mercoledì 29 dicembre 2010

Buon Anno Anime Incarnate...

puoi decifrarlo solo tu.

BUON ANNO!

marinariannachiara

Voglio concludere l'anno con la profondissima analisi di Carl Gustav Jung riguardo al cammino verso la consapevolezza dell'essere...ossia, circa il processo d'integrazione fra conscio e inconscio e il ruolo di Anima e della Coscienza in ciò.


"Ciò che importa veramente è saper distinguere tra la coscienza e i contenuti dell'inconscio. Ben più difficile, invece, è saper accettare il fatto stesso dell'autonomia dell'inconscio. Eppure, è proprio in questa accettazione che consiste la possibilità di dominarlo. Le ambiguità dell'anima - messaggero dell'inconscio - possono letteralmente annientare un uomo. [...] L'anima con i suoi messaggi può facilmente indurre un uomo a credere, ad esempio, d'essere un artista incompreso e di avere per questo diritto di trascurare la realtà grazie alla sua cosiddetta natura artistica.[...]
Alla resa dei conti il fattore decisivo è sempre la coscienza che è capace di intendere le manifestazioni dell'inconscio e prendere posizione di fronte ad esse.
Ma l'anima ha anche un aspetto positivo. E' lei che comunica le immagini dell'inconscio alla coscienza. Per decenni mi sono rivolto all'anima quando ho sentito che il mio comportamento emotivo era turbato e mi sentivo inquieto. Allora voleva dire che c'era qualcosa nell'inconscio e quindi chiedevo all'anima - Che c'è di nuovo adesso? Cosa vedi? Vorrei saperlo! - Dopo qualche resistenza regolarmente produceva un'immagine, e non appena questa compariva il senso di inquietudine e oppressione svaniva. Tutta l'energia delle mie emozioni si tramutava in curiosità e interesse per l'immagine, quindi ne parlavo con l'anima, poiché dovevo cercare d'intendere l'immagine come meglio potevo, proprio come nei sogni. Oggi non ho più bisogno di questi colloqui con l'anima perché non ho più tali emozioni, ma se ne avessi le tratterei allo stesso modo. Oggi ho diretta coscienza delle idee dell'anima perché ho imparato ad accogliere i contenuti dell'inconscio e a capirli. So come devo comportarmi verso le immagini interne; posso leggerne il significato direttamente nei miei sogni, e perciò non ho più bisogno di un intermediario.
[...] Mi resi conto che il linguaggio, per quanto accurato sia, non può sostituire la vita. Se cerca di sostituirlo, non solo la vita perde vigore, ma s'impoverisce esso stesso. Per liberarsi dalla tirannia degli impulsi dell'inconscio bisogna adempiere sia i propri obblighi intellettuali che quelli morali."
Tratto da "Ricordi, Sogni, Riflessioni"

martedì 28 dicembre 2010

Imparare a vedere col cuore e non con gli occhi...


State attenti all'aspetto esteriore delle persone che s'incontrano. Quelle più pericolose sovente indossano il packaging più allettante: sono eccitanti, divertenti, impulsive, azzardano e vivono sul filo del rasoio. Questi tratti esteriori accecano gli occhi del vostro cuore, e voi non vedete il pericolo. Perciò, imparate a guardare con il cuore, non con gli occhi.
(B. Weiss)

"Non sono più abbastanza giovane per sapere tutto." (Oscar Wilde)





C'è una storia famosa in cui una madre entra nella stanza dei figli, e trova quello di quattro anni aggrappato alle sbarre del lettino del fratellino più piccolo - Devi raccontarmi del cielo e di Dio - il bambino implora il fratellino - Sto iniziando a dimenticare! -

domenica 26 dicembre 2010

Il pregare ad inizio e fine d'ogni giornata è parte integrante della consapevolezza.


Bisogna pregare e offrire sacrifici al Divino e al mondo invisibile. Magari, il nostro destino fosse solo nelle nostre mani, l'esito delle nostre giornate dipendesse esclusivamente dalla nostra buona volontà... purtroppo o per fortuna, non è così.

[...] in realtà, dovremmo imparare a trascendere il nostro ego.


[...] La psicoanalisi è essenzialmente non spirituale [...] Jung era un indipendente era in anticipo sul suo tempo. Comprese il misterioso, lo spirituale, il soprannaturale ma era circondato da scalpellini di Freud [...]
B. Weiss

sabato 25 dicembre 2010

Che la Luce porti la pace, il conforto e l'amore nelle Vostre vite... BUON NATALE A TUTTI.


