martedì 25 dicembre 2012

Niente paura: la sofferenza è il mezzo per accedere al senso.

Uno dei personaggi del Gioco delle perle di vetro di Hesse che vent'anni prima si era rivolto a un saggio per interrogarlo sul suo destino, domanda infine a questi il motivo per cui non avesse voluto svelargli subito gli eventi della sua vita. Il saggio replica che allora la sua risposta non avrebbe potuto essere capita,  perché solo dopo che un insieme di eventi si fossero verificati la risposta poteva acquistare un senso. Lo stesso vale anche per noi: l'elaborazione della sofferenza psichica è l'unico modo per poter accedere al senso.
ALDO CAROTENUTO