mercoledì 28 gennaio 2009

Dolore inconsolabile...


Il dolore mi coglie all'improvviso, oppure, ci pensano gli altri ad evocarlo dagli abissi del mio essere...la diversità delle mie figlie mi espone alle miserie del mondo, continuamente.

INCONSOLABILE

Non immporta dove io sia, né cosa io stia facendo

Non importa chi sia accanto a me, né quanto grande sia la mia solitudine

Non importa quanto io sia amata, né quanto io sappia amare

Non importa chi io sia nel mondo, né quello che il mondo pensi di me

Non importa cosa e quanto io possegga, né dove io sia diretta

Non importa quanto grande sia la mia conoscenza

Non importa che io abbia il prezioso dono della sapienza

Il mio dolore resta inconsolabile.
Marina, 27 gennaio 2009


Geremia 31, 15 - 18
Così dice il Signore: "Una voce si ode da Rama,
lamento e pianto amaro:
Rachele piange i suoi figli,
rifiuta d'essere consolata
perché non sono più".

Dice il Signore:
"Trattieni la voce dal pianto,
i tuoi occhi dal versare lacrime,
perché c`è un compenso per le tue pene;
essi torneranno dal paese nemico.

C`è una speranza per la tua discendenza:
i tuoi figli ritorneranno entro i loro confini.

Ascolto attentamente Efraim che si duole!

13 commenti:

  1. Avresti ANCHE dovuto sottolineare quel che il Signore dice a Rachele.
    Solo Lui può consolarti.
    Un bacio a Marinariannachiara.
    Forte come esternazione, penetrante questo post, leggo e sto zitta...

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  2. Soffro, Calliope, speriamo di farcela... M.

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  3. Certo che ce la farai Marina.
    DEVI farcela, PUOI farcela.
    Capisco che la situazione non è idilliaca, anzi è pesante davvero, ma tu sei speciale...devi solo rendertene conto...
    un bacio.

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  4. Ciao Marina,
    è da un pò che ti leggo silenziosamente. Sono arrivata al tuo blog attraverso quello del carissimo Gabriele La Porta.
    Mi piacerebbe condividere con te alcune frasi di Gustavo Rol, personaggio che ho scoperto per caso e che mi ha colpito per la sua illuminazione:

    "Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità".

    "Così, con un piede da questa parte e l'altro poggiato sull'infinito, mi sembra quasi di essere un ponte gettato fra le due età e sotto di me scorre l'universo come fluida materia che seco travolge impetuosamente il ridicolo delirio dell'uomo di volersi imporre o sottrarre a decreti che lui stesso ignora".

    "Non vi sono limiti alle possibilità umane. Alla condizione, però, che esse non intervengano a sottrarre alla vita quel carattere di unica, insostituibile, meravigliosa anche se travagliatissima prova che é la vita stessa. I sensi rappresentano un mezzo di eccezionale misura onde conoscere le meravigliose possibilità che Dio offre di se stesso all'uomo. Possibilità che nello stesso tempo formano quella trappola mortale che i sensi stessi rappresentano. I sensi, inoltre, sono una modestissima anticipazione di tutte le infinite meraviglie riservate all'uomo per estrinsecazione che Dio stesso rivela nel suo costante desiderio e diritto di affermarsi."

    E per finire penso che ci potremmo definire un pò come Gustavo Rol definì sè stesso (Egli in qualità di iniziato), noi come essere umani che con grande sforzo cercano di far emergere la scintilla divina che è il Christos a cui dovremmo ricongiuncerci...:
    "Io sono la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto. Non é quindi la grondaia che va analizzata, bensì l'acqua e le ragioni per le quali "quella Pioggia" si manifesta".

    Un caro saluto.

