lunedì 31 maggio 2010

Sulle ali della passione...

"La passione scavalca tutto il reale che esiste."
(Ercole Furia)

Sympathia rerum...

Tutte le cose del mondo, sia l'uomo sia la natura, sono tra loro connesse da una forza naturale e universale: si tratta della "simpatia" della parte per il Tutto, e del Tutto per la parte.
Ercole Furia

"Gli astri sono materia ed elementi di astronomia - certamente sono centri subordinati ad altri complessi e più grandi; satelliti di pianeti, asteroidi, pianeti piccoli e grandi, stelle, soli, visibili ed invisibili, formano la catena armonica dei mondi, dell'Universo, del Cosmo conosciuto e ignorato. Ma questa armonia immensa, intuita ed ancora, nella maestosità sua, inesplorata, non è discontinua, non è spezzata, non è fatta a brandelli. La concezione ermetica dell'Essere Universale è unica, inconcepibile di tutto ciò che è, ridotto alla figurazione minima che la mente umana può pensare, può ideare, può comprendere, può sospettare. Le forze incessanti che tengono in azione di moto i grandi fattori di questa indicibile sintesi del Creato, cioé dell'Essere, cioé dell'Esistente, realtà incontrollabili che dai sensi del nostro organismo montano alla penetrazione inesprimibile della psiche umana, le forze in potenza e in effetto, dall'Universalità del creato infinito discendono all'atomo e alla molecola, nella legge della vita che si rinnova e si tiene desta in tutte le più meschine espressioni. Quaggiù è come lassù. Le stesse energie insondate che obbligano gli astri a girare intorno al sole, e il sistema solare a spostarsi in un'orbita ignorata verso altri sistemi di altri soli, noi le sopportiamo per ignorante abitudine, nelle leggi del magnetismo e dell'elettricità, della gravitazione della materia terrestre. Senza conoscere l'essenza di questi occulti fattori, ne costatiamo i riflessi, le influenze, le azioni sul nostro individuo, sulla nostra sensibilità, sulla capacità stessa della nostra psiche anima comprensiva e analizzante che si traduce nella parola intelligenza..." (Giuliano Kremmerz - La scienza dei Magi)
La città dove vivrei - Ercole Furia

venerdì 28 maggio 2010

Così il poeta e lo scultore, il pittore e l'architetto, trasfigurano inconsapevolmente frammenti di remote visioni del'Universo. (Eugenio Garin)

"E' facoltà della mentalità poetica, dell'arte, della immaginazione armonica di luce, suoni, colori, parole di un senso così diverso dall'ordinario che comunemente, si è preso il vezzo di chiamarle alate, come se volassero, s'involassero, montassero o provenissero da regioni ignorate, più alte, più aristocratiche, più pure. L'artista o il poeta hanno in sé gli elementi sinfonici della follia che esplora l'insondabile....essi sono eccezioni nella folla che cammina nella regione del senso comune. L'influenza del maraviglioso nell'idea e nella coscienza umana è dovuta soprattutto alla non educazione delle masse alla comprensione della vita universale e al misticismo religioso, che è un bisogno assoluto per gli esseri umani che si spaventano dell'ignoto - ignoto che non ha il valore di ciò che non si sa ma del non compreso." (Giuliano Kremmerz)

lunedì 24 maggio 2010

Sora Volpe...

Sora Femmina è Sora Volpe; non perché tutte le volpi siano astute e che tra le donne non vi siano delle bestie ma l’intuito del maggior numero delle donne è un omaggio al loro Creatore e un atto ammirativo al serpente che sfidò il loro senso di penetrazione…. Tutto ciò che è gentile, buono, bello, pieno di grazie, e che si completa nel vocabolo amore appartiene alla femmina che, sotto l’apparenza della schiava ha in ogni epoca dominato il mondo…. Maga per naturale sensibilità, la donna è una contraddizione per sola discordanza con i precetti comuni della vita ordinaria. CIRCE guarda istintivamente le piccole miserie della realtà e non può reprimere gli scatti della sua sensibilità che sono nei limiti della natura universale, la quale è una realtà anche essa, non convenzionale né legiferata per costituzione.” (Giuliano Kremmerz - Scienza dei Magi)

domenica 23 maggio 2010

Chi siamo...

