mercoledì 29 maggio 2013

SOLUTIO alchemica...

L'IO è un estensione del corpo, un senso d'identità non necessariamente limitato, basato su una fantasia del corpo [...]
Nella solutio ciascuno rinuncia un po' alla sua natura. Lo spirito prende corpo, il corpo prende un po' di spirito. Le idee elevate perdono la loro astrazione e la loro distanza e si manifestano psicologicamente come fantasie, desideri interrogativi. Nella solutio, azioni e progetti si riposano e da essi sgorgano i corrispondenti fattori psichici.
[...] l'acqua della psiche, non solo dissolve, ma forma anche una matrice uterina nella quale nasce qualcosa di nuovo. La solutio alchemica comporta una fine e un inizio; è infatti un processo di iniziazione a un diverso livello di comprensione e a una dimensione di esperienza insolita.
Secondo gli alchimisti, la solutio alchemica decompone la sostanza corporea nelle sue parti, fino anche ai suoi atomi. Psicologicamente questo equivale a una suddivisione dell'esperienza letterale in fantasie e immagini. Quando il nostro atteggiamento verso la nostra stessa esperienza passa da un letteralismo e una fissità terrestri a una più acquea consapevolezza dei movimenti inconsci dell'anima, allora il comportamento sembra meno solido e sostanziale. La differenza fra realtà e sogno si riduce. La membrana superficiale della vita lascia il posto alla profondità di un'altra dimensione.
[...] In realtà, tutte le nostre azioni ci coinvolgono in trame e temi profondi e misteriosi. Il processo alchemico di tirare fuori l'anima dalla materia mira a mostrarci le fantasie che sono coagulate nelle nostre azioni e nei nostri pensieri. Una volta disciolte, queste vengono in superficie, nello schermo nei quali scorgiamo i nostri sogni e le nostre réverie, e lì possiamo vedere i personaggi e i motivi che animano le nostre vite. [...] Con una introspezione più penetrante, anche noi possiamo scorgere nella storta della nostra riflessività i personaggi, umani, superumani e subumani, i temi e le storie mitici, e le devozioni e i rituali religliosi che formano gli elementi della realtà sperimentata.
E' proprio questo processo di riflessione a costruire la regione intermedia dell'anima. Infatti, durante le réverie e lo stupore immaginativo, le aride idee su noi stessi e sul nostro mondo vengono inumidite dalla relazione con la nostra vita interiore, e le abitudini del comportamento perdono la loro rigidità e diventano più umide e fluide. Nella riflessione psicologica la relazione tra mente e corpo hanno uno spazio dove incontrarsi. 
Il quadrato della vita inconscia diventa il triangolo della consapevolezza psichica.

Thomas Moore- Pianeti Interiori

giovedì 23 maggio 2013

Memoria Arcaica

Il libro della Yates [...] L'Arte della Memoria, ci mette davanti a un "inconscio" spaziale, simile a un anfiteatro con un posto per ogni cosa. [...] (nella memoria) Le cose si tenevano insieme, non semplicemente per le leggi dell'associazione, che sono essenzialmente esterne e perfino meccaniche, ma in ragione a una loro intrinseca appartenenza a un significato mitico.
Tradotta in termini moderni, questa arte è un metodo per presentare l'organizzazione dell'inconscio collettivo e della coscienza, secondo le dominanti archetipiche. Gli archetipi corrisponderebbero a forme immaginali divine usate come categorie concettuali aristoteliche o kantiane. Al posto delle leggi logiche o scientifiche, ci sarebbero le figure mitiche, che offrirebbero le figure a priori presenti nelle caverne e negli antri dell'infinita immaginazione.

James Hillman - Il Mito dell'Analisi

martedì 21 maggio 2013

Jung si rivolse direttamente all'anima e le chiese di raccontare la sua storia con le sue parole.

... Or dunque, accostati, o anima. Accostati e rendi la tua testimonianza. Ma non te chiamo, o anima, che sei addottrinata nelle scuole, hai frequentato le biblioteche, ti sei nutrita e saziata nelle accademie e sotto i portici ... Ma a te mi rivolgo, o anima, che sei semplice e incolta, ignara e inesperta,  così come tu sei in coloro che non posseggono altro che te, così come appari venendo dalla strada, dai crocicchi, dalla bottega.
Tertulliano, De testimonio animae, I

 

sabato 11 maggio 2013

Ho pena dell'insensibile ma me ne tengo alla larga.




Mi stia lontano chi ha cuore arido, chi ha ciglia asciutte.

Goethe

venerdì 3 maggio 2013

L'Anima si veste quando scende nell'uomo....

L'anima si trova nella sephirà dell'intelligenza e su di essa aleggia il pensiero che non ha fine. La sfera dell'intelligenza non ha immagine, né figura, né somiglianza, perché costituisce il mondo futuro. E questo non ha né corpo né immagine [...]: il mondo futuro non ha né corpo né corporeità. L'anima si veste nel trono che è l'uomo: e nei suoi quattro angoli. A proposito della sfera dell'intelligenza è detto: "Dato che non avete visto alcuna immagine", ed ancora: "Mai occhio vide un Dio all'infuori di te". Grazie al pensiero divino i profeti si figuravano tutte le immagini e le raffigurazioni al di sotto di quella, mentre al di sopra di quella non raggiungevano alcuna immagine. Se già in esse non potevano afferrare alcuna raffigurazione e neppure una pallida sfumatura, tanto più al di sopra di quella.

Zohar chadash 43b Tiqquné Zohar