venerdì 22 febbraio 2013

Paradiso.

[...] torniamo alla condizione del paradiso, quando non esisteva ancora il pensiero del bene e del male. Non è una cosa che si oda spesso dai pulpiti. Una delle grandi sfide della vita è dire sì alla persona al gesto o alla situazione che nella tua mente sono più abominevoli. [...] Ci sono due aspetti della questione, da una parte il tuo giudizio come individuo che agisce, dall'altra il tuo giudizio come osservatore metafisico. Non puoi sostenere che in assoluto non dovrebbero esistere serpenti velenosi o cose del genere. Ma nel mondo dell'azione se vedi un serpente velenoso che sta per mordere qualcuno, lo uccidi. Non si tratta di dire no al serpente in quanto tale, ma a quella situazione specifica. [...] Esistono certe regole in questo gioco divino. Quando qualcuno si affida alla tua clemenza gli devi concedere la grazia. [...] Bisogna dire sì al miracolo della vita così com'è, e non a condizione che segua le tue regole. Altrimenti non avrai mai accesso alla dimensione metafisica. [...] la strada è dire sì [...] a tutte le cose [...] chi siamo noi per giudicare. [...] L'eternità è la dimensione del qui e dell'ora che viene esclusa dal pensiero che si muove entro i termini temporali. Se non la otterremo qui dove ci troviamo non la otterremo in nessun altro luogo. Il problema del paradiso è che vivrai così piacevolmente che all'eternità nemmeno ci penserai. Proverai la delizia senza fine della visione beatificante di Dio. Ma l'esperienza dell'eternità qui e ora, in tutte le cose, sia nel bene che nel male, è il senso della vita.
Joseph Campbell