venerdì 7 dicembre 2012

Memoria. Il Mito dell'Analisi.


Freud iniziò la sua cura con le parole chiedendo ai suoi pazienti di seguire una sola regola basilare: lasciare che la loro anima parlasse senza inibizioni. Quando essi si abbandonavano il controllo volontario e l'intelligibilità della comprensione, le loro associazioni li conducevano nella memoria. L'analisi inizia con l'esplorazione della memoria e la sua analisi nel discorso.
I ricordi che Freud metteva assieme con la sua cura delle parole sembrarono all'inizio pure e semplici reminiscenze. La memoria appariva semplicemente come un ricettacolo di eventi passati - innanzitutto eventi infantili traumatici - ma a un esame più attento questi eventi si rivelarono non fatti concreti ma fantasie. Nel mondo non erano mai accaduti, tuttavia accadevano nella memoria. La quale, perciò, non poteva essere così semplicemente come sembrava. Non era soltanto il magazzino di ciò che era accaduto. Possedeva anche un aspetto di fantasia che influiva su presente e futuro. A cose che non erano mai esistite ed eventi che non si erano mai verificati la memoria poteva conferire qualità di ricordo, la sensazione che fossero esistiti, accaduti. Era come rievocare un ricordo: queste cose e questi event ci erano familiari. La memoria, quindi, non sentiva affatto la limitazione del tempo e dello spazio; appariva del tutto indipendente da queste categorie del mondo esterno.
La memoria che Freud scoprì somiglia molto alla  memoria di Agostino, anch'essa non ristretta al passato e agli eventi personali. E il metodo con cui Freud scoprì o riscopre la memoria procede in larga misura alla maniera di Platone: inizia dagli eventi concretamente reali e presenti per andare verso ricordi che si estendono molto al di là della vita dell'individuo nel suo aspetto personale. 
( James Hillman -  IL MITO DELL'ANALISI)

1 commento:

  1. Ciao Cara Marina,
    vedi quello che i (psichici) ancora non possono capire, è che spesso i ricordi fanno parte di una natura che a volte, anche se si mostra e si manifesta patologica dal nostro punto di osservazione, in stati di coscienza alterata/modificata a volte (e definite e rilegate per non ancora conoscenza a quell'aspetto immaginativo del fantasticare) è dovuto anche ad una deframmentazione, sia su questo stesso piano come anche su altri piani di coscienza. (qualcuno le ha definite, “le sette manifestazioni del drago”) E' TANTO IL CONDIZIONAMENTO ED IL LAVAGGIO DEL CERVELLO OPERANTE PER INNUMEREVOLI SECOLI, CHE QUASI E' IMPOSSIBILE CONCEPIRE PER L'ESSERE UMANO CHE L'ESSERE SPIRITUALE SPESSO PER UN PARTICOLARE FINE ESPERENZIALE/EVOLUTIVO DEVE FRAMMENTARSI E SPESSO MOSTRARSI ANCHE DEFICITARIO SU UN PIANO, MENTRE UNA SUA INCARNATA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA E' OPERATIVA SU UN ALTRO PIANO O SULLO STESSO PIANO. E' come dire che se uno dovesse discendere nel centro infuocato della terrà, man man che si avvicina al nucleo di fuoco, che comporta affrontare temperature sempre più elevate, per forza di causa, deve adattarsi alle leggi del piano di confronto/coscienza. E' come dire che deve indossare gusci di protezione sempre più pesanti che certamente spesso non sono l'espressione di vera bellezza..... E' anche vero che ci sono equilibri da raggiungere e da mantenere in tutto questo nostro universo, ma ci sono vie conoscitive assai oscure (tanto sono impensabili) all'umano comune sentire..... Se ipotizziamo che un essere assai evoluto, per uno scopo preciso, risolutivo o di aiuto, dovesse scendere dal suo normale piano vibrazionale, che ipotesi supponiamo si trova collegato all'apice di un grattacelo di 3000 piani, se lo scopo lo deve portare a scendere al primo primo piano.... visto che tutta quell'energia non è contenibile in un unico piccolissimo vaso, sarà costretto a deframmentare la sua energia su ogni piano, magari mostrandosi inefficiente su un piano....

    Poi, se si vuol indagare, particolari ricordi di memoria sono stati anche mappate e soprattutto verificate con tante tecniche sia meditative, che induttive, tipo l'ipnosi regressiva, o l'uso di sostanze allucinogene controllate in laboratorio.

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