lunedì 31 gennaio 2011

Pensieri onirici: "Il nodo sta per essere sciolto"

Narciso, Caravaggio
Chi guarda nello "specchio" dell'acqua vede per prima cosa, è vero, la propria immagine. Chi va verso sé stesso rischia l'incontro con sé stesso. Lo specchio non lusinga, mostra fedelmente quel che in lui si riflette, e cioè quel volto che non mostriamo mai al mondo, perché lo veliamo per mezzo della persona, la maschera dell'attore. Ma dietro la maschera c'è lo specchio che mostra il vero volto. Questa è la prima prova di coraggio da affrontare sulla via interiore, una prova che basta a far desistere, spaventata, la maggioranza degli uomini. Infatti, l'incontro con sé stessi è una delle esperienze più sgradevoli, alla quale si sfugge proiettando tutto ciò che è negativo sul mondo circostante. Chi è nella condizione di vedere la propria Ombra e di sopportarne la conoscenza ha già assolto una piccola parte del compito: ha perlomeno fatto affiorare "l'inconscio personale". Ma l'Ombra è parte viva della personalità e vuole vivere con lei sotto qualche forma. Non è possibile di impedirle di esistere con argomenti, né con altrettanti argomenti la si può rendere anodina. Questo problema è estremamente difficile perché non soltanto mette in causa l'uomo intero, ma gli ricorda al tempo stesso la sua miseria e la sua incapacità. Le nature forti - o dovremmo piuttosto dire deboli? - non amano sentirsi porre questo problema, preferiscono quindi escogitare un qualche eroico "al di là del bene e del male" e tagliano il nodo gordiano invece di scioglierlo.
(Gli archetipi dell'inconscio - Jung)

venerdì 28 gennaio 2011

...così allude il coro ad una legge occulta, a un sacro enigma...




Ti turba, o amata, qui la mescolanza
di mille e mille fiori, onde il giardino
è variopinto, molti nomi ascolti,
e con barbaro suono ecco che sempre
l'uno soppianta nell'orecchio l'altro.
tutte le forme sono affini, e niuna
somiglia all'altra, così allude il coro
ad una legge occulta, a un sacro enigma.
Oh, s'io potessi a te, diletta amica,
dir tosto la parola atta a svelarlo!
Nel divenire osserva ora la pianta,
come, guidata a ciò di grado in grado,
si plasmi lentamente in fiore e frutto.
E qui l'anello delle forze eterne
chiude Natura, ma all'istante un altro
si salda al precedente, onde attraverso
a tutti i tempi la catena duri
e viva come il singolo l'intero.
Volgi ora, o amata, al brulichio sgorgante
lo spirito che più non se ne turba!
Ogni pianta t'annunzia eterna legge,
ogni fiore con te parla piu' chiaro.
Ma se le sacre lettere decifri
qui della Dea, poi le ravvisi ovunque.

Goethe

La natura può realizzare gli stimoli del Creativo solo perché è pari all'essenza del Creativo...mentre l'aspetto Creativo genera le cose, queste vengono realizzate dall'aspetto Ricettivo. (Il libro dei Mutamenti, I CHING)


"Mirate dunque con modesti sguardi / il gran capolavoro della tessitrice eterna, / come di un colpo sol di piedi muove mille fili, / e schizzan le navette a destra e a manca, / i fili ondeggiano incontrandosi, / un colpo solo stringer mille nodi;  /e tutto ciò lei non ha raccattato, / ordito l'ha fin dall'eternità, / perché così l'eterno maschio artefice/ sicuro v'inserisca la sua trama."
Dio e mondo, Antipirrema, #GOETHE

mercoledì 26 gennaio 2011

I sentimenti e le emozioni non appartengono all'oblio...



Noi non apparteniamo all'oblio


Sento che sei parte di me.

E mi chiedo chi tu sia,

Per esser sempre presente nei miei pensieri,

Anche in quelli non pensati.

