mercoledì 31 marzo 2010

...varcare la Soglia è un sogno, è un incantesimo...è andare a prendersi il proprio Destino.




La Chiamata... il Carattere... Ricordare... andare a ritroso... la Preistoria cede il posto alla metafisica... il buio... i pericoli... fa male... fa freddo... l'inferno... Costellazioni... profonde visioni interiori... Necessità... Destino... Disperazione... Emanazioni... il Silenzio... il Paradiso... il coraggio del ritorno, solo per amore... i pericoli... la fuga... Ricordare... e continuare a vivere, Sapendo...

venerdì 12 marzo 2010

Guida interiore...

Filemone
"La maggior parte ha come guru degli uomini viventi, ma c'è sempre qualcuno che ha uno spirito come maestro."
(C. G. Jung - "Ricordi, Sogni, Riflessioni)

giovedì 11 marzo 2010

Superare i limiti è consentito?

Con l'aiuto e la guida di colui che personifica il suo destino l'eroe procede nella sua avventura sinché incontra "il guardiano della soglia," all'ingresso della zona delle potenze soprannaturali. Questi guardiani circondano il mondo nelle quattro direzioni - anche sopra e sotto - e segnano i confini della sfera attuale o orizzontale della vita dell'eroe. Al di là di essi vi sono le tenebre, l'ignoto, il pericolo... L'uomo normale è contentissimo, perfino orgoglioso, di rimanere entro i confini segnati, e le credenze popolari lo autorizzano a compiere neanche un solo passo entro le zone inesplorate... le mitologie popolari riempiono di esseri ingannatori e pericolosi qualsiasi luogo deserto fuori dal villaggio... il pericolo c'è, è reale... il varco della soglia è una sorta di autoannientamento... e possiamo superare i limiti imposti dai cinque sensi solo se il nostro attaccamento all'io è venuto meno. (Campbell)

giovedì 4 marzo 2010

METAMORFOSI


“Ogni cosa si trasforma e nulla muore. Erra lo spirito da un luogo a l’altro, qui e là, informando i corpi a caso … Poiché ciò che un tempo esisteva non è più, e ciò che non era è divenuto e l’intero ciclo si è compiuto di nuovo.” (Ovidio) “Solo i corpi, di cui questo eterno, indistruttibile io non è che l’ospite, hanno una fine.” (Bhagavad Gita)

mercoledì 3 marzo 2010

Immortalità...


“Coloro che sanno che l’Eterno vive in loro e che essi, e che tutte le cose, sono realmente l’Eterno, abitano il bosco degli alberi miracolosi, bevono la rugiada dell’immortalità, ed odono ovunque la silenziosa musica dell’eterna concordia. Sono costoro gli immortali.”

(L’eroe dai mille volti – Joseph Campbell)

lunedì 1 marzo 2010

Atto di verità


La nostra storia ha luogo nel terzo secolo a.C.
Un anno i Monsoni furono violenti e le acque del Gange rischiavano di esondare dagli argini e di allagare la capitale Pataliputra (Patna). Il re Asoka vedendo che il livello delle acque non tendeva a diminuire, chiese se vi fosse qualcuno in grado di compiere un atto di verità.
I brahmani, i sacerdoti più elevati, si consultarono fra loro, ma nessuno si offrì. Erano diventati brahmani grazie al modo perfetto in cui avevano visssuto le precedenti incarnazioni, eppure, nessuno di loro poteva dirsi perfetto.
I principi non poterono fare di meglio, né i mercanti.
Sulla strada si trovava un'anziana prostituta, il suo nome era Bindumati, e a un tratto cominciò a borbottare:
"Io ho un atto di verità"
Allora, un uomo accanto a lei la esortò a recitarlo.
Così Bindumati si era ripiegata su sé stessa e, nell'intimo dell'anima, aveva pronunciato il suo atto di verità. E fu così che le acque cominciarono a scendere.
Tutti ne furono comprensibilmente meravigliati. Asoka chiese chi avesse realizzato l'atto di verità e gli giunse voce che era stata la più miseranda delle sue suddite.
Prima, ne rimase sorpreso, poi, andò da lei e l'assalì:
"Tu deprecabile vecchia volgare donnaccia, tu oseresti dire di avere realizzato un atto di verità?"
Calma ed umile la donna rispose:
"Sappi che conservo un atto di verità così potente da mettere, se voglio, sottosopra lo stesso mondo degli dèi."
Intimorito, l'imperatore disse:
"Quale è il tuo atto di verità?"
Ecco cosa rispose Bindumati:
Se è vero che nel compimento del mio dovere
non mi sono lasciata attirare dalla ricchezza,
dalla bellezza o da quelli delle caste superiori,
è pur che non ho disdegnato il povero,
il reietto, il deforme, ma ho reso sempre
il servizio dovuto. Ebbene,
se tutto questo è vero,
che le acque del fiume recedano.
E così era accaduto.
Pensate che l'imperatore la ringraziò per questo? Manco per niente! Forse nella sua prossima incaranzione Bindumati sarebbe stata regina...
C'è qualcuno fra di noi che possa recitare un atto di verità?