giovedì 30 settembre 2010

Esercito Nuova Terra...preghiera alla Madre Terra



Madre Terra
mia Fonte di sopravvivenza,
come soldato
devo bere alla Tua azzurra acqua,
vivere dentro la Tua rossa creta
e mangiare la Tua verde pelle.

Aiutami a trovare un equilibrio,
come Tu tieni in equilibrio la terra,
il mare e tutto lo spazio.
Aiutami ad aprire il mio cuore
sapendo che l'Universo mi nutrirà.


Prego che i miei stivali
bacino sempre il Tuo Volto
e che i miei passi
eguaglino sempre il battito del Tuo Cuore.

Porta il mio corpo
attraverso lo spazio e il tempo.
Tu sei il mio collegamento con l'Universo
e con tutto quanto viene dopo.
Io sono Tuo e Tu sei Mia.


Io Ti saluto.

L'Amore è. La Bellezza la si può contemplare nelle forme celesti e della vita umana...

Pi, 22, l'Avvenenza

Secondo l'antichissimo testo I CHING, l'avvenenza, la bella forma è necessaria ad ogni unione affinché sia ordinata e legiadra, e non caotica e disordinata. La contemplazione delle forme celesti conferisce la capacità di comprendere il tempo e le sue mutevoli esigenze. La contemplazione delle forme della vita umana conferisce la capacità di plasmare il mondo. Quando la brama tace, quando la volontà si acquieta, allora, il mondo si manifesta come rappresentazione e in quanto tale è bello ed è sottratto alla lotta per l'esistenza. L'Amore è. La Bellezza è visibile. Questo è il mondo della creatività, dell'arte. Ma la mera contemplazione non fa sì che la volontà si acquieti definitivamente. Si ridesterà e, allora, tutta la Bellezza sarà stata un momento passeggero di elevazione...però, questa non è la vera via della redenzione. La contemplazione della bellezza serve a rasserenare e a rischiarare le cose minori ma per le questioni importanti e la loro risoluzione occorrono Serietà e la consapevolezza che l'Amore è.
Confucio si sentì assai a disagio quando, dopo aver consultato l'oracolo per una questione importante, ottenne in risposta il segno L'Avvenenza (La Bellezza).

mercoledì 29 settembre 2010

Provvidenza divina e destino umano...


Leonilde Campora
Simbolo del patto tra Dio e gli uomini,
l'ARCOBALENO è un arco di luce tra cielo e terra.

"Di tutte le cose si forma una unità e una è la provvidenza: se cominciamo dalle cose inferiori essa è destino, in alto essa è solo provvidenza." (Plotino, Enneadi, III, 5)

martedì 28 settembre 2010

"Ma io vi dico di non opporvi al malvagio" (Marco, 5,39)

Esagramma 33
Qui ritirata non è fuga del debole ma il cedere volontario del forte. La forza si esprime nel fatto che quando si cerca di ottenere qualcosa non è a tutti i costi ma si mostra perseveranza solo nelle piccole cose. E' d'importanza essenziale afferrare il momento giusto, ossia, quando la ritirata è nell'ordine delle cose. Col suo carattere pacato ed irragiungibile, come il cielo, il nobile tiene a distanza l'ignobile.
Nei momenti in cui l'elemento oscuro è in ascesa, quello luminoso si ritira per mettersi al riparo, in modo che l'oscuro non possa danneggiarlo. Questa ritirata non è dovuta al libero arbitrio, bensì agli accadimenti naturali. Perciò, in questo caso, ritirarsi temporaneamente nella giusta maniera è il modo giusto di agire ed è indizio di forza, da non confondersi con la fuga che è indizio di debolezza. Quando le condizioni sono tali che le forze nemiche avanzano favorite dal tempo ("Il male è una grande potenza" C. G. Jung) e non è bene invischiarsi in una lotta disperata ("Ma io vi dico di non opporvi al malvagio" Marco 5 39). In questo modo si rende la vita difficile all'avversario dimostrando perseveranza nelle piccole cose. Tuttavia, comprendere le leggi di una ritirata costruttiva non è facile, sebbene il significato profondo racchiuso in un simile tempo sia di grande importanza. Così, infatti, il nobile tiene lontano l'ignobile non irato ma pacato, senza odio: poiché l'odio è una sorta di partecipazione interiore con la quale ci si collega all'oggetto odiato. Mentre il nobile arresta l'avanzata dell'ignobile con il suo riserbo.

lunedì 27 settembre 2010

Scopo dell'indifferenza ostentata è...

