domenica 29 novembre 2009

Il gusto dell'Infinito...

Picasso
"Coloro che sanno osservare se stessi e conservano la memoria delle proprie impressioni, coloro che hanno saputo, come Hoffmann, costruire il loro barometro spirituale, hanno talvolta avuto modo di notare, nell'osservatorio del loro pensiero, belle stagioni, felici giornate, attimi deliziosi. Vi sono giorni in cui l'uomo si sveglia con una genialità giovane e vigorosa. Non appena le sue palpebre si sono liberate dal sonno che le sigillava, il mondo esterno gli si offre con un rilievo possente, una nitidezza di contorni, una ricchezza di colori mirabili. Il mondo morale apre le sue ampie prospettive, piene di nuove certezze. L'uomo, gratificato da questa beatitudine, malauguratamente rara e passeggera, si sente al contempo più artista e più giusto, più nobile, per sintetizzare tutto in una parola. Ma ciò che v'è di più singolare in questa condizione rara dello spirito e dei sensi, in questa condizione che, posso senza temere di esagerare, chiamare paradisiaca se la raffronto alle pesanti tenebre dell'esistenza comune e quotidiana, è il fatto che essa non è stata creata da nessuna causa ben visibile e facile da definirsi. E' forse il risultato di un'igiene corretta e di una saggia dieta? E' questa la prima spiegazione che viene in mente; ma siamo costretti a riconoscere che spesso questa meraviglia, questa sorta di prodigio, si verifica come se fosse l'effetto di una potenza superiore e invisibile, esterna all'uomo, dopo un periodo nel quale egli ha abusato delle sue facoltà fisiche ....... considero questa condizione anormale della mente come una vera e propria grazia, come uno specchio magico nel quale l'uomo è invitato a vedersi imbellito, cioè quale dovrebbe e potrebbe essere; una sorta di eccitazione angelica, un richiamo all'ordine in forma cerimoniosa. Analogamente, una certa scuola spiritualistica, che ha i propri rappresentanti in Inghilterra e in America, considera i fenomeni soprannaturali, quali le apparizioni di fantasmi, di spettri, ecc., manifestazioni della volontà divina, attenta a risvegliare nella volontà dell'uomo il ricordo delle realtà invisibili.
D'altronde questa condizione eccezionale e affascinante nella quale tutte le forze si equilibrano e l'immaginazione, per quanto meravigliosamente potente, non trascina al seguito il senso morale in rischiose avventure, e una sensibilità raffinata non è più torturata dai nervi malati, normali consiglieri del crimine o della disperazione, questa condizione meravigliosa - dicevo - non ha sintomi anticipatori. Essa è altrettanto imprevedibile quanto il fantasma. E' una sorta di ossessione ma è un'ossessione intermittente, dalla quale dovremmo ricavare, se fossimo saggi, la certezza di un'esistenza migliore e la speranza di raggiungerla con l'esercizio quotidiano della nostra volontà." 
(Charles Baudelaire, PARADISI ARTIFICIALI)