Raffaello Sanzio - Le tre Grazie

"Sai Gabriele, ogni notte, io sogno che la mia casa ha, inaspettatamente, nuove stanze. Pensa, alcune di queste sono in comune con altre abitazioni: spazi comuni; con chi?, io non lo so. Altre sono da sistemare, molte grandiose ed alcune stranissime, un po’ come le costruzioni visionarie di Gaudì… A volte, la casa è nuova, nel senso che non è quella dove vivo e nemmeno una delle tante del mio passato, come invece, altre volte mi capita di sognare… Altri sogni, invece, rappresentano percorsi che, ad un certo punto, divengoni dirupi che affacciano su infiniti spazi e, a volte, io mi butto e volo perché so che potrò planare; oppure, sono pareti da scalare o cunicoli nei quali mi riesce difficile entrare ma dai quali riesco sempre ad uscire, non si capisce come e che, poi, diventano interni con scale che salgono e scendono e questi interni si tramutano continuamente e diventano scuole e, nell’incedere, diventano ospedali o grandissimi luoghi dove c’è un via vai di gente con scale mobili ed ascensori che una volta presi non si capisce dove si fermeranno, spesso su strade sopraelevate dove prendere treni volanti verso destinazioni ignote. Che strano, ho sognato di essere in macchina con le mie ragazze e, improvvisamente, precitiamo, so che non c’è nulla da fare: è la fine per noi, moriremo… E comando di svegliarmi e mi sveglio: che bello, era solo un sogno pauroso.
Ribadisco, riguardo all’Amore in generale (non quello romantico che attira, quello del “t’amerà, pur se non vuole” (Saffo), del “vieni da me” (Marquez), del “Amor c’ha nullo amato amar perdona” (…)), io ci provo ad amare ma non ci riesco mai fino in fondo…lo scoglio dell’altro, a volte, me lo impedisce…è un po’ come quando un sogno mi impaurisce ed io comando di svegliarmi..." Marina


Magritte, DOOR


"Il sogno è una piccola porta occulta che conduce alla parte più nascosta ed intima dell'Anima, aperta sull'originaria notte cosmica che era anima assai prima che esistesse una coscienza dell'io, e che soppravviverà come anima a tutti i prodotti della coscienza dell'io, giacché ogni coscienza dell'io è isolata e conosce il singolo in quanto divide e separa e vede tutto ciò che ha rapporto con questo io. La coscienza dell'io consta di pure limitazioni, anche quando si estende alle più lontane nebulose stellari. Ogni coscienza divide: ma col sogno noi penetriamo nell'uomo più profondo, universale, vero ed eterno, ancora immmerso in quella oscurità della notte primitiva in cui egli era il tutto e tutto era in lui, nella natura priva di ogni differenziazione e di ogni "essere io". Da una tale profondità, collegante il tutto, nasce il sogno, per quanto infantile, grottesco e anormale esso sia." (C. G. Jung - La realtà dell'anima.)

venerdì 21 maggio 2010

Io ci provo ad amare...


Io ci provo ad amare ma non ne sono mai veramente capace fino in fondo, semplicemente perché non sono abbastanza forte. Per Amare bisogna essere veramente forti.

mercoledì 19 maggio 2010

Il terzo occhio...

"L'immaginazione è l'inizio di tutte le attrazioni."
(Albert Einstein)
Il grado di libertà delle particelle elementari può offrire una metafora della libertà ma a poco a che vedere con la libertà umana; che la materia sia piena di "buchi" è una volgarizzazione del carattere corpuscolare della materia e non è un metodo per rendere più comprensibile la resurrezione; la teoria della relatività non è un argomento a sostegno del pluralismo filosofico e così via. C'è però un esempio di pluralismo scientifico. E' risaputo per esempio, che la meccanica quantica non è comparabile con la teoria generale della relatività e che la più recente string theory (teoria delle stringhe) non risolve il problema.
Come non si spiega neppure il fenomeno dei buchi neri nell'universo. Ciononostante i calcoli eseguiti sulla base di queste teorie danno risultati verificabili entro certi limiti.

Né la ragione umana né la logica più pura possono offrirci una visione indiscutibile (definitiva) della realtà. Forse abbiamo bisogno di un terzo occhio, quello dello spirito (della antropologia tripartita), non per darci "certezza e sicurezza", ma per conferirci "pace e gioia" - non come fattori estranei all'avventura umana verso la sua pienezza, ma come intrinseci alla stessa natura integrale dell'uomo.
(Raimon Panikkar - La porta stretta della conoscenza)

martedì 18 maggio 2010

Destino...






Inesorabile la Ruota del Destino gira... Lui ancora non lo sa ma una Regina gli viene incontro e i simboli lasciano presagire un Innamoramento....

lunedì 17 maggio 2010

SATURNO contro CARTESIO...verso la via del cuore che chiude una porta ed apre un portone...su un nuovo mondo, però.