Coloro che trattano con durezza ed indifferenza il proprio prossimo non sono di animo buono; così facendo, infatti, sanno bene di ferire in profondità... perché la paura più grande tutti noi abbiamo è quella di non essere amati.

SAFFO...

Poetessa Saffo, particolare del Parnaso in Vaticano, R. Sanzio
O diletta, da cui compitai il mio lungo commento,
o donna straordinaria vela che adduci ad un porto
o storica magia o dolce amara
essenza delle muse coronate
di viole e fiori, viola pur te stessa,
perché mai l'abbacinante sgomento
di un amore ingiustamente negato?

(Alda Merini in "Vuoto d'Amore", Einaudi, pag 37) 

Nell'orizzonte di Necessità...

Colui che, per avere sciolto il proprio nodo esistenziale nell’orizzonte di Necessità abbia in qualche modo visto coincidere nel proprio intimo gli opposti (anche se per un solito attimo), pur restando soggetto alla fragilità della carne, condizione indispensabile ad Anima per la Sua realizzazione, tiene a bada: la paura della morte, la vergogna d’invecchiare, la stanchezza di soffrire, il peso della solitudine, il potente influsso dei desideri, l’illusione del reale… e, in questa nuova predisposizione d’animo, si libera, superando con l’immaginazione l’orizzonte dello spazio tempo oltre il quale il solo sguardo razionale non gli consentirebbe di vedere. Quindi, sollevato dal rumore assordante del pensiero razionale e delle sue implicazioni, riesce meglio ad avvertire le tante eco provenienti dalla propria interiorità e, con non poca meraviglia, vedrà compiersi la magia del proprio inconscio, grazie alle coincidenze miracolose che tali visioni interiori troveranno nella babele d’immagini e di simboli incontrati nel mondo esterno…che prima gli passavano davanti del tutto inosservati.
A questo punto, egli dovrà affinare la comprensione del linguaggio di Anima che non appartiene in alcun modo al linguaggio dell’intelletto; quindi, con non poca fatica e sofferenza, per non entrare in profonda contraddizione con sé stesso, tenendo a bada i rigurgiti del razionale, imparerà, fuori dal giudizio e dalla giustificazione, quanto sia arduo seguire il proprio istinto, soprattutto, nei rapporti con gli altri; mantenendo l'equilibrio e l'uso indispensabile della logica…e il cammino d’integrazione tra visibile ed invisibile continua, in divenire…ma non può compiersi senza l’intervento di Eros (Amore) e il nostro SI’, incondizionato ma ancor più incondizionabile.
In ultima analisi, per la realizzazione dell'essenza che incarniamo, dobbiamo rendere di conto, innanzitutto, alla nostra sensibilità che, necessariamente, ci donerà la vista del cuore.

sabato 25 settembre 2010

LA LEGGE DELLE POTENZE DEL DESTINO.

Helena Sans
Ch'ien, LA MODESTIA
La modestia indica l'impugnatura del carattere... essa eleva gli uomini. La legge delle Potenze del Destino è diminuire ciò che è pieno ed elargire fortuna a ciò che è modesto.

venerdì 24 settembre 2010

DEDICATA AL MIO DILETTO...Amore che guida...

INVITO

Vieni,
Entra,
Solo pochi gradini
E poi vedrai, finalmente capirai.
Ti prego, lasciati guidare
Da quella stessa inquietudine
Che la notte ti fa girare e rigirare
Nel tuo letto spinoso;
Da quell'urgenza indicibile
Che ti coglie all'improvviso
Come una fitta di dolore lacerante,
Come un senso di mancanza che ti soffoca dentro.

Vieni,
Entra,
Il cancello è socchiuso,
Varca la soglia
Per guardare al di là, al di quà.
Ti prego, Lasciati andare
A quel senso di sapere ciò che non sai di sapere,
E non temere di disperderti,
Non aver paura di scoprire,
Non credere di non potere riconoscere
Quel che non può cadere nell'oblio.

