lunedì 22 febbraio 2016

Veli emotivi ....


Per quanto messi a nudo, finché ci sarà vita, saremo sempre vestiti a cipolla dei colori della nostra emotività.

Marina Morelli - Concupiscentia

domenica 21 febbraio 2016

Anima e natura divinatrice e rivelatrice.




Les anges conversaient avec l’homme en telle  forme que Dieu permettait 
et sous la figure des animaux:
Eve donc, ne fut point surprise d’entendre parler le serpent.

Jacques Benigne Bossuet, Elevation à Dieux



La cornacchia sul traliccio dell’alta tensione ripeté cra, cra. Chissà quante volte ero passata sotto un ramo sul quale una cornacchia stava gracchiando; quella volta, però, ci feci caso. La mattina dopo, lessi che le cornacchie nell’Immaginario sono istanze ctonie della psiche e che, quando non le vedi mangiare carogne sui cigli delle strade ma ti richiamano l’attenzione dall’alto, il loro cra cra è un buon messaggio che desta in noi una eco che risuona come un aspetta, aspetta. Cosa ci fosse ancora da aspettare a cinquant’anni era, però, per me un mistero della psiche pari almeno a quell’altra incomprensibile faccenda che è l’amore … ma la cornacchia,  inconsapevole messaggera nell’ordine delle cose, che ne può sapere di queste immagini esterne che per noi umani sono anche fatti psichici che riguardano il fare coscienza. Forse, lo sa e basta, senza sapere di saperlo, intendo. La cornacchia non ha bisogno di farne prima esperienza per poi poterselo spiegare a parole proprie, per capire. Ma, sta di fatto, che se la cornacchia non avesse attirato la mia attenzione io, forse, non avrei, potuto comprendere adeguatamente la mia lettura: cosa volesse dire il Professore universitario, conoscitore di segreti, sul suo testo di psicologia del profondo.
Ma sempre parlando di pennuti, a me capita, nottetempo, che la civetta, povero uccello del malaugurio, pare conosca l’esatto momento in cui aprirò gli occhi per rigirarmi nel letto … se, dopo pochi secondi, arriva alla mia finestra a fare il suo verso che io non definirei propriamente un “sadico riso”, come molti le attribuiscono, piuttosto, un vero discorsetto dispiaciuto che, puntualmente, mi annuncia la nuova sventura o disavventura in arrivo. Non mi sento di attribuire una qualche malizia al mondo della natura. Certo, quando trovo quelle due tortore grigie sul davanzale a tubare è tutta un’altra immagine! Mentre un po’ meno mi piace essere come puntata da un piccione in volo che pare già recapitarmi un messaggio che, solitamente, nella realtà non tarderà ad arrivare … E, poi, ne ho una unica nel suo genere: una mattina d’autunno, ho aperto le imposte della cucina e mi sono trovata sul filo della luce, che attraversa il piccolo giardino posto sul retro della casa, tre ragnatele a forma di angelo intrise di gocce di rugiada (quelle della foto sopra che ho fotografato).
Questo e molto di più accade a me che so bene, sulla mia pelle, che la vita non è solo rose rosa che sbocciano continuamente spargendo i loro petali su praticelli di dicondra resistente all’ombra. La vita è anche rovi che feriscono e pericolosi vespai che si nascondono, sebbene rumorosi, dietro siepi profumate che costeggiano il nostro faticoso cammino. Quanti pesi portiamo ogni giorno.


 Marina - Appunti.






giovedì 18 febbraio 2016

Contemplazione creativa e interpretazione simbolica delle immagini della realtà.

L'immaginazione creativa, l'emergere del nuovo e dell'originale, è un sentire radicato nella realtà e nel presente sotto forma di anticipazione, quindi, nel futuro. Per contro, l'interpretazione simbolica della realtà è in un certo senso un pensiero noto, quindi, radicato nel passato

Marina




Nessuno è uguale a un altro, pensiero ed espressione.

E' bello scoprire nelle parole dell'altro che qualcuno sente le cose in modo simile al tuo, simile però. Per questo è più importante partecipare che aderire, che ciascuno esprima il proprio sentire a parole sue. 

Marina