domenica 31 maggio 2009

...vedrai qualcosa di talmente bello che ti mancherà il fiato, l'Arcobaleno! PONTE colorato che ti congiungerà con...qualcos'altro!


Oggi è una di quelle giornate così dure che la vita più che un dono mi appare un peso... invece, ecco che aprendo il mio blog, trovo questo commento di Enza, un'amica di "interagiranime". Il suo commento/lettera mi ridà una speranza e la voglia di credere che a questo mondo possa esistere qualcuno "di buono e di bello", come Enza.

Grazie Enza, grazie di esistere.

Dimenticavo: l'esempio è tutto nella vita ed Enza è un gran buon e bell'esempio, leggetela:



Splendente Marina,

ho passato tanto tempo a dire che la vita è un insieme di circostanze,fin da quando quell'ovulo è stato fecondato da quello spermatozoo, ci ha dato vita e ci ha rinchiuso in questo contenitore, ma ora sono convinta del contrario. Ciò che ci accade è precisamente il nostro percorso, non ci è dato sapere chi lo abbia stabilito,sempre che qualcuno lo abbia fatto, dobbiamo farlo e basta. Senza le nostre paure, i nostri dolori passati e presenti, il nostro sentire la vita in modo diverso, non saremmo gli esseri che adesso siamo, e poi... chi ha detto COME deve essere sentita questa nostra vita?Il sentire che mi circonda non lo condivido, lo accetto, perchè è un altro aspetto della vita, di questa nostra vita.Forse siamo spugne che stanno assorbendo tutte le energie del passato, di tutti quegli uomini e quelle donne che ci hanno preceduto, forse e dico solo forse, ci stiamo ri-conoscendo in questo spazio-tempo.A proposito dell'arcobaleno, quello che ho vistogiorni fà è senza dubbio un segno,unprorompente aprire gli occhi...e l'anima. Dopo il più violento temporale, dopo la pioggia più insistente che ti impedisce di uscire, anche se il cielo è buio, scuro, cupo, alla fine vedrai qualcosa di talmente bello che ti mancherà il fiato, l'arcobaleno! e dirai a te stessa: "se quello che ho dovuto subire, alla fine mi dà questo splendore nel cielo, ne è valsa la pena!"E ad un certo punto non hai più paura del temporale, non provi fastidio per la pioggia, lo ri-conosci,lo accetti, tanto alla fine ci sarà questo meraviglioso PONTE colorato che ti congiungerà con...qualcos'altro.Allora benedirai la pioggia, ti innamorerai delle lingue infuocate che solcano il cielo durante il temporale, già, sempre quello stesso cielo...Grazie a te, essere luminoso, non cambiare mai, vivi la tua vita come ti detta il cuore, quello pulito , quello tuo, quello che avevi da bambina, quello che non appartiene agli altri.Scusa per il mio linguaggio, non sono più abituata ad eprimermi, ma grazie di averlo definito sul blog del Prof. fresco ed entusiasta.Un abbraccio, spero di non aver fatto discorsi ingarbugliati. Enza.

venerdì 29 maggio 2009

Magi e Arcobaleno...

I miei sogni, in questi ultimi tempi, stanno cambiando. Sono meno astrusi, più simbolici ed anche molto simili alla babele di simboli contenuti nella realtà quotidiana. Si direbbe che ci sia una certa sincronicità tra l'esperienza quotidiana e l'elaborazione inconscia...fatto raro, nel senso che il razionale è assolutamente più veloce dei processi irrazionali, i quali, di solito, richiedono un processo di elaborazione più lungo. Forse, potrei azzardarmi a sperare, che in qualche modo io sia entrata in un contato profondo con il mio mondo interiore e che quindi, in un certo senso, anche in stato di veglia io abbia, come dire, "visioni interiori" che trovano conferma nei miei vissuti onirici che, ribadisco, sono sempre più palesemente metaforici e meno intricati...
Un paio di giorni fa, nelle mattinate, sonnecchiavo nel dormiveglia (stato interessantissimo), quando improvisamente mi è apparsa la scritta MAGI e subito dopo è apparso l'ARCOBALENO.

Una persona alla quale ho chiesto cosa ne pensasse di questo mio sogno mi ha risposto così:
"I Magi indicano un cammino lineare, progressivo verso una meta luminosa; l’Arcobaleno indica un percorso circolare; tutti e due i cammini sono disegnati nel Cielo. e nascondono una mappa."
Ora, sarebbe bello per me trovare la mappa...

Hybris...


"L'ambizione è stata definita, non senza un certo sarcasmo, come un protendersi oltre quello che si è in grado di afferrare, un'aspirazione che va la di là della competenza. Oppure come Hybris (l'eccesso di orgoglio), che per i Greci era forse il peggiore di tutti i difetti del carattere. L'orgoglio sfrenato della propria capacità: non c'è bisogno degli Dèi; non c'è bisogno di un maestro - è questa l'ambizione universalmente condannata in tutta la letteratura tragica e nell'epica. Cocaina, stimolanti e steroidi anabolizzanti sono l'esempio concreto dell'Hybris del nostro tempo. Dimostrano che una performance artificialmente intensificata segue, un modello davvero mitico - una straordinaria ascesa e una caduta catastrofica. L'unica saggezza che ci insegnano i racconti classici è questa: ricordati dei limiti fino ai quali spingerti, i limiti imposti dagli immortali (il nome che i Greci davano alle loro divinità).
Un canto tradizionale dell'Africa consiglia:
Non cercare troppo la fama,
non cercare l'oscurità.
Sii fiero.
Ma non ricordare al mondo le tue imprese.
Eccelli quando puoi,
ma non eccellere sul mondo.
Molti eroi non sono ancora nati,
molti sono già morti.
Essere vivi, sì da udire questo canto, è una vittoria.
Questa saggezza pratica mette in guardia dal cercare di raggiungere il paradiso - cosa che non fa che portare all'inferno. Mantieniti nei limiti del mondo presente. Restare vivi non è ambizione da poco.
Quando però si esamina attentamente la parla ambizione, si scopre che possiede alcuni aspetti positivi. Ambitus significa giro, circuito, circonferenza, corso. Ambizione come l'intero corso, tutto intorno, fino in fondo. A Roma ambire indicava l'andare in giro in cerca di voti di un candidato che aspirava a un officium, e questo porta al secondo significato di sollecitare, blandire, tanto che una persona ambiziosa può essere descritta, in senso stretto, come uno alla ricerca di una carica. In senso più ampio, però, l'andare in giro allarga il cerchio e percorre, passo dopo passo (ambulatio), le dimensioni del nostro ambito personale, dandoci la misura di noi stessi. L'ambizione ci porta fino ai nostri limiti, sull'orlo, come spiega il dizionario..."
(Il Potere, J. Hillman)

giovedì 28 maggio 2009

I Cristalli della Memoria...

