martedì 31 gennaio 2012

CONFUCIO. Nulla può dividere due persone che sono unite nell'intimo del cuore, presto o tardi si uniranno.


La vita guida l'uomo ponderato per sentieri assai tortuosi. Spesso è impedito il saldo incedere, poi la vita ritorna diritta. Talvolta un vivo sentire può effondersi in parole, talvolta il grave peso del sapere deve chiudersi in silenzio. Ma quando due uomini sono uniti nell'intimo del cuore, infrangono persino i vincoli di bronzo e di ferro. 
E quando due nell'intimo del cuore s'intendono appieno, le loro parole sono soavi e forti come profumo d'orchidee.

lunedì 30 gennaio 2012

... continua post precedente. JUNG su "Anima" o "Soffio Vitale: avremmo dunque un'anima (un dèmone in corpo) affinché la vita sia vissuta?

La parola tedesca seele (anima) è strettamente imparentata attraverso la forma gotica saiwalo, con la parola greca aiòlos, che significa "mosso", "cangiante", qualcosa di simile a una farfalla, in greco psyché, che svolazza ebbra di fiore in fiore e vive di miele e d'amore. Nella tipologia gnostica l'anthropos psychikòs (l'uomo psichico), è inferiore allo pneumatikòs (lo spirituale) e ci sono perfino anime cattive che debbono bruciare nell'inferno per tutta l'eternità. Perfino l'innocentissima anima del neonato non battezzato resta priva se non altro della visione beatifica. Presso i primitivi essa è magico soffio vitale (quindi "anima") o fiamma. Ben si esprime un detto non canonico del Signore: "Chi è vicino a me è vicino al fuoco." Per Eraclìto l'anima è al più alto livello ardente asciutta, poiché psyché è strettamente congiunta con "soffio fresco"; psychein significa alitare, psycròs è freddo e psycos fresco.
Un essere dotato di anima è un essere vivente. L'anima è la parte vivente dell'uomo, ciò che vive di per sé e dà vita; se Dio ha soffiato in Adamo un soffio di vita è perché potesse vivere. Con astuzia e con giocoso inganno l'anima attira verso la vita l'indolenza della materia che non vuole vivere: fa credere all'uomo cose inverosimili affinché la vita sia vissuta. Come Eva non fu contenta nel paradiso terrestre finché non ebbe convinto Adamo della bontà della mela proibita, l'anima è piena di lacci e tagliole tese per far cadere l'uomo, fargli raggiungere la terra, svilupparvisi e rimanervi legato: affinché la vita sia vissuta. Se non fosse per l'agitazione e per l'iridiscenza dell'anima, l'uomo si impaluderebbe nella sua massima passione, la pigrizia, cui fa da avvocato un certo tipo di ragionevolezza e che un certo tipo di moralità approva. Avere un anima è precisamente il rischio della vita, poiché l'anima è un dèmone dispensatore di vita, che gioca il suo gioco da elfo al di sopra e al di sotto dell'esistenza umana e che perciò (nel dogma) è minacciato da sovrumani castighi e propiziato con sovrumane benedizioni, che vanno molto al di là di ciò che l'uomo può meritare. Cielo e inferno sono destinati all'anima e non all'uomo, che nella sua nudità è debolezza non saprebbe proprio che fare di sé in una Gerusalemme celeste.
L'anima non è un'entità dogmatica, non è un'anima rationalis (che è un concetto filosofico), ma un archetipo naturale che assomma in modo soddisfacente tutte le qualità dell'inconscio, dello spirito primitivo, della storia, della lingua e della religione. E' un "fattore" nel senso proprio del termine. Non può essere fatta; è sempre l'elemento aprioristico di umori, di azioni, impulsi e di tutto quello che esiste di spontaneo nella psiche. E' qualcosa che vive di per sé, che ci fa vivere; una vita dietro la coscienza, con la quale questa non può essere integrata e dalla quale, piuttosto, essa emerge. Poiché in definitiva la vita psichica è per la maggior parte una vita inconscia che abbraccia la coscienza da ogni lato; nozione questa che diventa senz'altro evidente quando ci si renda conto di quale inconscia preparazione occorra, ad esempio, per registrare un'impressione sensoriale.