Saturno, GOYA
Ogni circostanza di vita è a sé. Infatti, il nostro severo Saturno, che mi risulta non goda di grandi simpatie tra gli uomini, è un Grande Vecchio, scorbutico e solitario, che incute veramente timore. Ma cosa fa questo dio quando entra nelle nostre vite? Lo sapete? Immagino di sì, ma nel caso in cui non lo sapeste, ve lo dico io. Saturno, che è Tempo, ci pone pressappoco questa domanda:

“Allora, vediamo un po’ come hai operato in questo fratTempo, nel Tempo in cui io ho distolto da te la mia vista.” In altre parole, egli ci chiede conto e soddisfazione del nostro operato. Mai come in questo caso è, quindi, opportuno affermare “male non fare paura non avere”.

Ora, io credo che quando Carotenuto dice che “una persona che abbia fatto un lavoro su se stessa possa decidere se dire la verità o se non farlo”, asserisca qualcosa di veramente autentico e consapevole.

Fare un lavoro su se stessi non significa solamente essere forti, significa vedere le cose in modo meno velato e, quindi, può accadere di trovare insopportabile nelle famiglie e nel mondo il livello di ipocrisia, ma ancor prima di autoinganno, nel quale si muove l’immaginazione umana che viaggia solo sul piano della sopravvivenza. Parlo di immaginazione perché, in fondo, noi abbiamo una immagine di noi stessi più o meno evoluta e la vita ce la immaginiamo continuamente, “la creiamo qualitativamente” con la capacità riflessiva e questo ha una ricaduta sulle nostre relazioni interpersonali. Quindi, viene con sé, che le persone si percepiscano e si comprendano e si fraintendano in base a come siamo e viceversa...e, arrivo al punto, ecco perché sarebbe auspicabile cercare di essere il più autentici ed onesti possibile, innanzi tutto, con se stessi e, poi, chi vuole capire capisca! Io, ad esempio, ho la tendenza ad intrecciare relazioni significative solo con chi mi interessa psicologicamente, fosse anche questi un barbone; ma tutto ciò per me è possibile perché io ho fatto delle scelte di vita “incomprensibili e terrificanti” per la maggior parte del mondo e, dopo, punto fondamentale, me ne sono presa la responsabilità. Cosa voglio dire? Dico che per fare una vera scelta, a volte, non basta una vita intera! Perché, in un certo senso, ciò significa fare un salto nel buio e, qui arriva il bello per me, visto che, in un certo senso, fare il salto nel buio mi ha reso libera.

Ora voi mi chiederete: “Ma libera da cosa?”

“Libera dalle leggi non scritte ma sottointese del mondo.”

Risultato.
LE MIE SCELTE DETTATE DAL CORAGGIO, CHE E’ UNICAMENTE DEL CUORE, hanno pagato un prezzo altissimo al mondo: UNA STRUGGENTE SOLITUDINE…perché un cosa è idea di sé ed ideali ed altra cosa è mettere ciò in atto; tra il dire e il fare c’è, veramente, di mezzo il FATidico mare!

Parrebbe quindi che “dire la verità”, scegliere “la via del cuore” abbia un caro prezzo da pagare al mondo, che questo prezzo sia la solitudine e che, anzi, in molti abbiano pagato questo “oltraggio” al linguaggio non parlato ma sottointeso del mondo, alle regole non scritte ma sottointese del mondo, con la loro stessa vita, vedi Matteotti.

Però, però, la SOLITUDINE che deriva dalle scelte, pur mettendo la parola FINE, in quanto per certi aspetti ci chiede di MORIRE AL MONDO, se confrontata alla MORTE ci appare evidentemente meno DEFINITIVA…infatti, accade che, se siamo veramente forti dei nostri valori ed ideali e dei convincimenti derivanti dalle consapevolezze acquisite, “si chiuda”, per così dire, “una porta e si apra un portone”…su un nuovo mondo, però.
Marina

domenica 16 maggio 2010

Distinguer e Unire...

"Per orientarti nell'Infinito/distinguer devi e poscia unire."
(Dio e mondo, Atmosfera, Goethe)

EFFETTIVO e INEFFETTIVO

PIENEZZA e VUOTEZZA

VIVENTE e MORTO

DIFFERENZA e IDENTITA'

LUCE e OSCURITA'

CALDO e FREDDO

FORZA e MATERIA

TEMPO e SPAZIO

BENE e MALE

BELLEZZA e BRUTTEZZA

UNO e MOLTEPLICE

ecc.

sabato 15 maggio 2010

Destino



E tutto d'un tratto l'incantesimo è spezzato.

Lo so, io lo sento,

che lui ha smesso di sognare,
di credere che lei esista

ed, ecco, mi sento venir meno

...ho freddo.

Che pazza sono stata Anima mia!,

chiedere di non sognare più di lui,

di non voler più sapere nulla di lui...