...se fosse quindi vero che l'artista va a pescare nelle cristallizzazioni della memoria, menmosyne, si potrebbe rintracciare in questa idea un collegamento con Nietzche secondo il quale l'artista va verso l'ascesi?

martedì 26 maggio 2009

L'Artista e l'Anima Mundi...

Nascita di Venere - Botticelli
Secondo Ernst Hans Gombrich, storico dell'arte morto nel 2001, l'artista pesca nei cristalli della memoria, lì dove c'è l'Anima del Mondo. Attraverso i suoi studi sulla funzione sociale dell’arte e sulla comunicazione visiva, Gombrich esprime la sua convinzione che «non vi sia una storicità del vedere» e che quindi il cervello e l’occhio siano «del tutto simili in tutti i tempi»: che non sentano, in sostanza, alcun condizionamento dal linguaggio e dalla cultura.

lunedì 25 maggio 2009

La poesia viene da divina ispirazione...

Platone
L'idea del poeta come ricettacolo dell'ispirazione divina è un concetto platonico che definisce il poeta e il musicista come posseduti dal divino: "...la Musa rende alcuni uomini degli ispirati e poi, per loro tramite, anche altri uomini hanno modo di provare il medesimo entusiasmo... i poeti di valore, non è assolutamente per effetto della loro arte, ma perché sono ispirati e posseduti da un dio che danno vita a tutti i loro bei poemi..." (Ione)




Ecco come parla la Bibbia dello Scriba e di tutti gli altri degnissimi mestieri umani:



38,24. LO SCRIBA RIFUGGE I LAVORI MANUALI.

La sapienza dello scriba viene dal tempo speso nell'ozio,
si diventa sapienti trascurando l'attività pratica.
Come penserà alla sapienza chi tiene l'aratro?
La sua preoccupazione è quella di un buon pungolo,
conduce i buoi e pensa al loro lavoro,
i suoi discorsi riguardano i figli delle vacche.
Applica il suo cuore a far solchi,
rimane insonne per il fieno delle giovenche.
Così è per ogni artigiano e costruttore,
sempre occupato di giorno e di notte:
chi esegue l'intaglio dei sigilli
mette tanta pazienza nel cambiare le forme;
applica il suo cuore per raffigurare le immagini,
finirà la sua opera perdendo il sonno,
Così il fabbro, posto vicino all'incudine,
è intento al lavoro del ferro.
Il lavoro del fuoco liquefà le sue carni,
mentre egli si accanisce al caldo del camino.
Il colpo del martello ribatte nel suo orecchio,
i suoi occhi sono fissi sul modello;
applicherà il suo cuore per finire le sue opere,
sarà insonne per realizzare un ornamento perfetto.
Così il ceramista seduto al suo lavoro,
gira con i suoi piedi la ruota,
si trova sempre preoccupato per la sua opera,
perché tutto il suo lavoro è soggetto al calcolo.
Col suo braccio modella l'argilla
e con i piedi e rammollisce la durezza,
applica il suo cuore per finire la lucidatura
e perde il sonno per pulire il forno.
Tutti costoro confidano nelle loro mani
e ciascuno è abile nel suo mestiere.
Senza di loro la città non può essere costruita,
nessuno può abitarvi o circolarvi.
Ma essi non sono ricercati per il consiglio del popolo,
e nell'assemblea non emergono;
sul seggio del giudice non siedono
e la disposizione della legge non comprendono.
Non dimostrano né cultura né conoscenza della legge,
e non sono perspicaci nei proverbi.
Ma essi assicurano il funzionamento del mondo
e nell'esercizio della loro arte c'è la loro preghiera. (Siracide)




39. ELOGIO DELLO SCRIBA


Differente è chi consacra sé stesso
a meditare la legge dell'Altissimo.
Ricerca la sapienza di tutti gli antichi
e si occupa delle profezie.
Conserva i detti degli uomini famosi
e penetra le complicazioni delle parabole.
Cerca il senso nascosto dei proverbi
ed è perspicace negli enigmi delle parabole.
In mezzo a grandi offrirà i suoi servizi
e sarà visto dinanzi ai governanti;
visiterà le terre dei popoli stranieri
per provare il bene e il male fra gli uomini.
Gli sta a cuore l'alzarsi presto
per il Signore che l'ha fatto;
davanti all'Altissimo farà la sua supplica,
aprirà la sua bocca nella preghiera,
implorerà per i suoi peccati.
Se il Signore grande lo vuole,
sarà riempito di spirito d'intelligenza;
effonderà le parole della sua sapienza
e nella preghiera ringrazierà il Signore.
E' disposto ad offrire consigli e conoscenza
e riflette sulle cose nascoste già apprese;
manifesta la dottrina imparata con lo studio
e va fiero della legge dell'alleanza del Signore.
Molti loderanno la sua intelligenza,
essa non sarà mai dimenticata;
la sua memria non sarà perduta
e il suo nome vivrà per tutte le generazioni.
I popoli parleranno della sua sapienza
e l'assemblea canterà la sua lode.
se vive a lungo lascerà, più che mille, un nome,
e se muore, quanto ha fatto è sufficiente.
(Siracide)



Circa sei anni fa, andai alla conferenza stampa per la presentazione di un libro di uno dei più famosi scrittori americani contemporanei: James Ellroy, un folle. Ad un certo punto qualcuno gli chiese un consiglio su come diventare uno scrittore e lui gli rispose così: "Amico, frena: o sei uno scrittore o non lo sei... e se tu lo sei, sai da solo d'esserlo..."

venerdì 22 maggio 2009


Voluttà..acqua, terra, fuoco, aria...