domenica 29 gennaio 2012

Jung: Anima: "Ondine" o "Fantasie erotiche"

Mi scuso con i miei lettori per essermi presa la libertà di scrivere un post così lungo ma il suo contenuto mi pareva così importante e ricco di connessioni "interno-esterno" da non poter rispondere, almeno per la mia struttura psichica, a una maggiore sintesi. Spero che chi lo leggerà potrà trarne giovamento. Buona domenica a tutti da Roma.



Da quando le stelle sono cadute dal cielo e i nostri simboli più alti sono ipalliditi, domina nell'inconscio una vita misteriosa. [...] sarebbe quindi un'impresa folle voler sperimentare o indagare un inconscio che non contiene se non il tranquillo, indisturbato corso della legge naturale. Ma l'inconscio nasconde un'acqua vivente, cioè spirito divenuto natura, e ne è perturbato. Il cielo è divenuto per noi uno spazio fisico, e l'empireo divino un bel ricordo, quello che era una volta. ma "il nostro cuore arde" e un'inquietudine misteriosa rode le radici del nostro essere, potremmo chiedere con la Volospà (carme eddico):


Che cosa mormora ancora Wotan alla testa di Mimir?
Già la sorgente ribolle...


Occuparci dell'inconscio è per noi una questione vitale. Si tratta di essere spiritualmente o di non essere. [...] il tesoro riposa nel fondo dell'acqua e cercheremo di portarlo a riva. [...] Così terranno fermamente ancorato alla riva il loro punto di vista e diventeranno (per restare nella metafora) "pescatori", che con l'amo e con la rete prendono ciò che nuota nell'acqua. [...] Ma non tutti sono pescatori. Questa figura si ferma talvolta al suo primo gradino istintuale [...] Ci guarda nell'acqua, vede, è vero, la propria immagine, ma bene presto dietro di essa emergono esseri viventi; sono probabilmente pesci, innocui abitatori del profondo, innocui se per molti il lago non rappresentasse un incubo. Sono esseri acquatici di tipo speciale. Talvolta un'ondina, pesce femminile semiumano, rimane impigliata nella rete del pescatore. Le ondine sono esseri incantatori:


Per metà lei lo tirò, per metà egli affondò
E nessuno lo vide più.


L'ondina rappresenta un livello ancora più istintivo del''essere femminile incantatore che io designo con il termine latino Anima. Possono essere anche sirene, melusine, ninfe dei boschi, grazie e figlie del re degli elfi, lamie e succubi che seducono i giovani e succhiano loro la vita. Queste figure sono proiezioni di brame e di fantasie riprovevoli, dirà il critico moralista. Non si può negare che questa critica sia, fino a un certo punto, giustificata. Ma si tratta dell'intera verità? [...] Gli spiriti dei boschi sono assai anteriori al problema della coscienza morale. Inoltre, questi esseri erano temuti come amati, sicché non erano caratterizzati soltanto dai loro particolari atteggiamenti erotici. La coscienza era allora molto più semplice e e il loro d'azione irrisorio. Presso i primitivi, una porzione di quello che noi oggi sentiamo come parte integrante del nostro essere è tranquillamente proiettata oltre lontani confini. La parola "proiezione" mal si adatta al nostro caso, però, poiché nulla è stato espulso fuori dall'anima, ma piuttosto l'anima, attraverso una serie di "atti di introiezione", è arrivata alla complessità che oggi le riconosciamo. La conturbante "ondina" dei tempi andati si chiama oggi "fantasia erotica", che complica dolorosamente la nostra vita psichica. Ci si fa incontro proprio come un'ondina; e per di più assomiglia a un succubo; come una strega assume forme diverse e fruisce anche di un'intollerabile autonomia che davvero non spetterebbe a un contenuto psichico. E' un essere malizioso che attraversa il nostro cammino metamorfosandosi e travestendosi diversamente, e ci gioca ogni sorta di tiri, ci procura inganni, fasti e nefasti, depressioni ed estasi, e così via. Anche in condizioni di ragionevole introiezione, l'ondina no ha riposto la sua malizia, né la strega ha smesso di mescolare i suoi sordidi filtri d'amore; ma il suo veleno magico si è trasformato in intrigo e autoinganno, invisibili sì ma non meno pericolosi. 
Ma dove prendiamo il coraggio di chiamare Anima questo elfo?