è stato come sopprimere una parte di me,

quella parte di me che mi tiene viva

...ho paura.

Oh! Destino,

ovunque tu dimori, io ora ti prego:

compi la tua opera!, vienimi incontro,

ma affrettati, salvami!

Non permettere al mondo

di strapparmi il tuo sacro anello dal dito!

...altrimenti, sento che morirò.


(Marina Morelli, 15 Maggio 2010)

venerdì 14 maggio 2010

...continua SATURNO contro CARTESIO...alla conquista della verità segreta.


Cara GEA, Cara AMALIA,
sentite sentite dove va a parare tutto questo discorso di Carotenuto: uno dei più grandi Volponi di Anima contemporanei…a mio modesto avviso.
Continua Saturno contro Cartesio…dopo lo stato di Aporia in cui siamo stati trascinati dall'irruenza di Dioniso eccoci incamminati verso la conquista della verità segreta...che non è del linguaggio mondo...
"...eravamo rimasti al Genius romano e al Daimon greco che nascevano insieme ad ogni uomo e “sovraintendevano” a lui lungo il percorso della sua vita. Tale nozione, una volta comune al genere umano e rimasta viva nel Medioevo, a un certo punto, lungo l’asse che dal Rinascimento porta al Romanticismo diventa prerogativa di pochi privileggiati… Un aforisma di Nietzsche che appartenente alla sezione “Sintomi di una cultura superiore e inferiore” offre una accezione diversa di genio. Dalle immagini che evoca vorremo far idealmente iniziare, per quanto ciò possa per certi aspetti suonare paradossale, l’inversione che si declina nell’arte comune. Aforisma 242: “Se qualcuno volesse immaginare un genio della civiltà, come sarebbe questo fatto? Egli adopera così sicuramente la menzogna, la violenza e il più brutale egoismo come suoi strumenti, che solo il nome di maligno essere demoniaco gli converrebbe. Ma i suoi fini, che qua e là tralucono, sono grandi e buoni. E’ un centauro, mezzo animale e mezzo uomo, e in più ha ali di angelo sul capo.”…
…ed ecco Amalia la tua risposta sul consolidamento dei semi (“Ad una vera domanda corrisponde una vera risposta” Aldo Carotenuto)…
…Nietzsche affronta quindi il discorso in modo seminalmente psicologico e, del resto, non potrebbe essere altrimenti. L’immagine del centauro ci restituisce quella convergenza o, meglio, congiunzione dei processi primario e secondario. E’ questa congiunzione che caratterizza l’uomo dell’arte comune e la sua alterità non costituisce, in partenza privilegio di alcuno. In un fiume, nel fiume, che s’è pensato nella immaginazione di Coleridge, devono fluire insieme Saturno e Cartesio…

