sabato 11 febbraio 2012

James Hillman sull'entusiasmo. - "C'è un drago nel sangue" (I Ching) - parte prima


Quella che sembra essere pura ambizione personale, piuttosto spietata, e una copertura di sentimenti di inferiorità, può essere anche qualcosa di più profondo. Cosè "la forza che attraverso la verde miccia spinge il fiore... La forza che spinge l'acqua attraverso le rocce...?" Dylan Thomas, autore di questi famosi versi, nella stessa poesia dice che, di fronte a questa forza, restiamo senza parole. Questa verde spinta della natura verso l'alto, non sappiamo spiegarla. Siamo come animali muti. Cosa possiamo dire della forza che induce il cavallo a guidare gli altri, quel gattino a spingersi col muso davanti al resto della figliata?
Nel I Ching, il più antico testo cinese, un libro di divinazione, il primo dei sessantaquattro esagrammi parla del potere crescente dello yang, e l'animale evocato è il drago.
Dice il testo:


Il moto del cielo è vigoroso.
Così il nobile rende se stesso forte e instancabile.



La forza di cui non possiamo dare alcuna spiegazione è il "moto del cielo", che è al di là delle motivazioni umane e della struttura della personalità. E' un movimento nel cosmo stesso che avviene in determinati momenti, a determinate persone e in determinate situazioni, e i suoi effetti possono essere eroici: ogni ostacolo cede di fronte alla forza che ti porta, simile a un drago volante, a un fiume in piena che ti trascina. I suoi effetti possono essere anche l'arroganza, il fanatismo, l'inflazione e la presunzione. Questi momenti di esaltazione dello spirito danno una straordinaria capacità di fare. "Vado forte" diciamo noi. "Pieno di potere" dice l'antico testo cinese, proprio nell'immagine che apre il libro.
Situazioni fatidiche possono scatenare il fiume, l'improvvisa, travolgente ondata del potere - la morte di un genitore e l'eredità del proprio territorio, un grande sogno rivelatore, la successione apostolica quando otteniamo un avanzamento ad un posto superiore, o il vincere in amore, alle corse, al gioco, alle elezioni. Arriva come una piena di eros e, senza annunciarsi, come un'improvvisa e potente erezione. 
Ma questo spiccare il volo, questo essere portati dal fiume in piena, non va ridotto a un turgore fallico o a un esercizio della forza. Il cavallo di testa non cammina perché viene frustato. Il fiume, infatti, - "fosco, indomito, intrattabile" (T. S. Eliot) - apre il proprio corso nel terreno con cieca ostinazione, e noi non siamo un fiume. Noi abbiamo gli occhi, il fiume no, va semplicemente. 



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