.... continua nel prossimo post. 

giovedì 26 gennaio 2012

Il senso profondo del destino dell'eroe di tutti i tempi e dai mille volti.

Friedrich - Tombe di Eroi
La tomba degli eroi è nell'universo intero e non sopra le colonne piene di sonore iscrizioni.
(Tucidide sulla vita di Pericle)

martedì 24 gennaio 2012

Splendida Epifania! Rintracciare l'infinitamente grande nell'infinitamente piccolo.


[...] Dalle pure vette della dottrina (pitagorica), la vita dei mondi si evolve secondo il ritmo dell'eternità. Splendida Epifania! Ma ai raggi magici del firmamento svelato, la terra, l'umanità, la vita, ci aprono anche le loro profondità segrete. Bisogna rintracciare l'infinitamente grande nell'infinitamente piccolo per sentire la presenza di Dio. [...]
(Edoardo Shuré) 

domenica 22 gennaio 2012

INIZIAZIONE: visione dall'alto o Epifania dell'Universo.


L'epifania o visione dall'alto, l'autopsia o visione diretta, la teofania o manifestazione di Dio, erano tre idee correlative e tre espressioni diverse per indicare lo stato di perfezione, in cui l'iniziato, avendo congiunta l'anima a Dio, contempla la verità totale.

venerdì 20 gennaio 2012

Memorie ... Walt Whitman



Memorie

Quanto sono dolci
le silenziose tracce 
del passato.
I vagabondaggi come nei sogni,
 la meditazione
di tempi antichi rievocati,
le gioie, le persone, i viaggi.

Traduzione di Pietro Vitelli in "Amori di carta e di inchiostro"
Antonio Pellicano Editore



Memories

How sweet the silent, backward tracing!
How wanderings as in dreams - the meditation of old
times resumed -
their loves, joys, persons, voyages.

Walt Whitman, "Leaves of grass"

giovedì 19 gennaio 2012

Seconda vista di Swedenborg descritta da Kant



Si può discutere sulla realtà oggettiva delle visioni di Swedenborg ma non si può dubitare della sua seconda vista provata da numerosi fatti. La visione che Swedenborg ebbe a trenta leghe di distanza dell'incendio di Stoccolma fece molto chiasso nella metà del XVIII secolo. Il celebre filosofo tedesco Kant fece fare un'inchiesta da un suo amico a Gotheborg nella Svezia, città nella quale il fatto era accaduto, ed ecco cosa ne scrive ad una delle sue amiche:
"Il fatto seguente mi sembra sopra tutto che abbia la più grande forza dimostrativa e debba tagliar corto a ogni sorta di dubbio. Nel 1759 il signor Swedenborg, verso la fine di settembre, un sabato, sulle quattro di sera, tornando dall'Inghilterra sbarcò a Gotheborg. Il signor Guglielmo Castel lo invitò a casa sua con una compagnia di quindici persone. La sera, alle sei, il signor Swedenborg, che era uscito, rientrò nel palazzo pallido e costernato e disse che in quello stesso istante era scoppiato un incendio a Stoccolma, al Sudermalm, e che il fuoco si stendeva con violenza verso la sua casa. Disse che già la casa di uno dei suoi amici, di cui non fece il nome, era ridotta in cenere e che la sua era in pericolo. Alle otto, dopo una nuova uscita, disse con gioia: - Grazie a Dio, l'incendio s'è spento alla terza porta che precede la mia. - La sera stessa se ne informa il governatore, che la mattina fa chiamare espressamente Swedenborg per interrogarlo in proposito. Swedenborg descrisse esattamente l'incendio, il suo manifestarsi, la sua estinzione, la sua durata. Lo stesso giorno la notizia si sparse per tutta la città, che si commosse, tanto più che il governatore se n'era interessato e molti erano in ansie per i loro beni e i loro amici. Il lunedì sera giunse a Gotheborg una staffetta, che le autorità di Stoccolma avevano spedito durante l'incendio. Nelle lettera, che essa portava, l'incendio era appunto descritto nel modo detto ora. Che cosa si può addurre contro l'autenticità di questo fatto? L'amico che mi scrive ha fatto ricerche su tutto ciò, non soltanto a Stoccolma ma circa due mesi or sono anche a Gotheborg, dove, conoscendo le più importanti famiglie, ha potuto informarsi bene presso tutta una città, in cui vivono ancora per la maggior parte i testimoni oculari, considerato ilpoco tempo (9 anni) trascorso dal 1759." 
(Lettera alla signorina Carlotta di Knoblch, citata dal MATTER nella sua vita di Swedenborg)