Nel Xanadu alza Kubla Khan
dimora di delizie un duomo
dove Alf, il fiume sacro, scorre
per caverne vietate all’uomo
a un mare senza sole.
Dieci miglia di fertile campagna
con mura e torri furono recinte:
e c’era nel giardino un luccichio di rivi
e l’albero d’incenso era fiorito
e v’erano foreste antiche come i clivi
che abbracciavano il verde agro assolato.
Ma oh! quel cupo abisso fino al fondos
traziava la collina nel suo vello di cedri.
Era un orrido sacro e ammaliato
come alcuno ce n’è sotto la luna
calante ove alza gemiti una donna
inquietata dal demone d’amore!
Dall’abisso di un turbine incessante
quasi il suolo rompesse in un singhiozzo,
una polla irruente urgeva a tratti:
fra i crosci subitanei e intermittenti,
con rimbalzi di grandine o di veccia
sotto il flagello di chi tribbia, ingenti
macigni sussultavano e frammenti.
Di là, da quella danza irta di blocchi
alto insorgeva a tratti il fiume sacro.
Cinque miglia di corso vagabondo
per boschi e valli il fiume percorreva,
poi cadeva per grotte senza fondo
tumultuoso in un oceano morto.
E rauche in mezzo a quel tumulto a Kubla
voci d’avi annunziavano la guerra!
L’ombra della chiara dimora
fluttuava sulla corrente,
indistinta l’eco arrivava
dalle grotte e dalla sorgente.
Era un raro miracolo, una casa
su caverne di ghiaccio ed assolata!
Una fanciulla con la cetra
io vidi in sogno una volta:
era una vergine abissina,
su quella cetra suonava
e cantava del Monte Abora.
Potessi in me risuscitare
quella viva armonia, quel canto
tale delizia inonderebbe il sangue
che a quel suono lungo e chiaro
potrei innalzarlo nell’aria
il castello di sole! le caverne di ghiaccio!
E chi l’udisse, lo vedrebbe là
e griderebbe: “Mistero! Mistero!”
gli occhi infuocati ed i capelli al vento!
Un circolo tre volte replicate
intorno a lui, chiudetegli le palpebre,
poiché manna ed ambrosia ha delibate,
il latte delibò del Paradiso.
…ma far coincidere Saturno e Cartesio è difficile perché il mondo richiede un certo tipo di comportamento e non ci si può permettere di comportarsi in maniera irrazionale. Saremmo subito giudicati sulla nostra incapacità di contenerci. Se ad esempio ad una riunione uno cominciasse ad urlare e a dire parolacce sarebbe immediatamente additato come incapace di dominarsi. Queste condotte nel mondo non sono ammesse e quindi si ritorcono contro la persona che le mette in atto, sia ella nel torto che nella ragione. Allora, esistono situazioni nelle quali è esplicitamente richiesta una doppiezza del comportamento, una capacità di simulare e dissimulare. Un’arte della finzione che bisogna saper mettere in atto. Scrive Torquato Accetto, un nostro autore del Seicento che al momento di aprire gli occhi un uomo, o meglio il primo uomo, procurò di nascondersi alla vista di Dio. Se gli occhi aperti significano la consapevolezza, possiamo dedurre che il primo atto in assoluto della consapevolezza si attua nella dissimulazione che, in termini darwiniani, equivale all’adattamento: se riusciamo a comportarci seguendo determinate modalità abbiamo più possibilità di sopravivvenza.
...ed eccoci arrivati alla tua risposta GEA...
Nel mondo ci si comporta così: si dice una verità apparente e si pensa una verità segreta…tuttavia, può accadere che una persona che abbia fatto un lavoro su sé stessa, decida, in modo calmo e meditato, di esplicitare la verità segreta. Prendiamo Matteotti che, in epoca fascista, durante una riunione accusò i suoi colleghi di aver rubato. Tutti conoscevano i fatti, ma solo lui ebbe il coraggio di denunciarli e sappiamo come pagò per avere operato questa scelta.
La capacità di dire come stanno le cose è un’arte che si acquista col tempo e per la quale occorre un grande spessore psicologico, che permette di non avere più paura e, quindi, di comportarsi non solo in funzione della sopravvivenza ma soprattutto del rispetto della verità.
Quando si presenta l’occasione di denunciare apertamente la propria opinione bisogna sentirsi realmente molto forti, molto sicuri di se stessi, poiché siamo automaticamente esposti a qualsiasi vendetta, a qualsiasi ricatto, dato che esiste una legge non formulata a parole secondo la quale si deve mettere in atto una punizione nei confronti di colui che si è reso responsabile della denuncia.
Questi meccanismi del mondo degi adulti, quando si è giovani si ritrovano nella famiglia. A tavola, si parla a due livelli di verità: esiste un livello di comunicazione assolutamente falso, in cui si esprimono contenuti apparentemente razionali, e un livello affettivo, detto metacomunicazione, che è il reale commento inconsapevole a ciò che si va dicendo… " (Aldo Carotenuto)

giovedì 13 maggio 2010

SATURNO contro CARTESIO...la via verso il pensiero creativo, verso l'Inaccessibile...