Sei una di quelle idee che arrivano da sole,

Improvvise;

Sei una ventata d'aria fresca

In una calda serata d'estate e,

In me, tu sei una presenza

Che suscita immagini, emozioni:

La nostalgia

Di ciò che non può essere dimenticato...

E l'immensità

D'un sentimento che non può cedere all'oblio.


(Marina 17 maggio 2009)

martedì 25 gennaio 2011

Nostalgia...


Ma chi sei tu per ispirare in me il senso del mio tempo qui
Con il tuo sguardo apri un varco nel mio essere sconosciuto,
istilli gocce di lacrime spontanee, che non sapevo d'aver versato
Ed è così che io sento quanto tu mi manchi, nell’anima.

Se vedo l'arcobaleno, io lo percorro con te
Se guardo il cielo azzurro, tu sei l’Infinito per me
Se cerco d’entrare nel mio cuore, la chiave mancante sei tu
Se perdo la bussola, la direzione è l’ineffabile imago di te

Ma chi sei tu per ispirare in me il senso del mio tempo qui
Con il tuo sguardo indichi il sentiero per la via maestra
E mi restituisci alla mia Essenza, degna della Sua dignità
Ed è così che, insieme, colmiamo la mancanza, che m’opprimeva l’anima.
(Marina Morelli 19/1/2009)

lunedì 24 gennaio 2011

OUROBORUS


Drago alato, o serpente, che si morde la coda, simbolo della circolarità del tempo, dell'unione degli opposti. Nella raffigurazione dell'ouroborus sono concretizzate le teorie della filosofia ermetica: "Il tempo è veloce e, per una sorta di moto circolare," scrive Marsilio Ficino "il principio torna a congiungersi con la fine." Il drago-serpente che "feconda sé stesso, genera sé stesso, uccide sé stesso, divora sé stesso", per la sua natura ermafrodita, è un'entità autosufficiente: nella sua immagine si riflette la duplice natura di Mercurio, composto di contrari ma al tempo stesso simbolo di unione.  
(GABRIELE LA PORTA, La magia)

domenica 23 gennaio 2011

Pregate...


Buonanotte o Buongiorno o Buona Giornata ma, soprattutto, vi raccomando di raccogliervi in preghiera almeno una volta al giorno. 
RICORDATE: NON DIPENDE TUTTO DA NOI.


...in cammino.

Io credo che quando una persona muore
L'anima sua alla terra di nuovo torni;
Ordinata in altra guisa di corpo e carne.
Sarà un'altra madre a darvi poi vita.
Con membra più salde e più luminosa mente
La vecchia anima riprende allora il cammino.
(John Masefield)

sabato 22 gennaio 2011

Sentiamo Apuleio su cosa accadrebbe agli uomini quando Venere (Afrodite) e suo figlio Cupido (Eros) distolgono il loro sguardo...


[...]Cupido, dolorante ancora per la scottatura della lucerna, s'era rifugiato nello stesso letto della madre e si lagnava [...] il gabbiano, velocissimo, si tuffò nel profondo grembo dell'oceano e avvicinatosi a Venere, che faceva tranquillamente il bagno e nuotava, le riferì [...] che la famiglia di Venere oramai era sulla bocca di tutti e che sul suo conto correvano dicerie e malignità a non finire, per esempio che il figlio s'era appartato sui monti per godersi i favori di una sgualdrina (Psiche) e che lei, la madre, se ne stava sempre in mare a nuotare e perciò gli uomini non sapevano più cos'era il piacere, la gentilezza, la grazia e tutto era diventato rozzo, selvaggio, volgare e non si celebravano più matrimoni, non c'erano più relazioni amichevoli fra gli uomini, non più affetto per i figli ma c'era solo un gran disordine e con un fastidio per ogni sorta di legami del resto sempre meno sentiti [...]
Apuleio, La Metamorfosi

giovedì 20 gennaio 2011

Le Voci e l' Abbondanza del Castello Incantato di psiche...


