venerdì 15 ottobre 2010

Vizio del tradizionalismo... "appunti del viaggio all'inverso"... per non entrare in conflitto con sé stessi.

"Una volta abbandonata la fede tradizionale non sperare più di tornarvi, perché condizione essenziale di quella fede è che tu non sappia di essere un tradizionalista." (Al Ghazali)
Tratto da Ricordi, Sogni, Riflessioni di Carl Gustav Jung:

"Alcuni anni dopo i miei primi esperimenti con le canne (o monete), I Ching venne pubblicato con un commento di Wilhelm. Mi procurai immediatamente il volume, e con mia grande soddisfazione osservai che Wilhelm aveva in gran parte la mia stessa concezione sulle connessioni dei significati (dei responsi oracolari). Ma egli conosceva tutta la letteratura e pertanto poteva colmare tutte le lacune che mi erano rimaste [...]
Da giovane Wilhelm era andato al servizio di una missione cristiana in Cina, e qui gli si era spalancato innanzi il mondo dello spirito orientale. Egli aveva una personalità schiettamente religiosa, dotata di una visione delle cose ampia e senza veli. Possedeva la capacità di ascoltare senza pregiudizi la rivelazione di una mentalità straniera, e di compiere quel miracolo di empatia che gli consentiva di rendere accessibili all'Europa i tesori intellettuali della Cina. Era profondamente influenzato dalla cultura cinese, e una volta disse: E' una grande soddisfazione per me il fatto di non aver mai battezzato un solo cinese! [...] 
Le sue concezioni cristiane erano passate in secondo piano, ma non erano scomparse del tutto; costituivano una specie di riserva mentale, una riserva morale che in seguito doveva avere conseguenze fatali sul suo destino.
In Cina aveva avuto la fortuna di incontrare un saggio dell'antica scuola, cacciato via dall'interno dalla rivoluzione. Questo saggio, di nome Lau Nai-suan, lo aveva introdotto alla conoscenza della filosofia yoga cinese e della psicologia de I Cing. E' alla collaborazione di questi due uomini che si deve l'edizione de I Ching col suo eccelente commento (quello di Wilhelm); ritengo che questa pubblicazione costituisca l'opera più importante di Wilhelm [...]
Quando fu finita l'ultima pagina della traduzione, e arrivavano le prime bozze di stampa, il vecchio maestro Lau Nai-suan morì. Era come se avesse compiuta la sua opera e avesse consegnato all'europeo il suo messaggio della vecchia Cina morente. E Wilhelm era stato il discepolo perfetto, l'adempimento del desiderio sognato dal saggio.
Wilhelm, quando lo conobbi, pareva completamente cinese, nei modi esteriori così come nel modo di scrivere e di parlare. Aveva fatto suo il punto di vista orientale, e l'antica cultura cinese lo aveva penetrato fino in fondo. Ritornato in Europa aveva ripreso le attività nel China Institut di Francoforte sul Meno. Comunque, sia nel suo insegnamento, sia nelle conferenze che teneva a profani, pareva avvertisse il peso dello spirito dell'Europa. Concezioni e modi di pensare cristiani venivano sempre di più alla superficie. Alcune sue conferenze che in seguito andai ad ascoltare, si distinguevano a mala pena da prediche convenzionali.
Questo ritorno al passato e questo processo di riassimilazione all'Occidente mi parvero piuttosto irriflessi, e pertanto pericolosi. Temevo che egli dovesse così venirsi a trovare in conflitto con sé stesso. Dal momento che, come credevo di capire, si trattava di una assimilazione passiva, vi era il rischio di un conflitto relativamente inconscio, di uno scontro dell'anima occidentale e orientale. Se, come supponevo, il suo atteggiamento cristiano originariamente aveva ceduto all'influsso della Cina, adesso poteva accadere il contrario, che l'elemento europeo avesse di nuovo il sopravvento sull'Oriente. Se un processo del genere si verifica senza un forte, cosciente tentativo di spiegazione, allora il conflitto inconscio può anche compromettere seriamente lo stato generale di salute.
Alcuni anni dopo, Wilhelm era ospite a casa mia, quando fu colpito da un attacco di dissenteria amebica [...] Le sue condizioni peggiorarono durante i mesi seguenti, e poi seppi che era stato ricoverato in ospedale. Andai a fargli visita a Francoforte e mi trovai di fronte un malato grave. I medici non avevano ancora deposto ogni speranza, e pure Wilhelm mi parlava di progetti che intendeva realizzare non appena si fosse ristabilito. Condivisi le sue speranze, ma non avevo dubbi. Ciò che egli mi confidò in quell'occasione confermò le mie supposizioni. In sogno egli vedeva gli infiniti sentieri delle steppe asiatiche, quella Cina che aveva abbandonato; ritornava brancolando al problema che essa gli aveva posto, e al quale l'Occidente gli aveva impedito di dare una risposta. Adesso era ben cosciente del problema, ma non era stato capace di trovarne una soluzione. La sua malattia si trascinò per mesi.
Alcune settimane prima della sua morte, quando già da molto tempo non avevo più avuto sue notizie, fui svegliato proprio mentre ero sul punto di addormentarmi, da una visione. Un cinese, che indossava un camice azzurro, le mani incrociate dentro le maniche, era ai piedi del mio letto, e mi si inchinava dinnanzi profondamente, come se desiderasse consegnarmi un messaggio. Capii di che si trattava. la visione era straordinariamente chiara. Potevo vedere non solo ogni ruga nel viso dell'uomo, ma anche ogni filo del tessuto del suo abito.
Il problema di Wilhelm potrebbe anche essere considerato come un conflitto tra la coscienza e l'inconscio [...] Sebbene egli s'interessasse profondamente quando io gli presentavo il punto di vista psicologico, il suo interesse restava vivo finché le mie considerazioni concernevano questioni obiettive [...] Ma non appena io cercavo di toccare il vero problema del suo conflitto interiore, immediatamente avvertivo che si ritirava, si richiudeva in sé stesso, punto sul vivo. E' questo un fenomeno che ho osservato in molti uomini importanti. Si tratta, come diceva Goethe nel Faust, di una regione inviolata, e da non violare, nella quale nessun uomo può, né deve, entrare per forza: un destino che non sopporta intervento umano.

6 commenti:

  1. Ciao Carissima Preziosa Marina,
    bello e assai significato il racconto che evidenze come anche Jung entrasse in uno stato alterato di coscienza nella semi dormiveglia... Nessuna forza esteriore può penetrare nel guscio protettivo dell'anima che interagisce con l'inconscio.. Quella porta solo da dentro può essere aperta...

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  2. ...quella porta solo da dentro può essere aperta. Bello, Raf.

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  3. Buon Giorno Carissima Amorevole Pregevole Volpone,
    ogni cosa che riusciamo a contemplare con il cuore è vera gioia, come vera gioia è trasmettere questa emozione alle persone che ci sono assai care. Anche se non vicini, in tanti siamo legati in quel sottile filo d’oro, che come stelle ci trattiene e ci accomuna nell’anima, è quella impersonale gioia che ci fa sentire parte di qualcosa di più grande. Stelle del Mattino che deliberatamente per quella crescita, per quel sinergico amorevole aiuto sono ridiscesi in questo mondo.

    Che questo sincero sentimento sia un augurale Radioso Giorno.

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  4. Grazie Raffaele e buona domenica.

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  5. ...amatissimo volponeee
    è vero il destino non sopporta l'uomo .è l'uomo che lo invoca..

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  6. Rosario,
    scusami, ma non colgo il nesso con il post.
    Sbaciuck!

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Sii educato,grazie e benvenuto.