lunedì 11 maggio 2015

L'amore ci rende consapevoli della nostra grande solitudine

Gustave Doré, Paolo e Francesca

Se si era soli nella dimensione amorosa, si è ancora più soli ora che il sentimento è andato perduto e intorno non ci sono che macerie e silenzio, dentro di noi un dolore che non pensavo di essere capaci di sopportare. [...] La perdita e l'abbandono ci confinano nella solitudine. Non facciamo mai un'esperienza così tragica come quando siamo lasciati dalla persona che abbiamo amato, perché non c'è nessuna possibilità esterna, ma io direi neanche interna, che ci offra una mano. L'unica opportunità che viene data in quel momento è quella della elaborazione del proprio isolamento. 
(Aldo Carotenuto, Eros e Pathos margini dell'amore e della sofferenza, 2014 pag. 96, 97)

Da quando ti ho persa, sono ossessionato dal silenzio,
i suoni le loro piccole ali agitano
un attimo, poi all'onda s'abbandonano
della stanchezza, che dondola senza rumore.

Sia che per strada la gente
passeggi con monotono brusio
o sospiri il teatro e sospiri
con un profondo respiro roco,

o agiti il vento un groviglio di luce
sul fiume nero, profondo,
o gli ultimi echi della notte
facciano rabbrividire l'aurora,

io avverto il silenzio che aspetta
di poter bere tutto ancora
nella sua estrema totalità svuotando
il rumore degli uomini.
(D.H, LAWRENCE, 1928, p. 221)