosi. L'ombra è parte di noi ed un ego consapevole, quindi sano, sà che il male non risiede solo sull'altra sponda dello Stige. Tutti siamo portatori di bene e di male, basta saperlo, avere un etica del Sé e seguire le Sue aspirazioni: chi riesca in questo, potrà ben dire d'aver incontrato e teso la mano al proprio Destino, quello la D maiuscola e non quello fra due "...".

"Come sempre accade quando s'imbocca la strada segnata nel libro del Destino, una serie di coincidenze mi aiutò a realizzare i miei piani." (Isabelle Allende, PAULA)

martedì 10 marzo 2009

Riflessioni de "I grandi" sull'eternità dell'anima...

Ma quanto tempo vive l'uomo?

Vive mille anni o uno solo?

Vive una settimana o più secoli?

Per quanto tempo muore l'uomo?

Che vuol dire per sempre?
(Pablo Neruda)

La mia vita, come l'ho vissuta, m'è sembrata spesso come una storia senza un inizio e senza una fine. Ho avuto sempre la sensazione di essere un frammento storico, un brano di cui mancasse il testo che veniva prima e quello che veniva dopo. / Potrei immaginare che forse sono vissuto in secoli precedenti, dove mi sono imbattuto in quesiti cui non sono stato capace di rispondere; e che sono dovuto rinascere perché non avevo portato a termine il compito che mi era stato assegnato. (C.G. Jung)

Ancora è comprovato con certezza che ci sono uomini che sanno di molte cose antecedenti alla loro nascita, e che quando sono ancora semplici bambini afferrano numerosi fatti con tale celerità da far pensare che non è quella la prima volta che ne vengono a conoscenza, ma che semplicemente li richiamano alla memoria e li ricordano. (Cicerone)

Come sarebbe interessante scrivere la storia delle esperienze fatte da un uomo in questa vita dopo essersi suicidato nella precedente; di come egli adesso inciampi sulle stesse esigenze che si erano presentate prima, finché non arriva a capire che quelle esigenze vanno appunto esaudite ... Le imprese della vita passata conferiscono una direzione alla vita presente. (Tolstoj)

O giovane che fantastichi di essere negletto dagli dei, sappi che se diventi peggiore dovrai trasmigrare poi nelle anime peggiori, e che se invece migliorerai, andrai con le migliori, e che a ogni successione di vita e di morte agirai e soffrirai come si conviene agisca e soffra per tua parte e per simile mano. Perché questa infatti è la giustizia del cielo. (Platone)

Trovandomi a esistere nel mondo, io credo che esisterò poi sempre in qualche altra forma; e con tutti gli inconvenienti di cui la vita umana è passibile, non mi opporrò certo a una nuova edizione della mia, sperando tutta via che gli errata della precedente siano corregibili. (Benjamin Franklin)

Sono certo di essere già stato qui, ora come mille altre volte prima d'ora, e spero di ritornarvi altre mille. (Goethe)

Credendo come io credo nella teoria della reincarnazione, vivo nella speranza che, se non in questa mia nascita, in qualche altra nascita sarò capace di abbracciare tutta l'umanità in un amichevole abbraccio. (Gandhi)

E' passato molto tempo! Eppure sono sempre la stessa Margaret. Solo le nostre vite invecchiano. Noi siamo là dove i secoli contano solo come secondi, e dopo un migliaio di vite cominciamo ad aprire gli occhi. (Eugene o'Neill)

VEDI ANCHE:

http://wwwlacontinentale.blogspot.com/2009/02/dedicato-alla-nonnache-dice-di-voler.html

http://lapenisolaincantata.blogspot.com/2008/12/la-vita-cambiamento-figlia-mia.html

lunedì 9 marzo 2009

Natura superiore...


Oh! La sua bellezza offusca il chiarore di tutti questi volti
E brilla sulle guance della notte,
Come un diamante sulla nera orecchia di un moro.
Ah! La luce che lei irradia, intenebra quante la attorniano
Attesta esser lei d'una natura superiore a quelle della terra.
(William Shakespeare, Romeo e Giulietta, DIZIONARIO D'INCONSCIO E MAGIA, Gabriele La Porta, definizione 746)

"Non sei come gli atri, non pensi mai male di nessuno. Hai un carattere troppo elevato."
(Oscar Wilde, IL RITRATTO DI DORIAN GRAY)

"La tua è un'anima pura in un corpo incontaminato."
(Sacra Bibbia)

sabato 7 marzo 2009

Dei libri, della sete di conoscenza, della ricerca dell'Infinito e di come essa sia un bene e non un male...


"Alcuni oggetti vivono di vita propria" disse, "tutti quegli arnesi che i fratelli Arsenius ti insegnarono a costruire: teodoliti, astrolabi, armillari, sono le chiavi con le quali aprire i misteri della natura. I libri poi... Ah! Quanti ne avrò sfornati di libri, in questi anni? Più di chiunque altro, credo. E chi può dire che siano solo un oggetto di commercio? La mia Bibbia poliglotta solo una merce? No! Un grande ponte gettato attraverso i tempi in mezzo agli uomini, così me la immaginavo, così ho sempre immaginato i libri. Conversare con Giulio Cesare, Platone, Dante Alighieri: qualunque sia la sua condizione, nessun uomo è solo se tiene un libro in mano. Anzi, può scegliersi la migliore compagnia." Il maestro di Anversa tacque per riflettere e forse per riprendere fiato. "Io mi sono perso e mi sono ritrovato nei libri. Li ho odiati e li ho amati più degli esseri umani. Li ho pensati come opera di Dio e come opera del demonio."