Vieni da me,
Entra nel giardino,
Dove l'erba è stata cosparsa di petali di rose,
Per te, per me;
Dove i raggi del sole sono filtrati dalle fronde degli alberi,
Solo per noi,
Dove la luna e le stelle diradano la tenebra.
Io sono già qui...
Solo per te...
Consumata da un incontrollabile desiderio.

(Marina 17 giugno 2009)

L'Incanto del Diletto Perduto...

Cantico dei Cantici di Marc Chagall


Il mio Diletto è bianco e rosso,
si riconosce fra diecimila!
Il suo capo è oro, oro puro,
i suoi ricci sono palme,
neri come il corvo.
I suoi occhi sono come colombe
su rivoli d'acque;
i suoi denti lavati nel latte
si posano in una perfetta incastonatura.
Le sue guance sono come aiuole di balsamo,
scrigni di erbe aromatiche;
le sue labbra sono gigli,
stillano mirra liquida.
Le sue mani sono cilindri d'oro,
tempestate di gemme di Tarsis;
il suo ventre un blocco d'avorio
incrostato di zaffiri.
Le sue gambe sono colonne d'alabastro
che poggiano su basi d'oro puro;
il suo aspetto è come il Libano,
maestoso come i cedri.
Il suo palato è la stessa dolcezza
ed egli è tutto una delizia.
Questo è il mio Diletto
e questo è il mio amico,
o figlie di Gerusalemme!

...ancora sulla creatività e l'ispirazione.


René Magritte

...ma è anche vero che quando l’ispirazione sposa e concilia i lati opposti di ogni cosa, ecco che nasce l'iniziato che s'incammina nel vero sentiero della conoscenza che passa per le probazioni e per la via del cuore.
(Raffaele)

giovedì 23 settembre 2010

Della creatività...

La cultura mal si sposa con la letteratura. La poesia scaturisce libera e potente dai recessi dell'animo umano e per divina ispirazione.

mercoledì 22 settembre 2010

Tutto quello che dobbiamo fare è abbandonare il nostro dominio...


...finché non lo faremo saremo solo degli illusi ed i nostri giochi di potere ci impediranno di vivere in armonia è l'Amore sarà solo un idea, un ideale.

martedì 21 settembre 2010

Siamo i custodi della Memoria...


Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino ma in noi stessi.

(William Shakespeare)

domenica 19 settembre 2010

Oblio...


Si perde la memoria per perdere la propria identità e non farsi trovare più.

Scegliere la via del cuore o scappare via seguendo la ragione?


...e già, perché c'è una voce in me, piena di buon senso che mi dice di mollare tutto, che tutte le rinuncie fatte per amore mi hanno portato solamente a soffrire come un cane abbandonato. Questa voce è avallata dai fatti: chi sceglie la via del cuore pare essere destinato a soffrire a questo mondo, ad essere isolato ed infine ad auto-isolarsi. Sono spaventata. L'indifferenza e l'egoismo mi feriscono terribilmente; anche le bugie e i tradimenti sono una brutta faccia della realtà. Questa vita è diventata per me insopportabile. Sono ad un bivio. Devo scegliere in che direzione andare ed ho tanta paura...tanto che sarei tentata, invece, di scappare via, per sempre...

...ma da sola non posso scappare da nessuna parte...è terribile quello che provo. E mi sembra che a questo mondo ci sia sempre un prezzo da pagare, soprattutto quando si cerca di usare il metro degli affetti e non quello del proprio comodo. In fondo, credo che l'Amore sia un vero mistero e che chieda a chi decide di vivere nel suo nome un grande tributo...ciò mi pare, a questo punto, in tutta sincerità.

sabato 18 settembre 2010

ORDITO...