Dichiarazione di Emanuel Swedenborg:

"Ho visto mille volte che gli angeli hanno forma umana e mi sono intrattenuto con loro come l'uomo si intrattiene con l'uomo, a volte con uno solo, a volte con più di uno, e non ho visto nulla in loro che differisse dall'uomo in quanto alla forma. Affinché non si potesse dire che si trattava di illusione, mi è stato concesso di vederli in pieno stato di veglia, mentre ero padrone di tutti i miei sensi ed in uno stato di limpida percezione."

mercoledì 18 gennaio 2012

Frontiere dello spirito attraverso la materia... Ercole Furia

TITANO - Ercole Furia


"TITANO...e' il piu' grande satellite naturale di Saturno ed e' uno dei corpi piu' rocciosi del sistema solare. L'atmosfera titanica appare ricca di metano e la temperatura superficiale media e' molto vicino al punto "triplo" del metano,dove possono coesistere la forma liquida,solida,e gassosa di questo composto.-------questo e' il mio ultimo dipinto del 2011 !!!! come di consueto...vedo lo spazio da un'altro pianeta: titolo dell'opera : FINE DEL 2011 visto da TITANO....!!!!!!!!!!"
Ercole




Ercole ha innata la capacità immaginativa del reale non osservato nel quotidiano (so che esiste attraverso la narrazione, pur non avendolo mai visto), come nel caso della raffigurazione su tela di uno dei satelliti di Saturno: Titano. 
In Ercole, parrebbe che la visione interiore necessiti, per essere elaborata, della consapevolezza che l'immaginato esista anche nella realtà. D'altronde, è possibile immaginare inventando completamente? 
Ercole è l'artista ispirato in grado di dipingere l'immagine sognata di una realtà lontana e straniera che dà la sensazione di sopraggiungere da regioni interiori, essenziali e inesplorate.
I Magi, eredi di Zoroastro, si attribuivano il dominio delle potenze occulte della natura; chissà cosa ne faranno del triplo metano che troveranno su Titano? Ed Ercole che, nel dipingere Titano, dice - Ho visto lo spazio da un altro pianeta! - allude forse alla Visione dall'alto o Epifania dell'universo? In parole altre, al tentativo di rintracciare l'infinitamente grande nell'infinitamente piccolo e sentire lo Spirito che avvolge e tiene unito tutto l'Universo attraverso la simpatia di tutte le cose?  
Marina








SUI MAGI, cito Shuré, I Grandi Iniziati, volume II, Pitagora.

[...] Sebbene si dice che solo i sacerdoti egiziani possedessero le chiavi universali della scienza sacra,  i Magi sono gli eredi di Zoroastro [...] essi si attribuivano il dominio di quelle potenze occulte della natura, che si chiamavano il fuoco pantomorfo e la luce astrale. Nei loro templi, si diceva, le tenebre si facevano di pieno giorno, le lampade si accendevano da sé, si vedevano raggiare gli dèi e si sentiva brontolare la folgore. I Magi chiamavano leone celeste questo fuoco incorporeo, agente generale dell'elettricità, che essi sapevano condensare e dissipare a piacere e serpenti le correnti elettriche dell'atmosfera, magnetiche della terra [...]"

domenica 15 gennaio 2012

Seconda vista: Apollonio di Tima da FILOSTRATO.