Oggi una mia amica del Blog, Calliope, mi ha lasciato scritte queste belle parole che riporto qui sotto. Ne sono commossa, come lo sono per le parole di mio fratello, ma soprattutto rimago colpita perché stavo per pubblicare questa mia Immaginazione che troverete sotto il disegno.
"...ed aggiungo... non solo cretura dell'acqua ma simbiotica creatura che accoglie e raccoglie in sè tutti gli elementi dell'Universo... Acqua, Terra, Aria, Fuoco... combinandoli tra loro in una miscela di esplosiva bellezza. Ciau bedda ti vugliu beni assai ca lu cori mi scoppia ^_^" (Calliope)


Ho pensato a lui, ho chiuso gli occhi e, spingendomi un po' più in là del mio naso, è stato allora che ho visto entrambi: stavamo l'uno di fronte a l'altro. Allora, desiderando di toccarlo, mi sono avvicinata un pochino ed ecco che, tutto d'un tratto, lui prende le sembianze della calda terra, inaridita dal Sole... ed io mi son sentita fluire: ero acqua che scorre tra le zolle.
Liquida e limpida ho cominciato a penetrare in lui, infiltrandomi per ogni dove: in ogni anfratto, in ogni piega, irrorando ogni singolo granello di polvere asciutta e, in questo mio penetrare, sentivo di scaldarmi sempre di più e, come umori del suolo inumidito, ho visto una piccola porzione di noi evaporare nell'aere... sparire. Ma quel che restava di me continuava a scendere, inesorabile, ad entrare, a compenetrarsi alla terra che mi assorbiva, possessiva, trattenendomi a sé fino alla saturazione, mentre il terreno diveniva compatto e fertile. La notte è lunare... ed io continuo a penetrare quando, improvvisamente, la terra nelle sue profondità finisce ed ecco che un'immensa distesa di acqua si apre sotto di me e quella parte di me che non è stata assorbita dalla terra comincia a gocciolare giù, disperdendosi in quell'oceano infinito e sotterraneo... e lui con me, diluito: siamo una miscela di acqua e terra e cadiamo, cadiamo, cadiamo.
Così la mia Psiche si è unita ad Amore. Così io credo di essermi unita a lui... con l'immaginazione.

lunedì 18 maggio 2009

La paura più grande...


"... quando sentiamo d’essere amati, ci sentiamo anche protetti: è l’alchimia dell’amore ... e qualsiasi paura come d'incanto svanisce. Chi è stato veramente amato questo lo sa." (La Penisola Incantata)


In fondo, la paura più grande che abbiamo è quella di non essere amati.

domenica 17 maggio 2009

Senza non posso...

Magritte
La vita mi ha tolto tutto ma non toglietemi i miei sogni, altrimenti sento che morirò.

sabato 16 maggio 2009

MASSIMILIANO: Il piccolo principe...e la sua Magia.


Oggi vi propongo una MAGIA. E’ di Massi ed è già stata pubblicata sul blog del Professor La Porta. E' una testimonianza molto bella per chi crede che le coincidenze siano piccoli grandi miracoli:


“Sono felice di condividere su invito del caro Gabriele una serie di coincidenze che mi hanno emozionato e toccato molto. Ho attraversato una crisi con la mia amata. Lei era sempre più distante e aveva alzato un muro tra noi. Le lame della sua freddezza mi trafiggevano il cuore, quanti giorni di dolore e di distanza sempre maggiore, fino a che lei non si fa senitire più senza avere il coraggio di dire che l’amore per lei era finito. Spinto dalla forza del mio impavido cuore, che si sa è l’ultimo ad ad arrendersi, anzi non ne voleva proprio sapere di arrendersi alle evidenze. Continuavo a cercarla con messaggiai quali regolarmente, non ricevevo risposta. E' stata una via crucis durata tanti giorni e si faceva negare tramite i suoi familiari con i quali c’erano stati degli scontri. Alle telefonate e messaggi senza risposta, dopo che un suo familiare mi disse che non voleva sentirmi più, il mio cuore non voleva ancora arrendersi e ho continuato a scriverle mail e lettere d’amore, e rose notturne che le portavo sentendomi un umile Romeo senza farmi vedere nel buio della notte, no il mio amore mi spingeva disperatamente verso lei. Ma tutto era inutile, e la dura realtà era che lei non mi amava più. Era il momento di vivere uno dei dolori più grandi che un anima può provare: le pene d’amore. Un dolore che solo i poeti riescono a esprimere. Giorni e notti col buio nell’anima, e con un dolore solitario indicibile.
Passa del tempo. Ma il guaio che l’amore non passa e il dolore sempre un forte grido dentro. Inutile cercare un motivo, lei non mi amava più! Quanto sarebbe durato questo terribile dolore. I giorni sono passati, ma l’amore no, e il dolore sempre lì ad ogni risveglio più forte che mai. Una mattina in treno, una ragazza seduta di fronte a me tira fuori dalla borsa il ” piccolo principe ”, un libro che amo tanto e che mi univa al mio amore; infatti vederlo lì mi tirava fuori dalla memoria i ricordi del cuore, quando glielo regalai ne rimase entusiasta, e sciegliemmo insieme delle frasi del libro, e quando ce le dicemmo avevamo scelto le stesse, e ci ripetevamo: "la cosa che mi commuove di più nel piccolo principe era la sua fedeltà ad un unica rosa” ci sono milioni di rose amore, ci ripetevamo amore mio, ma tu sei la mia rosa! Immerso nei ricordi (quanto è vero Gabriele che Mnemosjne è la madre…di tutto) mi rendo conto che ho perso la mia fermata, e scendo così alla seguente. Ancora immerso in me stesso, nei labirinti della memoria a fatica riprendo contatto con la cosiddetta realtà. Ma per me, l’unica realtà era un amore perso, ma sempre vivo nel cuore: non dico che fosse necessario quel fantastico libro per farmela venire in mente, perchè neanche per un attimo se ne era andata via, ma certo metteva il dito nella piaga i ricordi che suscitava.
Camminavo camminavo, ma la mia anima era chissà in quali distanze per cercare il suo perduto amor. All’improvviso, la mia trance è interrotta, perchè c’è qualcosa che scivolando dalle mani di una persona che mi cammina davanti, sta per cadermi tra i piedi, rallento istintivamente, per non pestare...mi chino per raccogliere, NO!, non ci posso credere, quale dio, o demone, vuole qualcosa da me? E' questo il pensiero che mi pensa, accorgendomi che l’oggetto che mi sono chinato a raccogliere è un libro: ma non un libro qualunque, ebbene si, ho in mano "Il piccolo principe", anzi per la precisione il "principito” in spagnolo. Stupore doppio, la donna che amo è di madre lingua spagnola e la copia che le regalai è una copia in spagnolo identica a quella che ho in mano come se fosse piovuta dal cielo; ne sarei quasi convinto se non mi trovassi a restituirlo alla ragazza cui era caduto dalle mani, e che mi sorride dolcemente ringraziandomi in spagnolo. Esterefatto dall’accaduto, pensavo al libro, "nulla succede per caso”, al nostro Gabriele e al suo “Coincidenze miracolose”, sentivo forti emozioni per quello che mi era accaduto…quante persone a Roma girano con "Il piccolo principe" in mano, in spagnolo, e quante probabilità ci sono che una di queste mi cammini davanti e che in quel preciso momento il libro mi cada tra i piedi, roba da matti!, ma sembra proprio che causa-effetto non sia l’unica legge e queste ccoincidenze quando ti toccano ti fanno entrare in un mondo “altro”. E se stessi sognando, mi chiedo? Perchè no, e poi non siamo noi fatti della stessa sostanza dei sogni, dice Shakespeare? Una cosa è certa che se dovessi considerare l’accaduto, statisticamente sarebbe davvero improbabile è dir poco. Giro l’angolo della strada e c’è una piccole libreria che conosco, ma che è da molto tempo che non ci capito. Pochi passi e sono di fronte all'entrata, ai lati dell'entrata come due guardiani su una soglia, due scatole di libri d'occasione, ben ordinati. Sono fumetti giapponesi, che non suscitano i miei favori, sto per varcare la soglia, ma sembra che uno dei guardiani mi chiami, perchè l’occhio mi cade su un unico libro obbliquo rispetto agli altri allineati quasi fosse stato un righello. Quasi non credo ai miei occhi e penso che un dio si prenda gioco di me , facile intuire che ho in mano ancora lui: "Il piccolo principe” per la seconda volta in pochi minuti. Entro e lo acquisto senza nemmeno pensare al fatto che ovviamente il libro ha già un posto speciale nella mia modestissima libreria ma a cui tengo molto. Tre euro, da non credersi. Quando il libraio mi dice il prezzo del libro penso agli alchimisti, a quando dicono che la perla è mischiata con cose di poco valore in apparenza ma che valgono tantissimo. Inoltre uscendo dalla libreria passo e gli scatoloni guardiani sono lì, e mi immagino che uno di loro abbia sollevato il piccolo principe, unico intruso, tra solo fumetti giapponesi, per farmelo notare... Lo sfoglio, aspettando di svegliarmi prima o poi da queste coincidenze che assomigliano a un romanzo, e che viste da fuori magari sono poca cosa ma sul mio vissuto hanno esercitato un effetto di "incanto ”. Sfoglio il libro, e quando leggo il nome della persona a cui è appartenuto il libro in passato, un onda di brividi mi passa e mi invade; il nome è lo stesso della mia amata! Chi si sta divertendo a giocare a dadi col mio cuore trafitto? Qualcuno forse mi vuole dire qualcosa? La sera stessa decido di scrivere una lettera al mio amore perduto. Ma che sto facendo, è tutto inutile dice la ragione, fallo comunque dice il cuore sognatore. La lettera è scritta, domani la spedirò. La notte sogno di fare l’amore con la donna che amo! Al risveglio mi rendo conto di quanto sia vero un sogno, di quanto mi sembrasse vero fare l’amore con lei, e se non mi fossi svegliato e potessi capire che era solo un sogno non avrei mai dubitato della verità di quello che ho vissuto. Penso che tutta la nostra vita allora può essere un sogno e finchè non ci svegliamo non lo piossiamo sapere. Spedisco la lettera, pochi giorni dopo, il mio amore, incredibile ma vero, mi manda un messaggio: "sai è strano quello che mi hai scritto, e proprio poco prima di ricevere la tua lettera la gatta, stava per partorire e ha scombussolato e messo sotto sopra tutti i libri che tengo in fondo all’armadio, per farsi uno spazio per partorire. Dall’armadio ha tirato addirittura fuori "Il piccolo principe", così l’ho aperto e ho pensato al nostro amore, e ho capito e sentito che non ho mai smesso di amarti. Il messaggio della donna che amo e che incredibilmente ho sotto gli occhi , a questo punto non so proprio più nulla se sia vero o solo un sogno, a questo punto non so più nulla, so solo questo che lei mi dice che mi ama e che se fosse solo un sogno prego di non svegliarmi mai.
Il suo messaggio finisce con queste parole: "Sai Massi ho sognato che facevamo l’amore, era bellissimo, sembrava proprio vero."

venerdì 15 maggio 2009

Quando il dialogo diventa visione e metafora interiore...fotografia/fermo-immagine dell'altro.

Stamattina, mi sono imposta di scendere in palestra ad allenarmi, già, perché pur avendo la palestra sotto casa, quest'anno mi sono allenata poco e male: mi piace solo scrivere, leggere, bere tè, ultimamente anche vino ... e poi ascoltare musica, non tutta, e riflettere e dare spazio all'immaginazione; dimenticavo, mi piace anche mangiare, quindi metto la pentola sul fuoco e mescolo e impasto e uso ingredienti: cucino per le mie adorate figlie. Poi, essendo innamorata di Amore lo penso moltissimo: non si può vivere senza Amore. Tutto il resto mi sembra una perdita di tempo ... ma soprattutto tutto il resto è noia...