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  5. Grazie Elisa, grazie davvero.
    Sai, anche se l'amarezza del quotidiano è tanta, io non mi sento di subire nulla, perché sono persuasa d'essere, innanzi tutto, un'anima e che il libero arbitrio sia una realtà tangibile del nostro essere tempo qui, in questo preciso momento, e del nostro essere Eternità oltre le apparenze...l'Eternità è fuori dal tempo.
    Tuttavia, la sofferenza è tanta e vera. Eppure, credimei, il vero scoglio di chi si trova ad accettare, quindi a dover affrontare, i problemi seri della vita è il collettivo...e poiché, come dice Don Juan,: "Chi accetta i problemi è in cerca di doni..." e "i doni scendono dall'alto nelle loro proprie forme." lo precedeva Goethe...non possiamo non riflettere sul fatto che la vita è infinito mistero.
    Ora, io non ti so dire il perché sia un fatto acclarato che, da quando sono nata, io abbia dovuto soffrire ed essere sacrificata per un motivo o per l'altro, mentre vedo che la maggior parte delle persone gestiscono a pieno il proprio tempo e spesso finiscono per imbottirsi di psicofarmaci a causa della calma piatta nella quale si svolge la loro normale esistenza, con il normale senso d'insoddisfazione che ne consegue. Ma io lo so che non mi è concesso giudicare... Pensa che negli ultimi anni mi sono trovata a dover sostenere persone che, improvvisamente, si sono scoperte malate gravemente e sai quale è stata la loro prima reazione comune?
    "Perché questo è successo proprio a me? Che male ho fatto io?"
    Ecco, io non ricordo di avere mai neanche pensato al perché un dolore del genere si sia abbattuto su di me, mai. Sono altre le domande che mi pongo: tipo come fare i conti con la mia realtà per vivere la mia vita al meglio...solo che a volte là fuori non me lo permettono, sai?Eppure non mi è mai riuscito di pensare intermini di microcosmo e quando il gioco si è fatto troppo duro, tuttalpiù, mi è capitato di chiedermi cosa io abbia fatto di male per meritare di essere passata nel fuoco a questa maniera...ma ora io so che se si vuole crescere ed avere un futuro, anche in una situazione come la mia dove, credimi, le vie di uscita sono realmente poche ed impervie, non si possono mettere le cose in questi termini.
    Dio mio, com'è severa la vita con me! Questo sì che posso dirlo.
    La malattia è un simbolo potente, oltre che una disgrazia, e nel profondo è legata alla colpa impunita, occorre avere una grande consapevolezza per non soccombere a questo fardello...e per liberarsene. Una sapienza che non è di questo mondo.
    Pensatemi in modo perfetto, nella gioa, nonostante il dispiacere, che c'è e che non me lo può togliere nessuno, Ve ne prego: credo che questo tipo di coscienza collettiva del nostro microcosmo laportiano d'ITERAGIRANIME possa essere di vero aiuto...e non solo per me.
    Gettiamo un seme.

    Marinariannachiara

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  6. ciao Marina, finalmente ho trovato il tuo blog, sono Maria che scrivo qualche volta sul blog di Gabrile La Porta. Volevo scriverti che ti capisco in ciò che scrivi, anch'io ho due famigliari (fratello e sorella) in cui hanno un handicap, per fortuna non grave, cui me ne sono occupata io da quando avevo 15 anni, da quando siamo rimasti orfani di madre. La cosa più difficile per noi in tutti questi ultimi 24 anni sono stati i pregiudizi della gente verso chi è diversamente abili come li chiamano adesso. Ad un certo punto pensavo che le cose sarebbero cambiate, invece no, infatti accadde che un mio famigliare doveva avere un figlio ed è stata sempre nel ripetere che aveva paura ancora gli nascesse un figlio simile ai questi miei fratelli, perché secondo lei non hanno vita sociale.Ed anche una psicologa una volta mi disse che questi miei fratelli erano un peso per me, che dovevo pensare alla mia vita. Mi sarei offesa enormemente ma come si sa con la gente bisogna far finta di niente. Invece per me sono le persone della mia famiglia con cui mi trovo meglio, con cui sto bene. Certe volte ho pensato che se non c'erano loro io ora sarei sola e nessuno avrebbe pensato a me, poiché solo loro stavano con me quando avevo malanni o qualvhe problema di salute. Per cui avevo pensato che in certi casi della vita se ci sono nelle famiglie o si conosce qualcuno con un handicap o che soffre,deve essere un dono che a volte ci aiuta a vivere a noi stessi.