"Mentre questi avvenimenti (l'assassinio di Domiziano) accadevano in Roma, Apollonio li vedeva ad Efeso. Domiziano fu aggredito da Clemente verso il mezzogiorno; lo stesso giorno, nello stesso momento, Apollonio discuteva nei giardini di Xysti: tutto d'un tratto abbassò un poco la voce, come preso da un subito spavento. Cominciò a parlare, ma senza l'usata forza, come accade a quelli che parlano pensando ad altro. Poi tacque come quelli che hanno perduto il filo del discorso, gettò verso terra sguardi spaventati, fece tre o quattro passi avanti e gridò: - Colpisci il tiranno! - Si sarebbe detto che egli vedeva non l'immagine del fatto allo specchio, ma il fatto stesso in tutta la sua realtà. Gli efesii, perché Efeso intera assisteva al discorso di Apollonio, furono colpiti di meraviglia, Apollonio si fermò, come un uomo che cerca di vedere l'esito di un fatto dubbio e infine gridò: - State di buon animo, o efesii, il tiranno è stato ucciso oggi,, ma che dico oggi? per Minerva! E' stato ucciso or ora mentre mi sono interrotto. - Gli efesii credettero che Apollonio avesse perduto il cervello: desideravano vivamente che egli avesse detto la verità, ma temevano che non venisse a loro qualche danno da questo discorso. Presto però messaggeri vennero ad annunziar loro la buona notizia e a rendere testimonianza in favore della scienza di Apollonio, poiché l'assassinio del tiranno, il giorno in cui fu consumato, l'ora del mezzogiorno, l'autore del delitto, che Apollonio aveva incoraggiato, tutti questi particolari si trovavano perfettamente conformi a quelli che gli dèi gli avevano fatto vedere il giorno del suo discorso agli efesii. "
(Vita di Apollonio, scritta da FILOSTRATO)

giovedì 12 gennaio 2012

PITAGORA: L'UNO è la ragione delle cose... Zero - Ouroborus


Nelle matematiche trascendenti si dimostra algebricamente che zero moltiplicato all'infinito è uguale a uno. Zero, nell'ordine delle idee assolute, significa l'essere indeterminato. L'infinito, l'eterno nella lingua dei templi, si esprimeva con un cerchio o con un serpente che si morde la coda, il che significa l'infinito semovente. Ora, dal momento che l'infinito si determina, produce tutti i numeri, che contiene nella sua grande unità e che governa in una armonia perfetta. - Questo è il senso trascendente del primo problema della teogonia pitagorica, la ragione che fa sì che la grande Monade contenga tutte le piccole e che tutti i numeri siano generati dalla grande Unità in movimento.


mercoledì 11 gennaio 2012

Coloro che entrarono nel Paradiso... Merkaba.

Visione di Ezechiele

Si narra nel Talmud:
Quattro uomini salirono fino al Paradiso: Ben 'Azai, Ben Zomà, Elisa Ben Abuyà, Rabbi 'Aqiba. Rabbi 'Aqiba disse loro: quando sarete giunti ai gradini di puro marmo non gridate "Aqua, acqua". Ben 'Azai contemplò e morì; Ben Zomà contemplò e impazzì; Elia Ben Abuyà tagliò le piante; Rabbi 'Aqibà si ritirò in pace.

martedì 10 gennaio 2012

Virtù.

Mantegna - Trionfo della Virtù

La virtù reprime l'egocentrismo oltre tutte le coppie dei contrari. La virtù reprime l'egocentrismo dell'io, ma quando ciò è avvenuto, che ne è del dolore o del piacere, del vizio e della virtù, del proprio io o di quello altrui?  Si percepisce allora in tutte le cose la forza trascendente che in tutti vive, in tutto è meravigliosa,  e degna della nostra profonda obbedienza.
(Joseph Campbell - L'Eroe dai Mille Volti)

lunedì 9 gennaio 2012

... delle Muse ispiratrici e dei Poeti.