Comunque, sono riuscita a fare leva su me stessa e sulla consapevolezza del mio maldischiena e quando sono arrivata alla reception della palestra ho palesato alla segretaria le mie perplessità riguardo al fatto che, nella mia visione delle cose, non c'è sufficiente spazio per fare gli esercizi a terra. Seduto, accanto alla segretaria c'era il direttore che si è giustamente introdotto nella conversazione e, a giudicare dal tono e dalle argomentazioni, non mi sembrava molto d'accordo con me. Allora, io gli ho spiegato tranquillamente il mio punto di vista e lui mi ha a sua volta tranquillizzato sul fatto che io posso muovermi liberamente all'interno della palestra per fare gli esercizi che, evidentemente, non è possibile fare in una sala pesi.

Fin qui niente di particolare.

Poi, durante l'allenamento, mi sono messa a riflettere chiedendomi se, in qualche modo, io fossi stata scortese o se mi fossi espressa male e, analizzando il mio comportamento e le motivazioni di quel comportamento, mi sono resa conto che, in effetti, avevo esposto solo una mia difficoltà ad ambientarmi e a muovermi liberamente all'interno della palestra: in sostanza, la mia era una richiesta di aiuto. Così, quando il direttore è passato in sala pesi l'ho chiamato e scherzosamente gli ho detto:

"Non sono d'accordo con quello che dici ma lotterò fino alla morte perché tu possa continuare a dirlo" ed ho aggiunto "Voltaire!"

A questo punto, la risata è uscita spontanea ... e fin qui niente di particolare, se lui non avesse aggiunto:

"Sai, quello che tu dici ed il modo in cui lo dici, la tua voglia di spiegarti e di trovare un punto di incontro, mi fa venire in mente un qualcosa che io sto vivendo grazie alla mia passione per la fotografia. La fotografia mi sta facendo capire che dietro quell'immagine immortalata da uno scatto c'è altro, c'è di più, c'è un qualcosa che vale la pena di essere indagato, osservato: la fotografia mi ha fatto capire che la realtà non si ferma all'apparenza di quanto vediamo a prima vista ... non so bene di cosa si tratti ma, senz'altro, c'è un qualcosa che è possibile intravedere guardando oltre l'immagine visiva. Un po' come te: che dicendo quello che pensi a prima immagine puoi apparire una cosa e che invece con la tua voglia di comprenderci a vicenda sei di più ..."

Si stava esprimendo per immagini! Non potevo crederci! In quel momento sono andata in brodo di giuggiole ... e, poi, ci siamo parlati ancora ed io gli ho detto:

"Pensa quanto è importante dirsi le cose. Pensa a cosa può portare il dire quel che si sente, nell'ambito del lecito e dell'educazione, naturalmente... Le relazioni sono importantissime."

"Certo, a patto che ci sia dall'altra parte qualcuno in grado di recepire, anche perché, altrimenti, le cose restano nell'ambito del non detto, dell'incomprensione e dell'irrisolto."

"Beh, è naturale, ma la cosa che trovo straordinaria è che il nostro parlare in modo comprensivo ti ha portato ad esprimerti per immagini. Certo, grazie ad un percorso creativo, per me psichico, che tu stai facendo attraverso la tua passione per la fotografia che, con le sue immagini, ti porta, più o meno consapevolmente, ad esprimerti per metafore..."

"In che senso?"

"Come con me adesso: tu guardi me, che voglio spiegarti le mie buone intenzioni e le mie ragioni, e questa immagine di me ti ricorda qualcosa che ti porta a fare un paragone con la fotografia, a come dietro quei fermo-immagine si possa intravedere quel qualcosa di in-visibile che c'è dietro il visibile."

"Non voglio perderti, mi piace quello che dici ... altrimenti, qui si parla solo di glutei..."

"Lascia perdere i glutei, a presto..."

(Ringrazio Maurizio, il direttore della palestra che mi ha dato il consenso a scrivere il nostro dialogo.)

Quel che si vede ad occhio nudo ha tante sfaccettature e intensità che possono essere percepite/sentite /penetrate con uno sforzo d'immaginazione.
"L'immaginazione è più importante della conoscenza." (Einstein)
"L'unica realtà è quella invisibile." (Vincenzo Baccano)

giovedì 14 maggio 2009

Per te una notte...


PER TE UNA NOTTE

Per te vorrei una notte piena di affetto.
Una notte colma di luna.
Una notte leggiadra solo perchè ci sei tu a sognare.

(Gabriele, 13 maggio 2009)

L'era di una nuova Coscienza Illuminata si annuncerebbe per l'essere umano...intanto, torniamo alle ronde!


La vita spirituale dell'essere umano comincia nel momento in cui questi si rapporta all'Eternità. Tuttavia, anche per un non credente è impossibile non fare i conti con la caducità dell'esistenza umana e non ammettere che alla fine del proprio percorso di vita, la persona potrà dire che il suo passaggio su questo pianeta ha avuto un senso solo se lascia una qualche eredità, affettiva ad esempio: insomma, un contributo che sia stato e resti, come riflesso, di qualche utilità al proprio prossimo.
Ognuno di noi è una goccia nell'Oceano ... eppure, quella goccia cadendo crea un movimento intorno a sé: noi influenziamo l'ambiente circostante, a seconda dell'intensità dell'impatto che abbiamo su di esso e viceversa. Per fare un esempio: posso scartare un pacchetto di sigarette e buttare la carta per strada o posso mettermela in tasca per buttarla in un cestino, magari per la raccolta differenziata: in base alla coscienza ecologica che io ho maturato. Altro esempio, con mio figlio posso usare il linguaggio del confronto volto all'ascolto dell'altro o posso impartigli delle sacrosante regole e, magari, non condividerle con lui sfacciatamente ... La sostanza è: la nostra vita dovrebbe essere un continuo buon esempio, perché noi influenziamo l'ambiente e l'ambiente ci influenza, tutto è un modello che in qualche modo viene interiorizzato e che ha delle conseguenze dentro e fuori di noi.
Ieri sera, guardando una trasmissione televisiva sentivo parlare di una Sapienza Antica che si sarebbe tramandata ed espressa nei secoli per metafore, attraverso simboli, segni e sincronicità e che, secondo molti spiritualisti e studiosi e scienziati illuminati, l'essere umano si starebbe proiettando verso un'epoca di maggiore consapevolezza: l'era di una nuova COSCIENZA si annuncerebbe per l'umanità nel prossimo futuro.
"Che bello!" Mi ero detta, rispecchiandomi in molti dei raggionamenti e dei racconti del conduttore.
Poi, stamattina ho acceso il televisore ed ho sentito che da oggi, in molti comuni italiani, partiranno le ronde!

mercoledì 13 maggio 2009

Visibile, In-Visibile...

