lunedì 30 maggio 2011

Elevazione spirituale: diverso orientamento del pensiero.



La metafora dell'elevazione spirituale corrisponde a questo fatto. Se cammino sul fianco di una montagna posso vedere prima un lago, poi, dopo qualche passo un bosco. Bisogna scegliere il lago o il bosco; se voglio vedere insieme lago e bosco, debbo salire più in alto.
Però, la montagna non esiste. E' fatta di aria. Non si può salire: bisogna essere sollevati in alto.
Non ho in me il principio ascensionale. Non posso arrampicarmi nell'aria fino in cielo. Solo orientando il mio pensiero verso qualcosa di migliore di me, questo qualcosa mi trae verso l'alto. 
[...]Questo effetto dell'orientazione del pensiero non è affatto paragonabile alla suggestione. Se io mi dico ogni mattina: "Io sono coraggiosa, io non ho paura", posso diventare coraggiosa; ma di un coraggio che sarà conforme a ciò che nella mia attuale imperfezione mi rappresento con quel nome e che, quindi, non andrà oltre quella imperfezione. Sarà una modificazione sul medesimo piano, non una mutazione di piano.
La contraddizione è il criterio. Non è possibile procurare cose incomparabili con la suggestione. Solo la grazia lo può. Un essere tenero che diventa coraggioso per suggestione si indurisce, non di rado si amputa anche della sua tenerezza con una specie di selvaggio piacere. Solo la grazia può dare il coraggio lasciando intatta la tenerezza o dando la tenerezza lasciando intatto il coraggio.
(Simone Weil, L'ombra e la grazia)

venerdì 27 maggio 2011

Strumenti della Sapienza Divina... lasciarsi ispirare nelle opere.

Cristo raccomandò ai suoi discepoli di non preoccuparsi di ciò che avrebbero detto davanti ai grandi e ai potenti prima del tempo, affinché si rimettessero a lui solo e non facessero affidamento sulla loro sapienza.
(Erasmo, Elogio della Follia)


lunedì 23 maggio 2011

Tempo siderale...

Qualcuno che passi di qua sa dirmi cosa sia il Tempo Siderale... tempo delle stelle lo so anche io ma in senso più specifico. Grazie.

Marina


martedì 17 maggio 2011

... è la psiche o la ragione che aggiusta quel che ci fa male "comodo"?

... e più passa il tempo e più mi persuado che sia di una difficoltà massima ammettere i propri errori e quelli altrui: semplicemente, guardare in faccia la realtà, pur non giudicando sé stessi né il prossimo ma unicamente limitandosi ad osservare, anche se ciò fa tanto male all'amor proprio. Altrimenti perché, nonostante i tanti discorsi a caldo e le prese di coscienza, dopo un po', riparlandone a freddo, le persone sembrano aver dimenticato o semplicemente non voler ricordare... e negano!
Allora, è  la psiche o la ragione aggiusta?

domenica 15 maggio 2011

Animus Anima

"L'anima, se dovrà conoscer sé stessa, dovrà volgere in un altra anima. "
(Platone, Alcibiade)

"Così dunque, anch'io diventai un sognatore con un'unica aspirazione, l'aspirazione alla saggezza, a quel tocco dello spirito che avrebbe dovuto aprirmi gli occhi e permettermi di vedere.
Eppure, abbastanza stranamente, avvenne che quando mi pareva di avere ben poco interesse per le cose del mondo - e soprattutto per le donne - le cose del mondo ritornarono nella forma della Donna Inevitabile. Probabilmente così doveva essere, perché non è forse scritto che un uomo può vivere solo di sé stesso, o perdersi nell'osservare e nutrire l'evoluzione della sua anima?"
(Rider Haggard, La Principessa Splendente)

venerdì 13 maggio 2011

Amor Fati e obbedienza...

William Blake

L'obbedienza è la virtù suprema. Amare la necessità. [...] Ogni creatura giunta alla perfetta obbedienza costituisce un modo singolare, unico, insostituibile di presenza, di conoscenza e di operazione di Dio nel mondo.
(Simone Weil, L'ombra e la grazia)

martedì 10 maggio 2011

"Quali che siano i vostri sogni, quali che siano le vostre possibilità, cominciate... Nell'audacia c'è genio, forza e magia"



Accogliete le ore che gli astri accordano!
Una parola magica vincoli la Ragione
e invece ampia e libera divaghi
sovrana e temeraria Fantasia.
Ora vedano gli occhi quello che avete osato
desiderare. E' impossibile dunque credibile.

(Goethe) 

lunedì 9 maggio 2011

Mito della Caverna

[...] il numero degli uomini che si discostano nel loro agire dalla massa è assai esiguo.
Ci aiuta Platone a descriverli con il mito della caverna. 
Alcuni uomini si trovano rinchiusi in un antro, nel quale vedono solo le ombre delle cose. Uno di essi è riuscito a salvarsi dandosi alla fuga. Torna nella caverna e racconta di avere visto le cose nella loro realtà. Dice loro che si sbagliano se credano che esistano solo quelle misere ombre. Il saggio ha compassione della stoltezza dei compagni in errore. Essi però ridono di lui, gli danno a loro volta del pazzo e lo respingono.
Il popolo dunque è attratto solo da ciò che è materiale e non crede che esista qualcosa d'altro. Gli uomini pii invece disprezzano tutto ciò che ha a che fare con il corpo e sono affascinati da ciò che è invisibile. I primi tendono ad accumulare ricchezze, poiché ciò che conta per loro sono i piaceri della vita. Essi relegano l'anima all'ultimo posto, ammesso che credano che l'uomo abbia un'anima, dato che non si vede! Gli altri tendono invece direttamente a Dio, l'essere supremo; e attraverso Dio vedono nella loro anima.
(Erasmo, Elogio della Follia) 


mercoledì 4 maggio 2011

Ecate, dea triforme...

William Blake


Tu che età non tocca, eterna
Dea che hai tre nomi e tre forme*
nella sventura del mio popolo ti invoco,
Diana, Luna, Ecate!
Tu che dilati i cuori profonda e pensosa,
Tu che quieta riluci violenta e occulta,
abisso orrendo apri le tue ombre,
senza magia si riveli il tuo antico potere!

(Faust, Goethe, II Parte, 7901-7909)


*Ecate è Luna in cielo, Diana in terra, Proserpina (Kore) agli Inferi. E' triforme, perché nascente, piena e decrescente.

martedì 3 maggio 2011

"Che ci piaccia o no... siamo noi la causa di noi stessi.
Nascendo in questo mondo cadiamo nell'illusione dei sensi
e dimentichiamo che siamo Divini,
che possiamo cambiare il corso degli eventi"

Giordano Bruno

Amor Fati e Rinuncia al Tempo...

Quando il dolore e lo sfinimento giungono al punto di far nascere nell'anima il senso della perpetuità, contemplando questa perpetuità con accettazione e amore si viene strappati fino all'eternità.
(Simone Weil)
Dalì

domenica 1 maggio 2011

Sventura ed emarginazione.

So che quando una commedia è troppo lunga gli spettatori si stancano. La mia tragedia è durata fin troppo a lungo; il suo culmine è già stato superato; la sua fine è ignobile; e sono perfettamente consapevole che quando la sua fine arriverà, io tornerò come un ospite gradito a un mondo che non mi desidera.
(Oscar Wilde, da una lettera a Robert Ross dal carcere di Reading)



Una sventura troppo grande mette un essere umano al di sotto della pietà.
(Simone Weil, L'ombra e la Grazia)