venerdì 30 marzo 2012

Tetragono



[...] avvegna ch'io mi senta / ben tetragono ai colpi di ventura.
(Dante, Par XVII, 23 24) 

giovedì 29 marzo 2012

Vizio - Alexander Pope


Vice is a monster of such frightful mien,
As to be hated needs but to be seen;
But seen too oft, familiar with its face,
We first endure, then pity, then embrace.
(Alexander Pope)

"Il vizio è un mostro di così spaventoso aspetto, che per prenderlo in odio basta vederlo; ma vedendolo troppo spesso, abituati alla sua faccia, prima si tollera, poi se ne prova pietà, e infine lo si abbraccia."

martedì 27 marzo 2012

Ombra e Essere - Sovrumano e Umano

[...] gradatamente, prende forma una figura distinta, un'ombra colossale, parzialmente umana ma smisuratamente superiore alla statura umana, vaga torbida, quasi informe. La luce del cratere, che pareva come ritrarsi da questa ombra o apparizione, illumina in pieno un'altra forma, che le sta vicino, tranquilla, immobile; ed è probabilmente il contrasto tra queste due cose tra l'ombra e l'essere, che gli fa notare la differenza fra i due: il Sovrumano e l'Uomo. Solo per un attimo, anzi, per una decima parte di un attimo, questa visione gli è concessa. Un secondo sbocco di vapore sulfureo del vulcano copre la montagna ancor più rapidamente del primo; e vuoi per la natura dell'esalazione, vuoi per l'eccesso di paura, Glyndon, dopo un affannoso tentativo di respirare, cade al suolo privo di sensi.
(Edward Bulwer Lytton - ZANONI)


mercoledì 21 marzo 2012

Carl Gustav Jung: "Tutto ciò che vive aspira all'eternità."

I miti sono la primissima forma della scienza. Così, quando parlo di cose dopo la morte, ne parlo sollecitato da un impulso interno e non posso andare oltre il racconto dei sogni e miti relativi a questo argomento. Naturalmente uno può contestare che i miti e i sogni riguardanti la continuità della vita dopo la morte sono semplicemente fantasie di compensazione, inerenti alla nostra natura: tutto ciò che vive aspira all'eternità. Non ho altro argomento da opporre se non il mito stesso.

venerdì 16 marzo 2012

maamar o memrà: parola di Dio, o discorso di Dio, rappresentato antropomorficamente.

Michelangelo, particolare della cappella Sistina, Ezecchiele

La Bibbia nel I capitolo della Genesi descrive l'opera della creazione attribuendola a uno strumento divino, il meno materiale possibile, quale è la parola, il verbo, il maamar, il memrà, il davar. La tendenza dell'ebraismo di evitare ogni forma antropomorfica nel rappresentare la divinità e di spogliare l'idea di Dio di ogni attributo materiale anche in questa immagine del verbo con cui fu creato il mondo. Il maamar è analogo al Logos greco di Eraclito e di Filone, ma mentre il Logos è per il primo i significato del mondo e per il secondo l'intelletto del mondo e per ambedue una emanazione della divinità, Dio non ebbe bisogno di "fare" il mondo, gli bastò dire una parola e tutto nacque col verbo. Nella traduzione aramaica della Bibbia al nome di Dio è sostituito il vocabolo memrà o dibburà (la parola o il discorso di Dio) ogni qualvolta la divinità è rappresentata in modo antropomorfico, e ogni qualvolta direttamente o per mezzo dei profeti Dio agisce nel mondo.

Michelangelo, particolare della Cappella Sistina, Isaia

martedì 13 marzo 2012

Sembra difficile farci entrare in testa che da un altrove possono arrivarci messaggi importanti per la nostra vita [...] si trovano codificati soprattutto negli eventi dolorosi, patologizzati, che forse sono rimasti l'unico modo in cui gli dèi possono svegliarci. (James Hillman)


Il vecchio gigante Skrymir si sdraiò a dormire sotto una grande vecchia quercia. Arrivò Thor e gli diede un colpo in testa con il suo martello. Skrymir si svegliò, pensando che gli doveva essere caduta sulla testa una foglia. Si riaddormentò e riprese a russare da far paura. Thor lo colpì di nuovo, più forte; di nuovo il gigante si svegliò, chiedendosi se non gli fosse caduta sulla testa una ghianda. E si riaddormentò. Thor gli assestò un colpo ancora più forte con il martello divino, ma il gigante, risvegliandosi dal sogno disse - Ci devono essere degli uccelli in cima all'albero; dev'essermi caduta sulla testa una loro cacca. -

I giganti sono notoriamente ottusi. Skrymir è il nostro letteralista, il nostro riduzionista, che proprio non ci arriva. Nelle fiabe al gigante è contrapposto l'animale astuto, l'elfo o lo gnomo, la fanciulla scaltra o il piccolo sarto. Costoro non scambierebbero mai una ghianda per una foglia o una cacca di uccello. Essi capiscono al volo le metafore, mentre il gigante sa pensare soltanto secondo lo schema [...]  Il gigante della psiche è un altro modo di chiamare la caverna platonica dell'ignoranza, e non è un caso se Ulisse incontra Polifemo, il gigante con un occhio solo, che prende alla lettera il gioco di parole di Ulisse e in tal modo viene ingannato.    
(James Hillman, IL Codice dell'Anima)

lunedì 12 marzo 2012

Sapienza e telepatia.


