mercoledì 30 luglio 2014

Confucio ... OTTUSITA'

Non spiego a chi non si sforza di capire, non aiuto chi non si sforza di esprimesi, non ripeto a chi, dato un angolo, non è in grado di trarre gli altri tre.
Confucio 

venerdì 25 luglio 2014

Della ricchezza interiore - Faust Goethe

FAUST
Quella ricchezza innumerevole che dorme 
sotto la terra dei tuoi regni, a nulla 
giova laggiù. Il pensiero più grande
è misera frontiera a una ricchezza simile.
La fantasia nel suo volo più alto
si protende; e non è però che basti.
Ma spiriti degni di guardare in profondo confidano
illimitatamente di quel che è senza limiti.

6111 - 6118

mercoledì 23 luglio 2014

Bisogna notare la presenza per capire la mancanza

La persona amata è quella ricreata dal nostro amore. E' ricreata immediatamente e mediatamente: essa, cioè, è un nuovo essere per noi fin da quando prendiamo ad amarla; ma si fa realmente un essere sempre nuovo, si trasforma continuamente in conseguenza del nostro amore, che agisce su di essa, conformandola a grado a grado sempre più energicamente al nostro ideale. Insomma, l'oggetto dell'amore, qualunque esso sia, non preesiste all'amore, ma è da questo creato. Vano dunque cercarlo con l'intelligenza astratta, che presumere di conoscere le cose come sono in sé stesse. Su questa via non può che trovarsi se non la mancanza di ciò che si ama ed è degno perciò di essere amato. Si trova il difetto, il male, il brutto: ciò che non si amerà mai, perché, per definizione, è invece ciò che si odia.
Giovanni Gentile, Frammento di una gnoseologia di amore 

domenica 13 luglio 2014

La creatività è insita nella natura stessa dell'uomo.

Quale opera d'arte è l'uomo, nobile nella sua ragione, infinito nelle sue capacità, nella forma e nel muoversi esatto ed ammirevole, somigliante a un angelo nell'agire, a un dio nell'intendere.
Shakespeare, Amleto 

venerdì 11 luglio 2014

Siamo fatti della stessa materia dei nostri sogni.

[...] il corpo, consegnato alla sua semplice natura, non erotizza, perché non lascia spazio alla creazione dell'altro, mentre Eros si dà solo là dove ci sono ideazione e creazione. Nessuno infatti ama l'altro, ma ognuno ama ciò che ha creato con la materia dell'altro.
Qui cade la distinzione tra l'animale e l'uomo che, a differenza dell'animale, non può fare a meno di percorrere lo spazio fra la natura e la sua trasfigurazione. Diventa così evidente ciò che la nostra storia ha sempre saputo e taciuto, e cioè che anche nelle cose d'amore l'uomo ama solo la sua creazione, quindi non la natura, ma quella natura coltivata che siamo soliti chiamare "cultura".
Umberto Galimberti, Le cose dell'Amore 

giovedì 10 luglio 2014

Non sappiamo cosa sia l'amore.

Nell'amore l'amante e l'amato si sentono reciprocamente "destinati", mossi cioè da una forza che, da una parte, li separa e li governa e, dall'altra parte, quanto di più specifico compete all'uno e all'altro. Il "destino si sa è bifronte: da un lato appare come forma cosmica, dall'altro è quanto di più singolare ci riguarda, quel che appunto ci rende "singoli", inconfondibili, in un certo senso "soli".
Si dirà: un sentimento non garantisce nulla, un sentimento può anche ingannare. Così è infatti. Un sentimento non ha alcuna realtà al di fuori della psiche che lo sperimenta, dunque nessuna garanzia ontologica. E' un evento, non una rex, una cosa. Si radica in sé stesso. Per quanto può apparire effimero come una falena o immortale come un dio. Non sappiamo cosa sia l'amore. Sappiamo sole che "abitandolo" l'amante si sento destinato all'amato e questo a quello. E allora, per questo sentimento che non ha radici al di fuori di sé stesso, si attua quel "miracolo" del tutto inesplorabile dell'"entusiasmo amoroso", in cui, dice Jaspers: "La singola persona finita diventa l'uno e l'assoluto". [...]
l'"Io" e il "Tu", avvertono di muoversi, anzi di "essere mossi" l'uno verso l'altro da distanze cosmiche, da tempi mitici inimmaginabili. L'esser convenuti da spazi ed ere incommensurabili in un unico, definitissimo punto procura la ferrea vertigine che afferra i pellegrini dell'assoluto, non importa se si tratta di mistici o di amanti. Dall'altra parte i primi hanno sempre impiegato il linguaggio dei secondi. Ognuno, infatti, nell'amore, è assoluto per l'altro.
Mario Trevi, Sesso, erotica amore: una possibile geometria.