lunedì 11 aprile 2011

La beatitudine eterna è lo stato in cui guardare è mangiare.


Il grande dolore dell'uomo, che comincia con l'infanzia e prosegue fino alla morte, è che guardare e mangiare sono due operazioni differenti. La beatitudine eterna è lo stato in cui guardare è mangiare.
Ciò che si guarda quaggiù non è reale, è uno scenario. Ciò che si mangia è distrutto, ma non è più reale. Il peccato ha prodotto in noi questa separazione. 
(Simone Weil, L'Ombra e la Grazia)

6 commenti:

  1. Ho sempre pensato di poter essere una proiezione in negativo, e che il vero nutrimento fosse la contemplazione.

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  2. Ciao Carissima Preziosa Marina
    Ho sempre pensato di essere me stesso quando in sintonia il cuore vibra anche fuori..... La beatitudine eterna è quando si raggiunge consapevolmente la coscienza Cristica o di Krishina (che è la stessa cosa perché è la stessa maestosa entità cosmica che ha avuto tanti nomi in ogni tempo), prima di questa meta, si vive solo nell'illusione dei sensi e di una mente trasduttrice che facilmente si fa corrompere da tantissime induttanze esterne. La trascendenza si raggiunge con la via pratica, con lo Yoga o con il servizio verso gli altri e assai poco con dogmatico razionale materialistico pensiero speculativo...

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  3. So, infine
    Che mai saprò di me
    Finche dura quest’ora
    Quel che mai potrò essere
    Lascio che il cuore doni quello che sento
    Anche se io non sento il canto del mio cuore
    Condannato a trovare me stesso
    Il viandante
    un abbraccio Volponeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!

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  4. Anonimo,
    è molto bella la tua riflessione (anche se non sempre siamo negativi, siamo quel che siamo). Ma non so chi sei... Baci.

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  5. Ho sempre pensato di essere me stesso quando in sintonia il cuore vibra anche fuori... grazie raf.

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  6. Ciao rosario, come sei "de profundis" sei troppo forte. Ciao!

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Sii educato,grazie e benvenuto.