Magritte, 1965, Les Blanc-Seing
"Il significato è invisibile, ma l'invisibile non è in contraddizione con il visibile; del resto, il visibile ha una struttura interna visibile e l'in-visibile è l'equivalmente segreto del visibile."
(MAURICE MERLEAU-POINTY, Note di lavoro)

martedì 12 maggio 2009

Il mio mistero è chiuso in me...

Magritte, 1929
"Si può scoprire il proprio mistero solo al prezzo della propria innocenza."
(Robert Davies, IL QUINTO INCOMODO)

lunedì 11 maggio 2009

Un premio da un'amica...

LA MIA AMICA STELLA HA PREMIATO IL MIO BLOG: GRAZIE!

http://stella-premi.blogspot.com/2009/05/premio-butterfly-award.html

Esempio di vita e modelli interiori...immagini...

Noi tutti diamo un'immagine di noi agli altri, siamo un modello, siamo un esempio, nel bene e nel male...
Indipendentemente dalla capacità di perdonare e a prescindere dalla volontà di migliorare, noi tutti diamo con il nostro comportamento un esempio e questo esempio, ripeto nel bene e nel male, resterà un modello di riferimento indelebile che verrà interiorizzato e nei momenti più impensati uscirà fuori: in una lite o in una reazione apparentemente incomprensibile ...

Come fare dunque per sanare questi modelli/vissuti? (Naturalmente mi riferisco a quelli negativi.)

Purtroppo, non lo so. Questo, infatti, sento essere il nodo che devo riuscire a sciogliere dentro di me e mi rendo conto che, essendo questa una faccenda assolutamente inconscia, fa parte del mio mistero.
Di una cosa sono certa però: devo entrare dentro, devo penetrare, devo fare uno sforzo di capire ... e so che questo sforzo non è legato alla mia capacità di razionalizzare, piuttosto, è uno sforzo d'immaginazione: credo fermamente che se io voglio, anzi, se ho veramente il coraggio di voler penetrare i segreti della mia Anima, delle tante sedimentazioni/personalità della mia Anima, allora dovrò percorrere necessariamente la via dell'immaginazione ... e fare così i conti con i miei fantasmi.
Per compenetrarci in noi stessi, quindi, pare sia proprio necessario usare il linguaggio dell'inconscio e, poiché l'inconscio non risponde al logos ma alle immagini, finché non avrò stabilito un sorta di contatto visivo con la parte più profonda di me (la visione in questo senso è più un sentire che un vedere), la mia interiorità resterà un luogo di violenti contrasti e tali contrasti continueranno a palesarsi esteriormente attraverso i miei comportamenti/reazioni, a volte danneggiandomi.
In buona sostanza, non fare i conti con le immagini dissonanti contenute in noi stessi, equivale all'essere a repentaglio continuo di noi stessi, nostro malgrado, e di conseguenza a repentaglio del mondo esterno. Ciò significa che, da un momento all'altro, può arrivare qualcuno o succedere qualcosa, che può innescare in noi una sequela di reazioni incontrollabili. D'altronde, avevo già scritto tempo fa che, per un occhio attento ed addestrato, nelle reazioni è possibile leggere il passato di un individuo ... ma anche di più ...

In attesa di poter fornire una testimonianza personale riguardo allo scioglimento dei nodi creati dai miei modelli di riferimento (che possa esser, umilmente, di una qualche utilità per gli altri), esorto ciascuno di noi a cercare di essere un buon esempio per gli altri; specialmente per le persone che ci vivono accanto: Cielo quanto male ci facciamo continuamente a causa di un Ego dominante!
In riferimento a quanto detto sopra c'è un mio post che parla di un sogno che ho fatto circa un anno fa:

domenica 10 maggio 2009

"Servire qualcosa e qualcuno"...dove qualcosa è l'amore e qualcuno è il microcosmo o, meglio sarebbe che fosse, il macrocosmo...


La nostra area dell'affettività, ovvero la capacità di relazionarsi in maniera benefica, amorevole e costruttiva è, a mio avviso, l'unica cosa che veramente conta nella vita. Lo sanno tutti.
Io sono convinta che ognuno di noi su questa terra debba "servire qualcosa e qualcuno", quel "qualcosa" per me è l'amore che nel corso dell'esistenza deve trovare una via espressiva nei confronti di "qualcuno". "Qualcuno" è per me, innanzitutto, chi ci vive accanto (microcosmo) e, naturalmente, se ne siamo capaci e se siamo pronti, la meta sarebbe l'Amore Universale (macrocosmo).
Sono fermamente convinta che anche la vita del malato più malato del mondo, anche di quello che ha più bisogno di cure e di attenzioni e di sacrifici ad opera di chi gli sta accanto, abbia un profondo significato, specialmente se il malato è in grado di trasmettere sentimenti, meglio se positivi. Tuttavia, mi persuado ogni giorno di più che perfino l'aridità e la cattiveria più sfacciate possano avere un senso per chi è in grado di coglierne il nesso con gli aspetti positivi della vita stessa: per me i sentimenti negativi hanno il senso di farci comprendere cosa sia bene, in buona sostanza sono un termine di paragone e possono aiutarci a discernere fra il bene ed il male. La vita di ciascuno di noi, quindi, infine, nel bene e nel male, "serve qualcosa e qualcuno", anche la vita dell'essere più spregevole...
Nel prossimo post, però, parlerò dell'esempio di vita e di quanto, a mio modesto parere, i suoi effetti positivi o negativi, siano rintracciabili all'infinito, nel bene e nel male... a meno che...

sabato 9 maggio 2009

Tutto è Universo!