"Attratta dall'incanto del luogo Psiche s'avanzò, poi fattasi coraggio varcò la soglia e, presa dalla curiosità di quella mirabile visione, si mise a osservare attentamente ogni cosa. Vide così un'altra ala del palazzo, loggiati dalla linea stupenda, pieni zeppi di tesori [...] nessuna chiave, nessun cancello, nessun custode difendeva quelle ricchezze. [...] - Entra in camera e lasciati andare sul letto e comanda per il bagno come ti piace. Queste voci sono quelle delle tue ancelle, pronte a servirti, e quando avrai terminato di prenderti cura della tua persona, non dovrai attendere per un pranzo regale -
[...] come spinti da un soffio le vennero recati vini pregiati, svariate pietanze. Non riusciva a vedere nessuno, sentiva solo un rimbalzar di parole e aveva per ancelle soltanto delle voci. 
Dopo quel pranzo squisito un essere invisibile entrò e cominciò a cantare e un altro ad accompagnarlo sulla cetra, ma Psiche non riusciva a vedere nemmeno questa; poi le giunse all'orecchio un concerto di più voci: si trattava di un coro ma anche questa volta la fanciulla non vide nessuno.
Quando queste delizie cessarono, l'ora tarda invitò al sonno Psiche.
Ma nel cuor della notte un rumore leggero le giunse all'orecchio. Ella era sola col suo pudore di vergine e trasalì, cominciò a tremare di paura, a temere l'ignoto che la circondava più che un pericolo reale. ma era il suo sposo invisibile che veniva a lei, che entrava nel suo letto e la possedeva e che prima dell'alba s'era già dileguato.
Questo si ripeté per molto tempo e come di solito accade l'abitudine finì per rendere piacevole a Psiche questa sua nuova esistenza e il suono di quelle voci misteriose consolare la sua solitudine."
(La favola di Amore e Psiche in La Metamorfosi di Apuleio)


mercoledì 19 gennaio 2011

Il Grande Teatro della Memoria...


"Vi sono troppe cose nella mente umana che si trovano al di là della nostra comprensione. Forse sotto ipnosi lei riusciva a mettere a fuoco la parte della sua mente in cui conservava tutti i ricordi di vite passate, o forse aveva incontrato ciò che lo psicanalista Carl Gustav Jung definiva inconscio collettivo, la fonte di energia che ci circonda e contiene i ricordi dell'intera razza umana."
Brian Weiss, MOLTE VITE E MOLTI MAESTRI

martedì 18 gennaio 2011

Ricerca della bellezza e praticità...



Tutti noi lavoriamo per un motivo, nutrire i figli, guadagnare il denaro per mantenersi, giustificare la propria vita, ottenere un certo potere [...] Per esempio non sempre la ricerca della bellezza è associata alla praticità, eppure noi la perseguiamo come se si trattasse della cosa più importante del mondo. Gli uccelli imparano a cantare, ma il sapere cantare non li aiuterà a procurarsi il cibo, a evitare i predatori o ad allontanare i parassiti. Gli uccelli cantano perché, secondo Darwin, soltanto in questo modo riescono ad attirare il partner e a perpetuare la specie.
Paulo Coelho, LA STREGA DI PORTOBELLO

Non si disturbano i morti...

Stige, Gustave Doré

"Perché, di grazia, richiamate ai compiti di una vita effimera me che avevo già bevuto le acque del Lete e navigavo oramai sulla palude Stigia? Non più, vi scongiuro, non più, lasciatemi alla mia pace..."
(APULEUIO, L'ASINO D'ORO)

Lete, Gustave Doré

giovedì 13 gennaio 2011

UNA STESSA COSA È INTUIRE ED ESSERE (Parmenide).

    
     Cara Marina, 
      possiamo intuire. Ecco pero’ alcune parole chiavi. Greche. Imparale a memoria. Agiscono dall’interno:
-TO NÝN: l’Attimo eterno
- FRÉN: Cuore
- NOEÍN: la conoscenza intuitiva che quindi attraversa il mondo


mercoledì 12 gennaio 2011

Tutto cospira...