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  7. Sei speciale davvero!
    Io ho paura persino di immaginare di affrontare le prove che la vita potrebbe mettermi davanti.
    Al volte mi sento così codarda, quando mi ritrovo a pensare che non ce la farei a sopportare certi dolori, anche i più inevitabili con i quali prima o poi tutti ci ritroviamo faccia a faccia.
    Sono figlia di genitori separati, e non ho avuto il tempo e il modo di conoscere meglio mio padre perchè un tumore ha posto fine alla sua esistenza terrena a 49 anni.
    Sono cresciuta un pò anche con i miei nonni materni, nel senso che nella mia infanzia ho passato lunghe e colorate giornate con loro, assaporando i profumi del giardino che i miei nonni coltivavano.
    La prima prova mi fu messa davanti quando la figura maschile allora più vicina a me (appunto mio nonno materno) si è ammalato di tumore. La sua morte è coincisa, o essa stessa ha segnato, un passaggio nella mia vita di radicale mutamento (dall'infanzia all'età adulta). E'il primo lutto che ho affrontato nel cuore. In seguito ci fu quello di mio padre.
    Oggi ho il terrore di trovarmi nuovamente faccia a faccia con tale dolore causato dalla perdita di una delle poche (davvero poche!) persone care che ho.
    Pensa quanto sono debole...
    Tu che stai affrontando da anni le dure prove che la vita ti offre e che come citi giustamente tu, Don Juan di Castaneda "Chi accetta i problemi è in cerca di doni..."
    sei vicina a riscuotere i tuoi doni.
    Poichè tutto è armonia ed equilibrio nell'universo infinito, e nulla succede per caso, ma tutto è regolato dalla legge di causa-effetto, stai pronta a ricevere la tua ricompensa che in primo luogo puoi vedere ogni giorno nella tua crescita personale!

    Mi viene da citare il testo di una bellissima canzone che racchiude un messaggio straordinario e mi pone in uno stato di risveglio ogni volta che la ascolto; si intitola "La Cura" (sicuramente la conoscerai, come il suo autore, Battiato). Eccola:

    "Ti proteggerò dalle paure delle ipocondrie,
    dai turbamenti che da oggi incontrerai per la tua via.
    Dalle ingiustizie e dagli inganni del tuo tempo,
    dai fallimenti che per tua natura normalmente attirerai.
    Ti solleverò dai dolori e dai tuoi sbalzi d'umore,
    dalle ossessioni delle tue manie.
    Supererò le correnti gravitazionali,
    lo spazio e la luce
    per non farti invecchiare.
    E guarirai da tutte le malattie,
    perché sei un essere speciale,
    ed io, avrò cura di te.
    Vagavo per i campi del Tennessee
    (come vi ero arrivato, chissà).
    Non hai fiori bianchi per me?
    Più veloci di aquile i miei sogni
    attraversano il mare.

    Ti porterò soprattutto il silenzio e la pazienza.
    Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza.
    I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi,
    la bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi.
    Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto.
    Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono.
    Supererò le correnti gravitazionali,
    lo spazio e la luce per non farti invecchiare.
    TI salverò da ogni malinconia,
    perché sei un essere speciale ed io avrò cura di te...
    io sì, che avrò cura di te."

    Ti invio la fresca essenza del gelsomino, che nelle notti d'estate culla lo spirito nelle più belle armonie della bella stagione.