Lascio questa mappa dell'Universo con l'augurio a chiunque passi di qui di trascorrere uno splendido fine settimana ... A proposito, l'Universo è in continua espansione, e tu?
Marina

venerdì 8 maggio 2009

Anime e daimon e Moire e destino...


Quando tutte le anime si erano scelte la vita, secondo che era loro toccato, si presentavano a Lachesi. A ciascuna ella dava come compagno il genio (daimon) che quella si era assunto, perché le facesse da guardiano durante la vita e adempisse al destino da lei scelto. E il daimon guidava l'anima anzitutto da Cloto: sotto la sua mano e al volgere del suo fuso, il destino prescelto è ratificato. Dopo il contatto con Cloto, il daimon conduceva l'anima alla filatura di Atropo per rendere irreversibile la trama del suo destino. Di lì, senza voltarsi, l'anima passava ai piedi del trono di Necessità.
(Platone, La Repubblica, X)

giovedì 7 maggio 2009

SCIOGLIERSI...

"I nostri occhi sono solo finestre di vetro; noi vediamo con la nostra immaginazione."
William Gilpin (1792)


Una persona molto speciale mi ha detto riguardo alla descrizione di una mia fantasia su come mi piacerebbe fosse la mia cucina:
"La tua cucina di Fantasia è la mia cucina di Fantasia. A me piace studiare, bere vino, sentire gli odori di cibi e poi sognare e poi bere e poi leggere e poi dormire e poi la Musica. Scioglermi."
...sciogliersi?! ... Cosa possiamo leggere tra le righe di una frase, densa di significato, come questa?
Apparentemente, potremmo dire che questa persona è dedita ai piaceri della vita ...e in un certo senso è così... ma, spingendoci un po' oltre, non molto solo quel tanto che basta, potremmo anche dire che questa persona è attenta ai bisogni del proprio spirito.
Di cosa si nutre quindi l'uomo, oltre che del pane quotidiano? O di cosa si nutre la nostra Anima, oltre che dei ricordi?
Di W.B. YEATS
E' giunta mezzanotte e la grande campana della Chiesa di Cristo
E molte campane minori risuonano per la stanza.
E' la Notte dei Morti
E due calici colmi di moscato
Spumeggiano sul tavolo. Potrebbe venire uno spirito;
Perché è diritto di uno spirito,
il cui elemento è così sottile
Affinato come è dalla morte,
Bere dall'alito del vino
Mentre i nostri rozzi palati bevono dal vino intero.

mercoledì 6 maggio 2009

La comprensione...


Mi sembra che dal dibattito che si è instaurato fra di noi negli ultimi due giorni, in relazione agli ultimi due post da me pubblicati, sia venuto fuori questo:

"La rabbia è una difesa dell'Ego contro la paura ... La rabbia è un'emozione perniciosa e inutile: viene DISSOLTA dalla comprensione e dall'amore." (Brian Weiss - MESSAGGI DAI MAESTRI)

Il termine DISSOLVERE (o LIQUEFARE o SCIOGLIERE) sarà il punto centrale del mio prossimo post.

Buona giornata a tutti voi ... in special modo buona giornata ed auguri lo dico ad Amore, ad Animus ... oggi è il suo compleanno.

martedì 5 maggio 2009

Com'è difficile comportarsi bene con chi ci vive accanto!...e fare i bravi con gli estranei!


A volte, mi capita di osservarmi, anzi, è una pratica che faccio costantemente, nel tentativo di correggermi, di crescere, di migliorare.
Ho notato sia in me che negli altri una tendenza incancrenita a comportarsi male, soprattutto, con coloro che ci vogliono più bene. Oggi io non lo faccio più ma mi rendo conto che a volte mi scapperebbe...
Condivido con voi questa riflessione per sapere cosa pensate al riguardo, per esperienza diretta intendo ... magari per alcuni o molti di voi non è affatto così, sarebbe un fatto raro ma l'eccezione esiste sempre.
Secondo voi, a quale bisogno profondo risponde questo genere di atteggiamento/comportamento?
Potrebbe essere una richiesta di aiuto bislacca ed anche intrisa d'un po' di rabbia?

Forse vorremmo che le persone che ci amano, per dimostrarci fino a che punto può arrivare il loro amore, ci sollevino dal peso dell'esistenza stessa? Che fossero in grado di risolvere i nostri problemi, insomma? Come se l'amore tutto potesse ... o tutto dovesse?

E' questa una difficoltà a comunicare in modo corretto?

Questa eventuale difficoltà all'interno della relazione affettiva, evidentemente, non può dipendere solo da noi ... ma, a mio avviso, è in noi che deve avvenire il cambiamento, lo scioglimento dei nodi.

Che fare allora, indipendentemente dal cambiamento altrui?

domenica 3 maggio 2009

Tutta colpa del BUCO PROFONDO...

"Camminando verso casa, mi sentii smarrita in quel vuoto interiore soffocante nel quale, sempre più spesso, mi trovavo catapultata all’improvviso e che, come un buco nero, sembrava essere un vortice senza fine. A volte, capitava che quella sensazione mi sorprendesse perfino di notte, prendendo le sembianze oniriche d'un magma scuro, informe e dilagante..."
(La Penisola Incantata)


Ognuno di noi cerca di dare un senso al proprio vuoto, già, perché ognuno di noi si trova, prima o poi, a fare i conti con una soffocante sensazione di vuoto interiore. Quando io dico "ognuno di noi" mi riferisco a quelle persone che abbiano conservato un minimo di umanità e, quindi, di sensibilità.

Il mio vuoto è colmabile nell'unica maniera possibile per me e dovrò scoprire da solo quale sia.

Ad esempio, mia figlia Chiara, che come sapete è una ragazza autistica di 23 anni, chiama la sensazione di vuoto che la coglie all'improvviso Il Buco Profondo; inoltre, è molto interessante il fatto che Chiara parli dell'altezza/altitudine esprimendo il concetto per lei endogeno di Profondità dell'Altezza.