"Perché opera di Dio?" Chiese Guillame timidamente.

"Dio ha parlato perché l'uomo scrivesse. Per quale altro motivo Egli sarebbe uscito dalla Sua perfetta solitudine? Voleva che l'uomo testimoniasse il Creato..." Platin battè lievemente il pugno sul letto per ribadire le proprie parole. "Tutto il Creato, e attingesse a ogni sua ricchezza. Oggi più che mai questo è possibile. La nostra arte lo ha consentito."

"Perché opera del demonio, allora?"

"La tentazione di Adamo: voler conquistare ciò che agli uomini è proibito conoscere. Per vanità, per ambizione o per semplice curiosità. Dice la Chiesa che questa è la radice del male, da qui nascono il dissenso e la rivolta. A volte, negli ultimi anni l'ho creduto anch'io. Troppe sofferenze. Meglio essere come un selvaggio delle Americhe, ho pensato anch'io, molto meglio non uscire dal nostro guscio animale. Ma la Chiesa sbaglia. Non vi è nulla che Dio abbia negato alla nostra conoscenza, o ci avrebbe fatti in altro modo. Se il sapere causa sofferenze è proprio perché siamo come Egli ci ha voluto, costretti a fuggire sempre in avanti, in cerca dell'infinito al quale ci avviciniamo senza raggiungerlo mai..."

("Il Libraio di Amsterdam", Amineh Pakravan)

venerdì 6 marzo 2009

Del Vuoto, delle Ceneri, del Dolore e della Rinascita... CORAGGIO!

L'Araba Fenice che rinasce dalle proprie ceneri dopo esser morta.
"Morandi (Il realismo magico) NATURA MORTA CON VASO
"... Le forme emergono dal vuoto, un po' come un vaso di terracotta che si formi attorno alla presenza attiva di una cavità... Il potere è nel vuoto... L'assenza precede la presenza, o per meglio dire è la prima forma di presenza."
(Hillman, IL POTERE)



"Tutte le cose piene di grazia e bellezza che ci portiamo nel cuore hanno un'origine comune nel dolore. Nascono nel cordoglio e nelle ceneri."
(Cormac Mc Carthy, LA STRADA)



"Sono il vuoto, sono tutto ciò che esiste, sono in ogni foglia del bosco, in ogni goccia di rugiada, in ogni particella di cenere che l'acqua trascina via, sono Paula e sono anche me stessa, sono nulla e tutto il resto in questa vita e in altre vite, immortale. Adios, Paula, mujer. Bienvenida, Paula, espiritu."
(I. Allende, PAULA)

giovedì 5 marzo 2009

Ecco la tua Stella dei Desideri. La vedi? Risplende su, in alto nel Cielo, ce l'hai messa tu...

...ed è la più brillante in brillantanza, affinché tu la possa riconoscere nell'immensa Costellazione dei Desideri...Ecco i vostri desideri
  • MARY: "1)Desidero dire ad A. ti voglio bene e che Lui lo dica a Me! 2) Trovare una serenità interiore."
  • VITAEDAMORE: "Quello che chiedo è di poter essere, finalmente, me stesso."
  • STELLA: "Un amore vero e disinteressato."
  • CALLIOPE: "Ho tanti desideri e, guarda caso (?), uno è legato indirettamente a Roma. Chissà forse un giorno si realizzerrà."
  • ROSARIO: " 1) Il mio Primo Desiderio è il finale di 'Cime Tempestose', anime libere e curate e piene d'amore, camminano sulla neve senza sentire il freddo e il gelo del mondo esterno...e che vanno verso il fondo di psiche, anima mundi, verso la luce radiosa nel regno della verità, dell'amore assoluto puro innocente e sublime...e mica chiedo tanto come desiderio: gratitudine di felicità. 2) Il perdono che io ho già praticato ma il perdono assoluto, quello pieno d'amore, che scende e possa guarire quelle persone che io ho già perdonato, che mi hanno fatto tanto male. 3) Che i tuoi desideri, Marina, quelli che porti nel cuore si realizzino, così sarei felice anch'io."
  • CHIARA: "Andare a vivere nel Sogno della Favola dove ci sono tantissimi dolciumi."
  • ARIANNA: "Andare a Disneyland."
  • STEFANIA: "Abbondanza e salute in quantità per tutte le persone alle quali voglio bene."
  • UPUPA: "Desiderare il desiderabile...forse è troppo?..."
  • PINUCCIA: "E allora il desiderio sia: avere occhi per vedere con più attenzione le cose belle che ci circondano."
  • GISELDA: "Incontrare un compagno di vita che si prenda cura di me."
  • SILVIA: "Pace e Amore tra Anime."
  • BENEDETTA: "Allargare la famiglia..."
  • ZOE': "L'unica cosa che vorrei adesso è poter vedere i miei genitori e il mio caro fratello felici. Per sempre..."

I miei desideri già li conoscete, li ho espressi nel post "Registi dell'Immaginazione."

...e ricorda:

"L'immaginazione è tutto. E' l'anteprima delle attrazioni che la vita ci riserva."

"L'immaginazione è più importante della conoscenza."

"Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è miracolo."

(Albert Einstein)

mercoledì 4 marzo 2009

Gioia dell'amicizia...Amore e non amore...dedicato a Marina.


AMORE e NON AMORE

AMICA MIA..

tu che baci la vita

baci la gioia,

baci il dolore,

sentirti ci riscaldi il cuore...

Amore e non amore...

è l'inno che doni a noi...

Adorarti fino alla deriva

sei sempre per noi...

AMICA NOSTRA

(Rosario Naddeo, marzo 2009)