Il poeta e la lira si riconoscono a una vibrazione profonda al loro prima accostarsi.

domenica 8 gennaio 2012

Natura allegorica delle religioni. Arthur Shopenhauer.


La verità non può apparire nuda davanti al popolo. Un sintomo di questa natura allegorica delle religioni sono i misteri, che si possono forse trovare in ciascuna di esse, vale a dire certi dogmi che neanche si possono pensare chiaramente e tanto meno quindi possono essere veri [essendo essi appunto] la sola maniera adatta di far sentire al senso comune e all'intelletto rozzo ciò che per essi sarebbe incomprensibile, ossia che la religione tratta, in fondo, di un tutt'altro ordine [...] di fronte al quale scompaiono le leggi del nostro mondo fenomenico, in conformità delle quali essa deve parlare.

giovedì 5 gennaio 2012

Voce, Parola, Spirito... il post di oggi, preziosissimo, è dell'amico Raffaele.



Buon Giorno e Buon Anno Nuovo Carissima Marina

non sulle parole si sono basate le mie intuizione, ma sulle vibrazioni che esse trasmetterono al mio cuore. Le parole, così come tutte le cose del creato sono SUONO/VIBRAZIONI. E siccome tutto l'universo è stato concepito su una indefinibile moltitudine di piani vibrazionali (dimensioni) ognuno separato da una membrana energetica, ognuno compenetrato da diversi piani di coscienza, nel suono con la stessa ricercata sintonia di un cellulare o di un telecomando si possono aprire certe porte interdimensionali dell'essere e dei piani di coscienza in cui siamo continuamente e celatamente immersi inconsapevolmente. Per questo, in quel mio strano primo scritto ho detto: “ Ci sono Parole di potere, non alterabili nel tempo che da sole o nell’insieme devono essere capite contemplate in modo diverso, per trovare risposte e vibrazioni nel nostro essere, nel nostro percepire intuitivo focalizzandole nel nostro cuore. Parole che se colte come una bellissima rosa nel proprio cuore diventano chiave di volta chiarificatrici di tante verità prima non capite.” 


Poiché l'energia segue il pensiero consapevole, la chiave è il nostro risonante vibrante emettitore di biofotoni, il nostro cuore che a livello sottile / metafisico /soprasensibile / non fisico, attraverso la consapevole focalizzazione / attenzione può entrare in risonanza armonica con altre frequenze maggiori che aprono certe porte interiori che permettono di far affluire quelle richieste benefiche energie creative/intuitive /ispirative del nostro essere superiore che da un piano di coscienza indefinibile guida i nostri passi. 

Carissima Marina, in questo limitato piano di coscienza, siamo solo attori immersi in una realtà illusoria/virtuale... ed in qualche modo dobbiamo risvegliare la nostra vera essenza, la fiammella che ci siamo portati ridiscendendo in questo piano delle prove, del raffronto ed anche delle vere riscoperte interiori.... 

Per illusoria divina concessione a nessuno viene dato niente, TUTTA L'EVOLUZIONE DELL'ESSERE SI BASA SULL'ESPERIENZA PRATICA... LA CONOSCENZA CHE CONDUCE ALLA SAGGEZZA PASSA PER OGNI INCOSAPEVOLE ASPETTO DI QUELLE FORZE OPPOSTE CHE COMPONGONO LA STESSA MEDAGLIA.... 



mercoledì 4 gennaio 2012

Potenza suggestiva, attrattiva e creatrice della parola umana. Evocazione degli spiriti e ragione psichica:



"Non mutare nulla ai nomi barbari dell'evocazione, perché essi sono i nomi panteistici di Dio, essi sono magnetizzati dall'adorazione di una moltitudine e la loro potenza è ineffabile."
(Oracoli di Zoroastro, raccolti nella Teurgia di Proclo)