[...] gli astri sono come le lettere che s'inscrivono ad ogni istante nel cielo, o scritte una volta per tutte e semoventi [...] Tutto nel mondo è pieno di segni [...] Tutti gli eventi sono coordinati [...] Così noi troviamo nel volo degli uccelli o in altri animali i segni dell'avvenire. Tutte le cose dipendono l'una dall'altra; come è stato ben detto "tutto cospira" [sympnonia mia].
(Plotino, Enneadi)

sabato 8 gennaio 2011

Il termine "mago" in persiano significa sapiente...e le cose più segrete appartengono ai sapienti.


Gli aruspici etruschi affermavano che [...] quando un periodo giunge a fine, e già incombe il successivo, in terra e in cielo si produrrebbero segni capaci di mostrare agli indagatori esperti di tali cose la comparsa di uomini destinati a vivere con costumi e regole diverse, e con un favore maggiore o minore da parte degli dèi. Del resto ad ogni mutamento di vita si verificano grandi rivoluzioni [...] una connessione celeste, e quindi la determinazione da parte delle stelle di tutti gli eventi umani [...] Pomponazzi - Di più, non mi ricordo di avere mai letto sui libri di storia che un qualche notevole mutamento politico, o la vita di un qualche uomo degno di menzione, sia per virtù che per scelleratezza, si verificassero senza grandi prodigi celesti, in occasione della nascita o della morte, dell'inizio o della fine. E poiché tali prodigi sono stati dati sempre o frequentemente, devono avere una causa naturale. Che poi essi derivino dalla potenza dei corpi celesti si può anche argomentare dal fatto che, come narrano le storie, gli astrologi li preannunciavano e l'interpretavano in base all'osservazione delle stelle. - [...] Se tutto è legato, un gran santo o un gran delinquente, sono le trascrizioni terrestri di eventi celesti. Ciò che a Pomponazzi preme è ricondurre nell'ambito delle interpretazioni razionali e delle cause naturali ogni fenomeno apparentemente abnorme. Non dèmoni, né miracoli, ma tensione nervosa, forza dell'immaginazione, potenze e qualità occulte non perché soprannaturali ma perché non ancora scoperte: ecco le cause degli eventi mirabili. [...] La capacità vedere cose lontanissime [...] molti attribuivano tale potere all'arte magica [...] effetti di qualità e potenze umane ignote per il Pomponazzi, che non le nega - [...] la si chiama magia, poiché solo i più sapienti fra gli uomini la capiscono, e le cose più segrete appartengono ai sapienti [occultissima sunt sapientum] [...] e il termine "mago" in persiano significa sapiente [...]. -  
Lo Zodiaco della Vita - Eugenio Garin

mercoledì 5 gennaio 2011

Parole Angeli.

Persefone

Abbiamo bisogno di una nuova angiologia delle parole [...] Abbiamo bisogno di ricordare l'aspetto angelico della parola, di riconoscere le parole come portatrici autonome di un'anima tra una persona e l'altra. Abbiamo bisogno di ricordare che le parole non sono qualcosa che noi inventiamo o impariamo a scuola [...] le parole, come gli angeli, sono potenze che esercitano su di noi un potere invisibile [...] perché le parole sono persone. (James Hillman) Noi dobbiamo, se vogliamo essere uomini comunicare con gli uomini. Noi dobbiamo adoperarci per giovare a coloro con cui viviamo; e nessuno può dubitare che alle anime loro possiamo giovare con le nostre parole. E non tanto per il contenuto moralistico di un sermone, quanto per la potenza elevatrice del colloquio umano. Il quale ci congiunge oltre il tempo e lo spazio, oltre i deserti e i millenni e plasma e placa le nostre menti. (Eugenio Garin) 

Pratica Perfetta

...Dunque non vi fissate sui termini,
sui concetti o sulle definizioni,
ma con la mente attenta e l'animo aperto
lasciate che le parole penetrino in voi.
Accoglietele come semi,
custoditele come tesori preziosi,
fatele germogliare con la riflessione,
rendetele vive e forti
con la pratica perfetta
insegnata dai Buddah di tutti i tempi.