"Il grande dilemma che caratterizza la vita degli psicologi sarebbe, quindi, il contrasto tra l'esuberanza pulsionale che sgorga dalla nostra interiorità come acqua sorgiva da fonti sotterranee e i contenitori esterni che sono, in genere, determinati dal principio di realtà. Si tratta di un problema molto delicato su cui si gioca la nostra salvezza o la nostra perdizione ed è forse più noto nei termini di conflitto tra il razionale e l'irrazionale.
A ognuno è capitato di giudicare irrazionale la condotta di un altro allorché ci sembra che disattenda le regole comportamentali condivise da tutti. Ora, per definire il problema diciamo che siamo dei cartesiani, perché il nostro pensiero è sempre coerente e sembra godere della propria coerenza... Noi che apparteniamo al mondo occidentale abbiamo questa forma mentis e dalla scuola materna all'università siamo educati a questo pensiero. Tuttavia, accade che le persone vadano a consultare un cartomante, un astrologo oppure, perché no, uno psicoanalista. Nonostante l'orientamento cosciente e razionale, in realtà, nei momenti difficili della vita, entrano in azione le componenti irrazionali della vita... ciò significa che una parte di noi è intimamente insoddisfatta dell'approccio razionale perché questo ci lascia sempre aridi, in altri termini non è in grado di nutrirci. Facilmente, allora, si può sconfinare in un'altra modalità di pensiero, per cui è normale credere che se si è nati un certo giorno e ad una certa ora Saturno ha influito sulla nostra personalità. Questo tipo di logica non segue le leggi casuali, infatti si potrebbe anche pensare che se si è nati in un momento in cui un jet passava sulla città, esso ha influenzato la nostra esistenza. Tuttavia, dal momento che, nonostante tutto, una tale esigenza si rende manifesta, a noi psicologi è dato di comprenderla e non giudicarla...Il nostro mondo così come è organizzato, appare il risultato di un continuo esercizio di equilibrio tra la luce della ragione e le tenebre dell'irrazionale. Un esempio di fenomeno irrazionale è il sogno. Appena si allenta la tensione della veglia e il sonno prende il sopravvento, l'Io momentaneamente si disgrega ed emerge un tipo di pensiero assai lontano dal mondo della coscienza... I sogni appaiono sì illogici ma, grazie a Freud, è possibile trovare un senso a questa incomprensibilità. Del resto è bene ricordare che la logica risulta per noi l'unico linguaggio comprensibile, Jung sostiene che alla fine è sempre la coscienza a decidere, perché l'unica possibilità che noi abbiamo di scegliere e di agire si pone sempre a livello cartesiano, non a livello onirico. Dobbiamo rapportare, perciò, il messaggio del sogno a un linguaggio comprensibile e utilizzabile da parte della coscienza.
Tuttavia, il mondo razionale ha facoltà di nutrire, come un concime, una linfa vitale, che poi deve passare attraverso il filtro dell'Io. Il problema si presenta quando l'Io diventa così rigido da non permettere a questa dimensione psicologica di filtrare e, quindi, di arricchire la nostra vita. La frase in vino veritas ci dice che nel momento in cui si beve più vino di quanto se ne possa tollerare, l'alcol dissolve le difese dell'Io e prende il sopravvento il processo primario... si può ragionevolmente pensare che l'ubriacarsi corrisponda ad una sorta di follia voluta...
Personalmente, sono del parere che sia necessario vivere questa esperienza.
L'essere umano che riesce a vivere le sue emozioni si lascia sconvolgere come un campo che viene arato: rivoltare le zolle permette di portare alla luce un terreno fertile.
VUOTO D'AMORE
Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
nei grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.
(Alda Merini)
E' ovvio, comunque, che non si possa coltivare una terra che venga continuamente tormentata, perchè c'è anche bisogno di un consolidamento perché i semi possano germogliare. Si racconta anzi che la guerra di Troia sia stata dovuta al desiderio da parte della Terra di liberarsi dal peso di quegli uomini che la opprimevano, e Sofocle nell'Antigone faceva dire al coro che l'uomo è l'essere più terribile del cosmo appunto perché tormenta e soggioga la terra.
Allora, per andare avanti possiamo dire che sia il processo primario che il processo secondario, a cui corrispondono rispettivamente il principio di piacere e il principio di realtà, sia Saturno che Cartesio concorrono all'attività creativa... I sogni delle persone creative serbano per noi profonde risonanze e profondi significati. Robert Louis Stevenson sognò per intero il tema di fondo del suo libro Dottor Jeckyll e Mister Hyde e il chimico russo Mendeleev sognò la classificazione periodica degli elementi dopo aver fatto esperimenti con cartoncini, come in un gioco di pazienza, per trovare questo ordine.
Quindi, l'immagine del fiume sacro che scorre attraverso caverne inaccessibili all'uomo e si dirige a caverne senza sole ci appare efficace, quasi un correlativo oggettivo per usare l'espressione di Eliot, del processo primario. Il fiume, come il processo primario potremmo dire, disegna labirinti e l'immagine del labirinto ci riporta al mito di Teseo e Arianna. Teseo uccide il Minotauro ed è ricondotto fuori dal labirinto dal filo della ragione, ovvero dal processo secondario. Ma l'uccisione del Minotauro non deve essere presa alla lettera. Se il Minotauro, infatti, è Dioniso, allora il Minotauro è immortale e dunque non può essere ucciso... Ciò significa che a dispetto della nostra consapevolezza, il fiume scorre, esso non può essere fermato; occorre pertanto, porgere l'attenzione ai modi del suo erompere dal profondo... Di fatto, però, ogni discorso risulta sempre ridutivo dell'esperienza profonda, ecco perché mi appare necessario mettere in relazione il sogno e il processo creativo...la natura del genio...quel quid che sfugge alla categoria della comprensione e del discorso... Lo studio del genio è, in ultima analisi, lo studio della creatività umana, e il suo interesse primario risiede nell'essere creativo piuttosto che nell'opera da lui creata....in fondo, chi ha genio non lo sa e chi non ha genio non può sapere cosa sia. (Murray)... Si tratta allora, per noi, di dimorare nell'aporia, di convivere con essa e di trasformarla in un progetto individuale. E' l'alterità che costituisce, per così dire, il gradiente della trasformazione, e ciò vale anche là dove questa alterità ci appare vuota o generalissima come nel caso del genio e della creatività. Sul genio così come sull'arte la psicoanalisi non ha nulla da dire...." (Aldo Carotenuto)
...continua nel prossimo post.