Un dio ha tolto, un dio ha restituito? E' così? E in base a quale disegno, a quale ordine o intreccio? Ricondurre solo al caso fa rammentare le parole di Hillman ne Il Codice dell'Anima a proposito dei riduzionisti. "Non è nient'altro che una combinazione", dicono. Ma le combinazioni sottindendono proprio un intreccio. Platone giunge a soccorrerci con l'immagine, il disegno, che il nostro daimon, al momento della reincarnazione, ci fornisce e che poi dovremo attuare in vita. Lì c'è il filo del fuso intrecciato dalle nostre Cloto e Atropo e definitivamente sancito da Ananke quando davanti a lei viene lasciato cadere il kleros, appunto l'immagine definitiva. Quella nostra e soltanto nostra.
(Gabriele La Porta, Dizionario dell'Inconscio e della Magia)

venerdì 17 settembre 2010

Nei cieli del fato, Passato Presente e Futuro coabitano simultanei ma al raggio del nostro sguardo appaiono in sequenza... (M. Veneziani)

Le Parche, Michelangelo Buonarroti, Palazzo Pitti Firenze

"Tre donne sedevano in cerchio a eguali distanze, ciascuna su un trono: erano le sorelle di Ananke, le Moire, in abiti bianchi e con serti sul capo, Lachesi, Cloto Atropo. E cantavano in armonia con le Sirene, Lachesi il passato, Cloto il presente, Atropo il futuro." (Platone, Repubblica, X, 617bc)

mercoledì 15 settembre 2010

IL CANTO DI CIRCE

IL PARADISO DELL'AMORE, Gibran

Aphrodite, Affresco romano da Pompei
Museo Archeologico Napoli
Apri gli occhi del cuore e vedi lo spirito, vedi ciò che non si vede.
Entri nella sacralità dell'amore e trovi che tutto l'universo è un immenso Paradiso.
Lascia che l'amore accenda la tua vita trasformandoti in oro puro in questa mitologia dell'esistenza.

martedì 14 settembre 2010

Ricorda...

...non potrai mai indurre alcuno ad amarti.
Ma se vuoi esser certo che la persona che fa battere il tuo cuore ti ama anche lei, non fare nulla e non dire nulla. Se t'ama, allora il suo cuore batterà con il tuo all'unisono e, se vuole vivere, non avrà altra scelta che venire da te.

Tutti mentono e credono che le loro menzogne siano vere...

Yesod nell'Albero della Vita
Due frutti dolcissimi ha l'albero velenoso della vita: gustare il frutto ambrosiaco della poesia e il conversare con uomini buoni.
SENTENZA SANSCRITA

lunedì 13 settembre 2010

Grazie a Raffaele che lasciandoci questo verso di Eraclito ci ricorda che le Muse sono presenti ad ogni iniziazione...

Minerva fra le Muse

“Perché mi traete su e giù,
o voi non tocchi dalla grazie delle muse,
la mia opera non è per voi,
ma è per quelli che m’intendono.
Un solo uomo per me, vale trentamila,
mentre la massa, ignorante ed innumerevole
non fa nemmeno un solo uomo, pertanto,
abbiate almeno il pudore di tacere,
ammesso che voi conosciate la bellezza del silenzio”
(Eraclito di Efeso)

sabato 11 settembre 2010

La forza che si oppone al destino è in realtà una debolezza. La dedizione e l'accettazione sono in realtà molto più forti. (Kafka)

AMOR FATI
Il destino che si è fatto uomo si chiama carattere. Il destino che accade a un uomo, secondo un'antica concezione ripresa da Machiavelli, è frutto del carattere più le circostanze. Difficile dire dove risieda la libertà, se nel seguire il proprio carattere o nell'offrirsi alla imprevedibile irruzione delle circostanze. "Conoscere il proprio destino o genio è il sommo dei privilegi. L'uomo comune lo scorge soltanto nel momento della morte." (Emille Zolla, Le Potenze dell'Anima). Qui il destino - o genio - coincide con il custode invisibile, daimon, angelo o sposa, che ci guida.

(Marcello Veneziani, AMOR FATI)

venerdì 10 settembre 2010

La lunga strada di consapevolezza verso il Perdono...