Poiché sono sapienti, il pensiero può incontrare il pensiero e lo spirito lo spirito, anche quando l'oceano separi i corpi. La morte stessa non separa il saggio dal saggio. Tu puoi incontrare Platone quando i tuoi occhi si inumidiscono sul Fedone.
Edward Bulwer Lytton

domenica 11 marzo 2012

Carl Gustav Jung sul "DOPPIO".


La mia tristezza e il mio furore stavano per diventare insopportabili, quando accadde qualche cosa che già altre volte avevo osservato in me stesso: ci fu un improvviso silenzio interiore, come se una porta si fosse ermeticamente chiusa su una stanza rumorosa. 
[...] Alla luce di queste riflessioni sine ira et studio, fui colpito dall'analogia con l'analogia con quell'altra serie di idee che così prepotentemente si erano impadronite di me quando non volevo concepire quel pensiero proibito. Sebbene allora non scorgessi la differenza tra la mia personalità n. 1 e la n. 2, e ritenessi ancora che il mondo di quest'ultima fosse il mio; c'era sempre, nel mio intimo, la sensazione della presenza di qualche cosa di diverso da me stesso; come un soffio che spirasse dal grande mondo delle stelle e dello spazio infinito, o come uno spirito invisibile - lo spirito di qualcuno scomparso da molto tempo, eppure eternamente presente, fin nel lontano futuro. Pensieri di tal sorta erano circondati da un'aureola luminosa.
Naturalmente all'epoca non mi sarei mai espresso così, ma non per questo attribuisco adesso al mio stato di coscienza qualcosa che non vi fosse allora: sto solo cercando di esprimere i sentimenti che provavo e di far luce su quel mondo crepuscolare con l'aiuto delle mie conoscenze attuali.
[...] Gli uomini erano simili agli animali e sembravano ignari come loro: guardavano la terra e gli alberi, per vedere quale uso si potesse farne, e a quali scopi; come glia animali si univano in branchi, si accoppiavano, lottavano, ma non si rendevano conto di abitare in un mondo unitario, nel mondo di Dio, in una unità dove tutto era già nato e tutto era già morto.
(Ricordi, Sogni, Riflessioni)

venerdì 9 marzo 2012

Ispirazione.

Platone, Raffaello


Accademia Platonica:
Quattro le manie che determinerebbero l'entusiasmo o  l'ispirazione degli dèi:

  1. Musicale
  2. Telestica o Mistica.
  3. Profetica.
  4. propria dell'Amore (specialmente questa può bastare a ricondurre l'anima alla sua originaria essenza divina e alla felicità.
Esiste un'intima unione fra le diverse manie e di solito l'anima si va sublimando con la sopracitata successione fino all'entusiasmo dell'Amore. (Edward Bulwer Lytton)

Accademia Neoplatonica: 
Quattro le follie necessarie per trascendere l'io, quattro figure interiori associate alla coscienza non razionale:

  1. Poeta.
  2. Sacerdote.
  3. Profeta.
  4. Amante. 
L'anima è tutta piena di discordia e dissonanza; quindi per prima cosa è necessaria la follia poetica, che attraverso i toni musicali risvegli ciò che è intorpidito, attraverso la dolcezza dell'armonia plachi ciò che è turbato, e infine attraverso la consonanza delle cose diverse cacci la dissonante discordia e temperi le varie parti dell'anima. (Marsilio Ficino - In convivium)


Il daimon suggerì a Socrate di dedicare più tempo alla musica.

martedì 6 marzo 2012

POTERE DI FERMARTI

Tu ti puoi spingere
indietro per un ruscello di luce al cielo.
E indietro nella storia sul corso del tempo.
E questa rapidità ti fu data
non per affrettarti
né soprattutto per
andartene
dove vuoi.
Ma perché nella smania di spendersi del tutto
a te spetti invece il potere
di fermarti.

Robert Frost in Elemire Zolla - La nube del telaio


venerdì 2 marzo 2012

STELLE



Tornano in alto ad ardere le favole.

Cadranno colle foglie al primo vento.        

Ma venga un altro soffio,
Ritornerà scintillamento nuovo.

(Giuseppe Ungaretti, 1927)


giovedì 1 marzo 2012

L'anima non prospera nella falsità.


Nel mondo invisibile l'ipocrisia è impossibile, colà le anime appaiono quali sono nella realtà: esse si manifestano fatalmente, nella forma e nel colore della loro essenza: tenebrose e orride, se cattive; raggianti e belle, se buone. Tale è la dottrina esposta da Paolo nell'epistola a i Corinzi: egli dice formalmente: "Vi è un corpo animale e vi è un corpo spirituale."*
Edoardo Shuré


*Ai Cor., XV, 39-46