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  8. Ciao Marina, alcuni giorni fa mi sono accadute delle cose in cui mi sei venuta in mente te, con mia sorella mi ero inventata la preghiera della gioia (sulla base di una preghiera a S.Michele Arcangelo), in cui la gioia e la luce dovevano essere presenti,il giorno seguente feci un sogno con una speciale luce, e nel dormiveglia appena mi stavo svegliando il primo pensiero era "questa cosa gliela devo dire a Marina Morelli". Il giorno seguente a questo sogno ho preso dalla mia libreria un nuovo libro da leggere, e nelle prime pagine che lessi, capii che era un libro adatto a me e a te, poiché penso viviamo esperienze quasi simili. Il libro dal titolo "Cosa la vita dovrebbe significare per voi" di Alfred Adler.
    Cui parla della vita nei vari ambienti e aspetti della vita e in particolare dei bambini
    che durante l'infanzia avevano problemi esistenziali o di salute e le conseguenze che si hanno nella vita adulta. Di primo impatto per me è stato di rivelazione, perché mi ha fatto capire subito delle cose, e allo stesso tempo si fa una gran fatica nel vivere in una società dove qualcuno viene considerato "diverso", che poi la colpa è sempre di chi ha questi pregiudizi e che complicano la vita agli altri.
    Di consiglio di leggere questo libro.

    ciao

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  9. Vorrei innanzi tutto rispondere all'anonimo che mi scrive di Alfred Adler, sarà un caso, ma giorni fa ho scritto un post dal titolo: Dell'autismo...delle dipendenze... magari lo hai letto. Coincidenze Miracolose per citare il Prof.
    Un bacio.

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  10. A Maria e ad Elisa dico grazie e grazie ancora.
    Marina

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  11. Per Elisa.
    Grazie per la canzone, non la conoscevo, ho cercato anche la versione cantata, è bella e intensa, anche se fa un pò diventare tristi, per chi ha vissuto o vive esperienze brutte, specialmente se si è donna, si sente la necessità di sentirsi dire di essere speciale o essere dette certe parole che corfotano. Sulla canzone e su ciò che hai scritto ho avuto un pensiero:La sofferenza di chi la vive, non è la sofferenza in sé, ma forse è la mancanza delle parole dette per confortare, parole affettuose o d'amore.
    Ho letto ciò che scrive Marina, e seconmo me lei è molto fortunata nell'avere persone accanto a se in cui lei è consapevole della loro positività e umanità, e della visione positiva che ha negli altri e nel sentire se stessa.
    Maria

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  12. Per Marina.
    Sui sogni ne ho studiato molto e comprendo le coincidenze miracolose di cui scrive Gabriele.
    Sul sogno di luce.
    Io normalmente non faccio sogni premonitori, ma sul sogno che ti ho scritto brevemente. Ieri ho scoperto che era premonitore.
    Poiché il sogno che feci riguardava la luce di Dio,le cose in cui credere e i comportamenti buoni, ecc. Ieri avevo scoperto leggendo un giornale che avevano rubato gli oggetti sacri della chiesa del mio paese con le ostie, (la Madonna del mio paese si chiama S.Maria della Luce), la stesa sera feci il sogno,senza che io sapessi la notizia. la notizia la lessi una settimana dopo, poiché la darono quando ritrovarono la refurtiva.Alcune ore prima che sapevo la notizia, avevo pensato alla Madonna.
    Eppure per me è strano che avvengano queste coincidenze.
    Eppure dopo aver fatto preghiere e auspicato attraverso "La luce" divina, per un periodo migliore, mi sento più triste di prima.

    Maria

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  13. Maria cara,
    la malinconia va scacciata. Queste percezioni sono eventi bellissimi. Dobbiamo accoglierle con gioia. I sogni, le coincidenze, i segni, i messaggi, danno speranza, sono luci, appunto. Non a caso, spesso, essi s'intensificano quando attraversiamo dei momenti cruciali della nostra vita: potrebbero considerarsi "irruzioni del Divino" nella nostra vita. Divino può essere definito anche tutto ciò che non si conosce...
    Tuttavia, io ti esorto ad assumere l'atteggiamento di ascolto e di non rifiutare, piuttosto, di accogliere questi segni e di riflettere sul loro significato con lungimiranza animica.
    baci baci
    Marina

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Sii educato,grazie e benvenuto.