mercoledì 12 maggio 2010

Ancora Maria Allo: splendida. "Luce e Ombra"

John William Waterhouse - WINDOWSFLOWERS


Carissima Marina,
"Auguro all'umanità una rassegnazione a guardarsi dentro...perchè un mondo di amore...è meno pesante per tutti."
Questa bella riflessione di Rosario mi ha ispirato questi versi che dono anche a voi, cari di ANIMA! Baci baci.
Mi chiamasti guerriera
vento d'estate che offusca l'ansimare d'ulivi
fra trilli d'usignoli
e concerto di luna in silenzi vellutati
Così fui erba,
fiori, frutti estivi
e grano
linguaggio di luce divenni in ogni dove
Ma l'ombra sguscia a tradimento
e le sue mani artigli
ai raggi della luna
mentre scivola tempo dalle dita
e l'altra di me segue soltanto i doni delle Muse
anima vagabonda
nella sera
(Maria Allo)

Maria Allo portatrice di Amore.


Profondissima Marina,

dopo una notte insonne, (di dolore sia fisico che mentale) Rilke mi ha aiutato con questi versi che, spero, aiutino anche te :


".......fuggi quell'errore che porta alla rinuncia

dell'avvenuta decisione, questa: d'essere!

Filo di seta, t'intrecciasti nell'ordito.

A qualunque immagine tu ti sia intimamente unito

(fosse pure un momento di vita generato),

senti che tutto il tappeto di lode vi è significato."


Che la tua giornata splendi più del sole!

Un bacio. Maria


"Maria, grazie: sento il senso."

Marina

lunedì 10 maggio 2010

Il Viandante passeggia in compagnia...


... da viandante nel mio peregrinare nel mondo, ho sempre avuto rispetto altrui, anzi, Caro Volpone, quando percepisco o percevivo qualche "spiritelo" mi diceva che a qualcuno gli provocavo delle sugestioni "negative" da poterlo far star male...ho sempre cambiato strada per il rispetto degli spiritelli altrui.

C R E D O

CHE IL MOTORE DELLA VITA SIA L'AMORE

CHI AMA DIO,

AMA L'AMORE

OCCORRE INNAMORASI DELL'AMORE

IO NON SONO DIO, Nè LUI è DIO.........MA "NOI" SIAMO LUI.

Ti ripeto dell'amore non ci ho capito nulla

ma innamorato dell'amore sono e credo che il divino che è in me...è solo amore.

Auguro all'umanità una rassegnazione a guardarsi dentro...perchè un mondo di amore...è meno pesante per tutti.

Tutti siamo capaci di tirare fuori le belle parole
ma il pensiero del cuore è difficile applicarlo...
credimi, perciò sto prendendo la decisione di non scrivere più non ho nulla da dire...è la ricerca...la meta e il mutamento..confluiscono nella speranza
che sia di buon augurio a tutti quelli che fanno anima
tirando le somme di fronte alle mete di fronte alla sofia e alla "nostra " interiorità...io non sono arrivato all'uscio della porta di Afrodite..non mi rassegno non mi faccio sensi di colpa posso benissimo guardare negli occhi di tutte le anime perchè credo e APPLICO pietà, misericordia, tolleranza e compassione che fanno parte
dell'amore universale e non nelle "apparenze egoighe" questo è il cammino...lo so sono molto indietro ma con sofhia nulla si può....il viandante.

domenica 9 maggio 2010

CALLIOPE: Volontà Ratio e Volontà Cuore.

Credo che la lotta interiore sia continua ed incessante anche quando c'è apparente calma piatta. Anche la mia volontà è doppia. Volontà ratio volontà cuore ... e la lotta continua. Alimentare volontariamente ... dovrei prima abbattere tutte le pareti dei labirinti e non ne ho la forza.

Lotta interiore...e volontà.

UN VECCHIO INDIANO MENTRE CONVERSAVA COL NIPOTE, GLI DISSE:

"Mi sento come se avessi due lupi lottando nel mio cuore. Uno dei due, è un lupo irritato, violento e vendicativo. L'altro è pieno d'amore e compassione."

IL NIPOTE GLI CHIESE:

"Nonno, dimmi, quale dei due vincerà la lotta nel tuo cuore?"