[...] da questa lettera scarlatta ho appreso verità che bruciano l'anima più di un ferro rovente [...] Non v'è sentiero che ci possa portar fuori da questo labirinto senza uscita!
Donna, sento quasi pietà per te - rispose Chillingworth, senza riuscire a nascondere un moto d'ammirazione dinnanzi a quel dolore disperato, eppure maestoso. - Tu hai molte qualità e, forse, se avessi incontrato prima di me un uomo che ti avesse saputo amare meglio di quanto non abbia fatto io, tutto questo non sarebbe avvenuto. Mi fai pietà per tutto quel bene che portavi in te e che è stato sciupato.
- Anche tu mi fai pietà, - rispose Hester - per quell'odio che di un uomo saggio e giusto ha fatto un demonio. Non vuoi redimerti e ritornare un uomo? Se non vuoi farlo per lui fallo almeno per te! Perdona e la lascia che la provvidenza lo punisca come meglio crede. Ho detto poco fa che non vi è bene possibile per lui, per te e per me, che andiamo vagando in un labirinto di male, inciampando ad ogni passo su quelle stesse colpe che abbiamo seminato sulla nostra strada. Non è vero! Per te vi potrebbe essere ancora del bene, per te solo, perché tu sei l'offeso ed è in tuo potere perdonare. Vuoi rinunciare a questo privilegio? Vuoi disprezzare questo inestimabile beneficio?
- Taci Hester, taci! - rispose duramente il vecchio. Non sta a me perdonare, non ho la facoltà che tu dici. La mia vecchia fede, da tanto tempo dimenticata, si risveglia in me e mi spiega tutte le nostre azioni, tutte le nostre sofferenze. Col primo passo falso tu hai gettato il germe del male, e da quel momento il male è stato un'oscura necessità. Voi, che mi avete offese, non avete peccato che per una folle illusione, né io ho assunto per mia volontà la funzione di demone. Questo è il nostro destino. Lasciamo che l'oscuro fiore germogli come può. Ora va e fa con quell'uomo quel che vuoi.
Agitò la mano e si rimise alla ricerca di erbe.

(Nathaniel Hawthorne, La lettera scarlatta.)

giovedì 9 settembre 2010

Quel misterioso "senso di verità" che alberga nell'intimo dell'uomo sensibile...


Obietta l'alunno:
"[...] ma l'uomo che non sia egoista e che produca il bene altrui senza neanche una pubblica onoreficenza è un paradosso."
Risponde Kremmerz:
" [...] non cerchiamo fratelli perfetti, santi ed eroi, ma uomini di buona volontà, che quantunque non perfetti siano considerati perfettibili [...] Gli uomini meno proclivi ad occuparsi del loro prossimo, si commuovono del pianto di un bambino martoriato, del lamento di un sofferente, delle grida di disperazione di una vedova, delle lacrime di un'orfana. Che significa tutto ciò se non un senso di verità che è nel fondo di ogni essere pensante, il quale avvisa che il pianto, le lacrime, le grida, lo riguardano più da vicino di quanto appunto creda? [...] Tutti coloro che si sentono uniti alle gioie e ai dolori dei propri simili sono esseri perfettibili fino all'assoluta santità e diventano soldati anonimi di una grande società di perfettibili pel bene dei meno progrediti [...]
(Giuliano Kremmerz - La Scienza dei magi, vol III)

lunedì 6 settembre 2010

Importanza della serietà e del raccoglimento interiore nei rapporti col mondo esterno e, soprattutto, all'inizio di qualsiasi opera...

LI L'ADERENTE - Helena Sans


"E' mattino presto. Il lavoro incomincia. Nel sonno l'anima si è segregata dal mondo esterno, ma adesso riprendono i rapporti col mondo. In ogni direzione vanno le tracce delle impressioni. Regna un frettoloso affaccendarsi. E' importante conservare il raccoglimento interiore, non lasciarsi trascinare dall'ingranaggio della vita. Se si è seri e raccolti si acquista la chiarezza necessaria per affrontare le innumerevoli impressioni che ci assalgono. Proprio all'inizio una serietà così raccolta è tanto importante, poiché l'inizio contiene i germi di tutto ciò che seguirà."
(Tratto da "I Ching, Il Libro dei Mutamenti")

domenica 5 settembre 2010

Il fuoco degli dèi...


Nell'antichità, solo chi osava rubare "il fuoco agli dèi", ovvero impossessarsi della libido-energia vitale, era un eroe, cioè "pregno di Eros".

giovedì 2 settembre 2010

Non saper quel che si dice...

PER FAVORE NON USARE UN LINGUAGGIO SBAGLIATO.
IL LINGUAGGIO SBAGLIATO NON E' SOLO FALLACE,
MA STRUTTURERA' MALE LA TUA MENTE.
E LA TUA MENTE, A SUA VOLTA, SI COLMERA'
DI IDENTIFICAZIONI FALSE E FALLACI.
(Da un antico testo orientale)