Più ignoranza c'è, meno luce c'è. Il male è una profonda ignoranza ed un'assenza quasi totale di luce.

mercoledì 22 dicembre 2010

Acrostico per la piccola AURORA...



Alta, splende di propria luce
Una Stella nel cielo, e
Riflessi argentei
Orlano di vaghezze i contorni della Luna.
Radiosità all’orizzonte
Annunciano il sorgere del Sole, e la tua nuova vita.

Storiella su : "Aiutati che Dio ti aiuta..."


C'è una storiella su un uomo devoto e pio la cui vita era messa in pericolo da un'inondazione. Le acque stavano salendo rapidamente, l'uomo era costretto a rifugiarsi sul tetto di casa sua, ma il livello dell'acqua continuava ad aumentare.
Alla fine venne a salvarlo una barca della polizia. "Sali a bordo!" urlò il poliziotto.
"No" rispose l'uomo "Ho vissuto tutta la mia vita come uomo devoto e caritatevole. Dio mi proteggerà."
"Non essere sciocco" replicò il poliziotto "Sali sulla barca. Le acque continueranno a crescere e tu corri un grande pericolo!"
L'uomo continuò a rifiutare e la barca se ne andò.
Il livello della piena in realtà continuava ad aumentare. La barca di salvataggio ritornò altre due volte, l'uomo rifiutò di salire a bordo.
Presto l'alluvione sommerse l'intera casa, compreso il tetto, e lui annegò.
In cielo incontrò Dio. Furioso perché non lo aveva salvato, l'uomo si lagnava ad alta voce.
"Ti sono stato devoto per tutta la vita. Ho osservato tutti i comandamenti. Ho elargito grandi somme in beneficenza, e l'unica volta che ho chiesto io qualcosa, tu mi hai abbandonato!"
"Ma ti ho mandato la barca tre volte" rispose Dio "Perché non ci sei salito?"

martedì 21 dicembre 2010

I semi della violenza...


Nel sistema educativo degli Hopi, popolazione Amerindia, se uno studente non conosceva la risposta a una domanda posta in classe, nessun altro alunno avrebbe alzato la mano per rispondere: era considerato scortese e incivile mettere in imbarazzo e umiliare il primo studente. Non era ritenuto importante  far colpo sull'insegnante con la propria intelligenza vivace, mentre era reputato barbarico progredire alle spese dei propri compagni.
Nelle scuole moderne del nostro mondo occidentale "civilizzato", naturalmente, ci sarebbe un mare di mani alzate per approfittare dello sfortunato scolaro che non conosce la risposta. Ci viene insegnato ad approfittare delle debolezze altrui, a scavalcare i nostri pari sulla via della vetta, a essere competitivi e spietati, e a sminuire completamente i sentimenti di coloro che stiamo calpestando. Dimenticata in un solo istante l'umiliazione dello studente che non sa, vediamo solo la nostra occasione per far colpo sull'insegnante.
Questi sono semi di violenza, e vengono piantati dentro di noi quando siamo molto giovani; ma possiamo risvegliarci, comprendere la natura di queste erbacce interiori ed estirparle. Questo processo richiede la consapevolezza della nostra vera natura, e non è semplice.
Brian Weiss

lunedì 20 dicembre 2010

Anima, Polisemico Mistero... MARIA ALLO

Voglio donarTi questi miei umili versi con l'augurio che il S.Natale illumini la Tua vita e quella dei Tuoi cari con la luce della speranza e della felicità promessa .

“e a quel modo | ch’e’ ditta dentro vo significando”. Far Poesia è davvero un lavoro duro .....baci anche alle bimbe! 





Anima

Sommesso balsamo effondi
lungo il patio abbandonato
di mille stagioni 
con palpiti nuovi
d' azzurri sognati
fulmineamente scordati
a ritroso di venti affilati
errori di ritmo 
Coefore impazzite
suoni sussurri accenti
consonanze assonanze
un concerto
in una lingua sconosciuta
anticamente nuova
fluttuano dentro 
fragili e possenti
ma traducono
del vivere 
il polisemico mistero

Maria Allo



Fato e libero arbitrio...di varcare la porta, perché, in definitiva, il nostro ritorno a casa è un viaggio interiore, personale.


