martedì 3 settembre 2013

Simpatia: unione quale vi è fra gli astri.


Tutto ciò che partecipa un elemento comune tende a quello di eguale natura. Tutto ciò che è terroso inclina alla terra, ogni liquido tende a confluire con gli altri, e così pure l'aeriforme, tanto che per impedirlo si deve ricorrere a uno sbarramento forzato. il fuoco, per via dell'elemento igneo, tende verso l'alto, e quaggiù è così pronto ad unirsi con ogni fuoco, che qualunque materiale solo un po' più secco è facilmente infiammabile per la minor presenza, in ciò che lo compone, di materiali che ostacolino la combustione. E quindi ogni essere partecipe della comune natura razionale tende, allo stesso modo o anche più, a ciò che ha la stessa natura; infatti,quanto più emerge sul resto, tanto più è pronto a mescolarsi e fondersi con ciò che appartiene allasua specie. Fra gli esseri irrazionali si giunse sùbito a sciami, mandrie, nidiate, a forme d'amore; infatti,qui già v'erano delle anime e già si trovava la spinta - intensa perché attiva in un essere superiore - all'aggregazione, quale non si trova in piante pietre o legna. Tra gli esseri razioni si giunse a organismi politici, famiglie, amicizie, riunioni, e, in guerra, a trattati e tregue. E tra gli esseri superiori, benché distanti tra loro, venne in un certo modo a formarsi un'unione, quale vi è fra li astri. Così, la spinta a elevarsi verso ciò che è superiore può produrre una simpatia anche tra esseri separati. Osserva, dunque, ciò che accade ora: solo gli esseri razionali, ora, hanno dimenticato l'inclinazione e la convergenza reciproca, e solo qui non si vede più il confluire in un unico corso. E tuttavia, sebbene fuggano l'uno dall'altro, vengono presi e accerchiati: la natura è più forte. E se presti attenzione capirai quello che intendo dire: si farebbe prima a trovare qualcosa di terroso senza collegamento con nulla di terroso piuttosto di un uomo del tutto avulso da un altro uomo.

MARCO AURELIO,  A sé stesso, Libro IX, 9