La sensazione di vuoto che, di solito, è accompagnata da vissuti poco gradevoli (tipo l'ansia, l'angoscia, la paura, la preoccupazione, l'irrequietezza, la sofferenza morale, finanche la disperazione), ho notato sulla base della mia esperienza personale che ha il merito di farci rendere conto del fatto che noi abbiamo un'interiorità o meglio una vita interiore. Potremo quindi definire Il Buco Profondo un tubo, apparentemente, senza fine dove la eco di richiami profondi si fa sentire a modo suo e non sempre con effetti piacevoli per noi. Vale a dire che ciò che è evidente e sotto gli occhi di tutti è che viviamo esteriormente compiendo azioni, operando scelte e formulando pensieri coscienti, mentre interiormente siamo vissuti inconsapevolmente dalla nostra esperienza quotidiana ed anche, molto probabilmente, da un tipo di esperienza più ancestrale che, a voler sentire gli adddetti ai lavori, pare essere la memoria fissa del nostro essere alla sua nascita, memoria che s'interfaccia e con l'esperienza esteriore e con i vissuti interiori di quell'esperienza e con la nostra personalità in continua evoluzione. Insomma, pare proprio che non nasciamo così sprovveduti come si direbbe osservando un bambino ma che siamo, invece, esseri molto complessi, da subito.

Siamo antichi come l'Universo...

Fin qui niente di nuovo: credo, anzi mi auguro, che chi segue un blog come questo abbia in qualche modo accettato di suo, almeno in parte, l'idea dell'esistenza del proprio Inconscio, ovvero della parte sconosciuta del proprio essere. Invece, la faccenda si fa interessante e soggettiva, sottolineo soggettiva, quando qualcuno decide d'intraprendere il famoso Viaggio all'Inverso, al quale, ogni tanto, io faccio riferimento alludendo ad un tacquino di appunti di bordo che tengo da circa 5 anni a questa parte... Il Viaggio all'Inverso per me non è solamente inteso come viaggio all'interno di sé stessi ma anche, anzi soprattutto, come viaggio contro corrente, quindi ribadisco, soggettivo, personale. E credo che sia giunto il momento di dire la mia fino in fondo al riguardo.

Quando ci s'incammina sui sentieri di Anima, i percorsi soggettivi/personali non sempre possono convergere ed essere simili tra di loro, anzi, tranne momenti di condivisione, di confronto e di conforto, il viaggio verso la ricerca della parte profonda di sé stessi è, sicuramente, un viaggio in solitudine e per dare un immagine suggestiva del Cercatore di Anima, lo si può immaginare in un luogo oscuro, indefinito ed inquietante, con una lanterna in mano per non inciampare. Io ritengo che la lanterna possa rappresentare la nostra capacità di far luce con le nostre idee ed intuizioni dentro noi stessi ma anche la possibilità che abbiamo d'essere al contempo illuminati dall'ispirazione, che di per sé è un concetto trascendente.

La mappa del nostro Viaggio all'Inverso non ce la può dare nessuno: è segreta ed unica come ciascuno di noi, del resto. Essa, per quelli che come me ritengono che esista, è un sentiero tracciato dentro di noi, sentiero prestabilito. Il Viaggio all'Inverso per me è cominciato quando è accaduto quel qualcosa che mi ha fatto deviare dal sentiero stabilito dal mondo verso quello destinato...ed è stato un salto nel buio! Ma non è detto che quel qualcosa sia la cosa giusta per gli altri, perché come ho detto all'inizio: Il mio vuoto è colmabile nell'unica maniera possibile per me e dovrò scoprire da solo quale sia ... solo come un Eremita.

Abbiamo spesso parlato anche di sincronicità, di coincidenze che, a volte, ci sembrano essere miracolose. Nella mia personale esperienza/visione le coincidenze sono una sorta di segnalazioni, importantissime, nel cammino di Anima, perché consentono di comprendere se ci si trovi sulla strada giusta.

Però, ribadisco che per me sono la capacità riflessiva, l'immaginazione e l'intento inflessibile a percorrere una strada dell'amore, le componenti fondamentali per intraprendere Il Viaggio all'Inverso: esse ci aiutano a guardare dentro noi stessi, ci inducono a porci domande... e quando ci poniano le vere domande, ecco che arrivano le vere risposte.

Proprio perché è un viaggio soggettivo/personale, Il Viaggio all'Inverso non è mai una gara a chi arriva per primo, anzi la competizione va abolita: siamo anime e quando si parla in termini di Anima non ci sono né vinti né vincitori.
Buon Viaggio quindi ... e alla prossima oasi alla quale ristorarci e dissetarci con la condivisione!

venerdì 1 maggio 2009

Libri e Miti...

Con i libri e con i Miti per me è andata sempre così: essi sono le pietre miliari che segnano i bivi della mia vita.
Da "La Penisola Incantata":
"Intanto, il giovane aveva scaricato dalla sua macchina una serie di cartoni imballati, che, a giudicare dalla sua schiena ricurva, dovevano essere veramente pesanti. Quindi, allestì ad una velocità seconda solo a quella dei cinesi una bancarella bric-à-brac che, nel giro di poco tempo, attirò una piccola schiera di curiosi. Ci avvicinammo anche noi. Il banchetto esponeva oggetti di poco valore sistemati disordinatamente, sul lato destro una pila traballante di volumi polverosi attirò immediatamente la mia attenzione e fra questi, in particolare, un volume sul Circeo, la cui copertina scolorita recava la foto di un panorama a me ben noto: immersa in un suggestivo tramonto, sulla linea dell’orizzonte, stava adagiata la Penisola Incantata dei miei ricordi, ...
Monte Circeo

... ovvero, il Monte della Maga Circe visto da Terracina e, in quel particolare scatto, immortalato dal Mons Neptunius (oggi Monte Sant'Angelo), lo sperone roccioso dei Monti Ausoni sul quale s’affaccia, a strapiombo sul mare, il tempio romano dedicato a Giove Anxur ... "
Mons Neptunius