"Me lo ha fatto fare il diavolo." Che potente proiezione! 
L'idea di non essere noi responsabili delle nostre azioni è attraente: è estremamente conveniente avere qualche forza superiore da incolpare. 
Alcune persone incolpano la sorteSebbene le nostre vite viaggino lungo percorsi predeterminati, il fato non è responsabile delle nostre azioni; noi abbiamo il dovere di assumerci la piena responsabilità per la nostra condotta negativa e dannosa, così come per il nostro comportamento positivo e amorevole. Nessun altro ci può sostituire in questo. 
Nessun demonio può nuocervi e, fondamentalmente, nessun guru vi può salvare. I guru, o la guida interiore per chi si sia messo in contatto con essa, possono insegnarci le abilità e le tecniche, possono accrescere la nostra comprensione della vita, della morte, e dei livelli spirituali e aiutarci a rimuovere paure e ostacoli; possono anche indicare l'entrata, ma siamo noi che dobbiamo varcare la porta
(Brian Weiss, Messaggi dai Maestri)

sabato 18 dicembre 2010

Esplorazione dialettica...


"DOVE IL DISCORSO COME IL VENTO CI PORTA LA' INTENDO ANDARE."
Platone

venerdì 17 dicembre 2010

Andrea Syscann e le sue piante; l'inverno e le sue sculture di ghiaccio...lo accosto a questo scritto:


Vorrei che tu venissi da me in una sera d’inverno e, stretti insieme dietro i vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo. Per gli stessi sentieri fatati passammo infatti tu ed io, con passi timidi, insieme andammo attraverso le foreste piene di lupi, e i medesimi geni ci spiavano dai ciuffi di muschio sospesi alle torri, tra svolazzare di corvi. 


Insieme, senza saperlo, di là forse guardammo entrambi verso la vita misteriosa, che ci aspettava. Ivi palpitarono in noi per la prima volta pazzi e teneri desideri. “Ti ricordi?” ci diremo l’un l’altro, stringendoci dolcemente, nella calda stanza, e tu mi sorriderai fiduciosa mentre fuori daran tetro suono le lamiere scosse dal vento. 



Ma tu – ora mi ricordo – non conosci le favole antiche dei re senza nome, degli orchi e dei giardini stregati. Mai passasti, rapita, sotto gli alberi magici che parlano con voce umana, né battesti mai alla porta del castello deserto, né camminasti nella notte verso il lume lontano lontano, né ti addormentasti sotto le stelle d’Oriente, cullata da piroga sacra. 




Dietro i vetri, nella sera d’inverno, probabilmente noi rimarremo muti, io perdendomi nelle favole morte, tu in altre cure a me ignote. Io chiederei “Ti ricordi?”, ma tu non ricorderesti.
Dino Buzzati

mercoledì 15 dicembre 2010

Il potere del linguaggio intellettivo...parole....


La gente ignora che, senza l'esplorazione dialettica di tutte le possibilità e in tutti i sensi, è impossibile che la mente, anche se incontra la verità, la conosca.
Parmenide 136 E

domenica 12 dicembre 2010

INCONSCIO e MAGIA... "Tra le volate di un fumo di resina, m'apparvero strane figure, che sembravano essere fatte della sostanza stessa dei miei sogni..."


[...] mi avevano messo in contatto con un gruppetto di sapienti seriamente dediti allo studio delle arti magiche. Ogni secolo ha le sue audacie: gli spiriti migliori del nostro, stanchi di una filosofia che si degrada sempre più al livello di declamazione scolastica, si compiacciono di tentare quelle frontiere vietate all'uomo. A Tiro, Filone di Biblo mi aveva rivelato alcuni segreti dell'antica magia fenicia: mi seguì ad Antiochia. Ivi, della teoria di Platone sulla natura dell'anima, Noumenio dava un'interpretazione che restava cauta, ma che avrebbe portato lontano uno spirito più ardito del suo. I suoi discepoli invocavano i demoni: un gioco come un altro. Tra le volate di un fumo di resina, m'apparvero strane figure, che sembravano essere fatte della sostanza stessa dei miei sogni; oscillarono, e si dileguarono, lasciandomi solo la vaga sensazione d'una somiglianza con un viso vivo e a me noto.  Ripresi gli studi di anatomia [...] mi aveva riafferrato la curiosità di quelle zone intermedie dove l'anima e la carne si confondono, dove il sogno si adegua alla realtà, e a volte la previene, dove la vita e la morte si scambiano attributi e sembianze. [...] tentai d'individuare la sede dell'anima, di scoprire i legami che la saldano al corpo, di misurare il tempo che le occorre per distaccarsene. [...] Se le anime possiedono una loro identità propria, allora possono scambiarsi, andare da un essere all'altro, come la parte d'un frutto, come il sorso di vino che due amanti si passano in un bacio? Non v'è sapiente che su queste cose non muti opinione venti volte ogni anno; in me, lo scetticismo era in conflitto con l'ansia di sapere, e l'entusiasmo con l'ironia. M'ero convinto che la nostra intelligenza non lascia filtrare fino a noi che uno scarso residuo dei fatti, e mi interessavo sempre più al mondo oscuro delle sensazioni, quella nera notte dove folgorano e turbinano soli accecanti. [...] s'erano aperte strane porte.
(Memorie di Adriano, Saeculum Areum, M. Yourcenar)

sabato 11 dicembre 2010

Rettitudine...

