domenica 12 dicembre 2010

INCONSCIO e MAGIA... "Tra le volate di un fumo di resina, m'apparvero strane figure, che sembravano essere fatte della sostanza stessa dei miei sogni..."


[...] mi avevano messo in contatto con un gruppetto di sapienti seriamente dediti allo studio delle arti magiche. Ogni secolo ha le sue audacie: gli spiriti migliori del nostro, stanchi di una filosofia che si degrada sempre più al livello di declamazione scolastica, si compiacciono di tentare quelle frontiere vietate all'uomo. A Tiro, Filone di Biblo mi aveva rivelato alcuni segreti dell'antica magia fenicia: mi seguì ad Antiochia. Ivi, della teoria di Platone sulla natura dell'anima, Noumenio dava un'interpretazione che restava cauta, ma che avrebbe portato lontano uno spirito più ardito del suo. I suoi discepoli invocavano i demoni: un gioco come un altro. Tra le volate di un fumo di resina, m'apparvero strane figure, che sembravano essere fatte della sostanza stessa dei miei sogni; oscillarono, e si dileguarono, lasciandomi solo la vaga sensazione d'una somiglianza con un viso vivo e a me noto.  Ripresi gli studi di anatomia [...] mi aveva riafferrato la curiosità di quelle zone intermedie dove l'anima e la carne si confondono, dove il sogno si adegua alla realtà, e a volte la previene, dove la vita e la morte si scambiano attributi e sembianze. [...] tentai d'individuare la sede dell'anima, di scoprire i legami che la saldano al corpo, di misurare il tempo che le occorre per distaccarsene. [...] Se le anime possiedono una loro identità propria, allora possono scambiarsi, andare da un essere all'altro, come la parte d'un frutto, come il sorso di vino che due amanti si passano in un bacio? Non v'è sapiente che su queste cose non muti opinione venti volte ogni anno; in me, lo scetticismo era in conflitto con l'ansia di sapere, e l'entusiasmo con l'ironia. M'ero convinto che la nostra intelligenza non lascia filtrare fino a noi che uno scarso residuo dei fatti, e mi interessavo sempre più al mondo oscuro delle sensazioni, quella nera notte dove folgorano e turbinano soli accecanti. [...] s'erano aperte strane porte.
(Memorie di Adriano, Saeculum Areum, M. Yourcenar)

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