(Om Oskraham, Halladhah Hanahit) 

In Dizionario dell'Inconscio e della Magia, Gabriele La porta - Sperling & Kupfer

Senso

Senso
Vivere  nella stanza del mondo
eclissi  di sguardi
verità  nascoste
male senza lacrime
mi  rifugio
 nella  nostalgica memoria
dei deserti dell’anima
……e tu hai senso

(Rosario Naddeo)

martedì 4 gennaio 2011

lunedì 3 gennaio 2011

Realizzazione e Inquietudine...

"...Ho compreso che ben pochi realizzano se stessi prima di morire: e ho giudicato con maggiore pietà le loro opere interrotte. Quell'ossessione di una vita mancata concentrava i miei pensieri su un punto, li fissava come un accesso. La mia sete di potere agiva come quella dell'amore. Che impedisce all'innamorato di mangiare, di dormire, di pensare, di amare perfino, fino a che non siano stati compiuti certi riti. [...] Feci venire maghi [...] La notte mi trascinavo da una finestra all'altra, da un balcone all'altro, attraverso le sale di quel palazzo dalle mure ancora screpolate dal terremoto, tracciavo calcoli astrologici sulle lastre di marmo, interrogando le tremule stelle. Ma i segni dell'avvenire andavano cercati sulla terra..."
Memorie di Adriano - M. Yourcenar

domenica 2 gennaio 2011

Il rovesciamento psicologico. Psiche: caduta, conversione, salita.


Psiche è stata "scelta" da Cupido che, affascinato dalla sua bellezza, l'ha portata nel suo palazzo incantato riservandola per sé. Ma l'elezione divina richiede da parte della creatura un atteggiamento di fede, di umiltà e di obbedienza, e questo manca a Psiche che è spinta dal desiderio di vedere Amore non per vero amore, ma per rassicurarsi della sua vera identità, spinta dal dubbio innescato in lei dalle insinuazioni delle sorelle. Occorreva una "conversione" che le facesse compiere un cambiamento di prospettiva. "Il peccato" dice Simone Weil "è un cattivo orientamento dello sguardo". La conversione è un cambiamento dell'orientamento interiore, un'inversione di rotta.
http://lapenisolaincantata.blogspot.com/2009/02/dolore-e-sacrificio-per-l'acquisizione.html
Per compierla è necessario passare per un punto di azzeramento, dopo essere precipitati alla distanza massima dal luogo che costituisce la meta ultima a cui si vuole risalire. Questo ritmo (caduta, conversione, salita) è una costante che appare in tutta la narrativa popolare e folkloristica e da lì passa nella letteratura "colta". L'uomo naturale lo osserva nella natura, dove il ciclo notte/giorno, buio/luce, inverno/estate, morte/vita è la condizione del perpetuarsi della condizione della vita sulla terra e lo riproduce nei suoi racconti mitici dove il ciclo primitivo antichissimo è morte/discesa agli inferi-resurrezione. Nel momento più basso avviene quel "cambiamento di direzione" che spesso consente al personaggio una modificazione del suo comportamento e lo sprigionarsi nella sua personalità di energie nuove insospettate. Così, Psiche, dopo la colpa e la conseguente scomparsa dello sposo, giunta ormai al punto più basso della sua parabola, dopo aver persino visto fallire il suo tentativo di togliersi la vita perché "il fiume gentile" ha rifiutato di travolgerla, inizia la sua risalita che la porterà verso la soluzione felice del suo dramma: il "rovesciamento psicologico" comincia a rivelarsi quando da "semplice ingenua", arriva a escogitare un raggiro che le consentirà di ripagare le sorelle con la loro stessa moneta. Da quel momento Psiche passa dalla eccessiva semplicità all'iniziativa personale, che del resto è una condizione ineliminabile di ogni sincera conversione.
(Gabriella D'Anna un "La Favola di Amore e Psiche")