Se uno fa ciò che gli compete, agirà rettamente.
(Eutidemo 301 D)

giovedì 9 dicembre 2010

PAROLE di SAGGEZZA, da Platone.

In ogni luogo proclamerai, mandandolo a dire per mezzo di messaggeri e dicendolo tu ai presenti, che il piacere non è il primo bene da acquistare né il secondo, ma che il primo, in qualche modo, riguarda la misura, il misurato e conveniente, e tutto quanto di simile bisogna pensare che abbia la natura dell'eterno. Al secondo posto vengono il proporzionato e il bello, il compiuto e sufficiente, e tutto quanto appartiene alla medesima stirpe. Al terzo, poi, come afferma la mia divinazione, se tu ponessi intelligenza e pensiero, non ti allontaneresti molto dalla verità. Non porremo, dunque, quarte quelle cose che abbiamo stabilito appartenere all'anima sola - scienze, arti, opinioni dette rette -, non devono queste essere quarte dopo le prime tre, se è anche vero che sono affini al Bene più che al piacere? Quindi, dunque, quei piaceri che nella nostra definizione abbiamo posti come privi di sofferenza, chiamandoli "puri", in quanto appartengono all'anima sola, e che conseguono alcuni alle scienze, altri alle sensazioni. "Alla sesta generazione - dice Orfeo - ponete fine alla bellezza del canto"; e in effetti anche il nostro discorso rischia di rimanere fermo davanti al sesto giudizio.
Filebo 66 A.C.

lunedì 6 dicembre 2010

Questo mondo si regge sull'ipocrisia ma sentiamo cosa confessa Boris Pasternac alla poetessa Elena Blaginina...

"Non so ancora cosa mi attende. Probabilmente di quando in quando si avventeranno su di me ogni sorta di sorprese, ma qualunque cosa accada, per quanto possano essere spiacevoli o addirittura terribili, non supereranno mai la soddisfazione che mi procura il fatto di non avere ceduto all'ipocrisia e di essermi espresso completamente." 
(Tratto da AMORI, Enzo Biagi)

sabato 4 dicembre 2010

Corri...


Ogni mattina, in Africa, una gazzella si sveglia e sa che deve correre più veloce del leone, altrimenti verrà uccisa.
Ogni mattina il leone si sveglia e sa che deve correre più veloce della gazzella, altrimenti morirà di fame.
Che voi siate un leone o una gazzella non importa: non appena sorge il sole è meglio che vi mettiate a correre.

giovedì 2 dicembre 2010

The waste land


Dobbiamo pregare e operare il bene per questo nostro meraviglioso mondo che Dio tanto ama e che, eppure, è così arido e cattivo.

mercoledì 1 dicembre 2010

Archai, o griglie mitiche, fuori dal tempo... QUANDO LA MENTE LAVORA CON L'IGNOTO, DEVE IMMAGINARE.


Tre regole pratiche possono esserci di aiuto. Primo, fare attenzione al proprio linguaggio. Secondo, sentire il proprio stato d'animo. Terzo, ascoltare come risponde il mondo.
Tutte e tre le regole richiedono la consapevolezza che i problemi e le decisioni hanno un contesto archetipico che influenza la retorica del nostro pensiero, l'interiorità del nostro sentimento e gli effetti che produciamo sugli altri.
Il contesto archetipico è come un campo che tiene insieme noi, il problema o la decisione, e il mondo in una storia comune senza via d'uscita, e che i Greci chiamavano la trama o il mito che governa il destino.
I problemi e le situazione possono essere analizzati non soltanto dal punto di vista personale, in termini di persone interessate, o dal punto di vista sistemico, in termini di organizzazione, ma anche dal punto di vista archetipico, coi modelli profondi universalmente offerti dai miti.
Forse il modo più chiaro di discernere i miti nelle nostre idee è quello di rivolgersi alla futurologia, al campo dei modelli scientifici della previsione.
La futurologia è governata dagli attuali modelli di pensiero e dall'esperienza passata, ma anche da archai, o griglie mitiche, fuori dal tempo. Quando la mente lavora con l'ignoto - e il futuro è senza dubbio l'ignoto - è costretta a inventare e a immaginare.
Quello che vediamo è in parte distorto dall'immaginazione.