IL NONNO RISPOSE:

"Quello che alimenterò."

sabato 8 maggio 2010

...ancora sul Sogno e sui Segreti...


Vi sono in noi Vie nascoste percorse da Cose nascoste: i nostri Segreti. I Segreti che una parte di noi nasconde a noi stessi. Dobbiamo incamminarci e cercare una Via del Cuore che ci conduca ai luoghi Segreti, agli antri Nascosti ed inimmaginabili per il nostro essere razionale che viaggia sul piano del conosciuto e, come in un Sogno, attendere che, Via facendo, l'altra parte di noi sveli a noi i nostri stessi Segreti e, infine, accettarli volontariamente. (La Penisola Incantata)

venerdì 7 maggio 2010

...non puoi smettere di sognare...

" Affinché i sogni si realizzino,
pare che il segreto sia nel
desiderare
non solo ardentemente ma
con Amore."
(Lauroraluce)

giovedì 6 maggio 2010

TRA LE NUVOLE...


Oggi è il compleanno di una persona talmente speciale da avermi ispirato una “nuova vita” tenendomi in vita. Un miracolo. Grazie e buon compleanno, ovunque tu sia.

Marina

"L'avvenimento lontano che ci riguarda, la natura ce lo indica con un segno. La nostra intelligenza lo legge, cioè lo interpreta, lo indovina, lo sa." (Giuliano Kremmerz)

mercoledì 5 maggio 2010

Il post è di Raffaele...ancora su ABRACADABRA...


Buon Giorno Carissima Preziosa Marina, apriamo questo bellissimo sipario della tua bellissima isola incantata.

Che bella cosa la simbologia che si nasconde dietro queste parole di antico potere poco capito. Ti ricordo solo che ogni particolare suono ha un proprio nascosto raggio di informante realtà, la stessa legge spiegabile per analogia con l’HADO di cui una volta ti ho parlato. E’ come la luce o il buio che attirano per affinità le stesse radiose o oscuranti forze della natura che vengono messe in manifestazione dalle DIVINE FORZE ELEMENTARI.

Tutto è magia per il profano, mentre per il conoscitore è scienza e conoscenza di forze cosmiche superiori.

E’ anche un bel triangolo rovesciato di consapevolezza, che ho spesso menzionato in qualche tuo bel post…. Se ci fai caso nel rapporto con la consapevolezza, più si innalza la rata vibratoria, più s’innalza il maggior significato che si nasconde dietro ogni parola combinata A -> AB -> ABR ecc. che rappresentano anche gli stati necessari per arrivare da una fine ad un nuovo inizio di qualcosa di ancor più grande, come anche nel rapporto cresce l’altro triangolo nascosto che a differenza del primo punta verso l’alto (è come un imbuto che espande la parte strozzata per accogliere maggiore energie (ispirazione) dai mondi soprasensibili, nei mondi delle IDEE e delle cause prime).

Quando si raggiunge quella ricercata desiderata COINCIDENZA SIGNIFICATIVA DEGLI OPPOSTI, allora, quel triangolo diventa una STELLA DI DAVIDE, o come è nel detto si raggiunge L’ILLUMINAZIONE o l’espansione massima dell’aura sotto forma di MER-KA-BA. (unione mistica di perfetta tetraedrica energia fra corpo anima e spirito).

Inoltre secondo la NUMERALOGIA e la gematrica attraverso le lettere greche, la somma di questa parola da 365, che la dice assai lunga…… come la dice lunga la parola anagrammata SATOR o VITRIOL ecc..

martedì 4 maggio 2010

ABRACADABRA

La voce Abracadabra, prima di costituire un lessema autonomo, designava una formula imprecatoria olofrastica, di grande valore ideofonico, dalla presunta efficacia profilattica e terapeutica contro malattie e affezioni, in particolar modo la febbre semiterzana. Ha origine in ambiente greco ellenistico, specialmente greco-egiziano, permeato di tradizioni gnostiche e cabalistiche. I seguaci dello gnosticismo praticavano una medicina demonologica nella convinzione che le malattie fossero appunto un qualcosa di demoniaco da osteggiare e debellare con l'ausilio di formule magiche assonanti e coadiuvate da giochi di parole (palindromi, anagrammi, acrostici, eccetera).
La sequenza Abracadabra deriva da una più antica espressione morfo-sintattica. Si tratta di una pratica esorcistica contro gli ossessi che si presumevano colpiti da venti o spiriti maligni (abrai). Come spiega Paolo Martino (Abracadabra pag 90): "Il vento maligno nel greco antico, bizantino e moderno, è designato col termine avpa, voce tecnica della medicina greca antica per designare i sintomi che precedono l'epilessia e altri mali oscuri."
(Dizionario dell'Inconscio e della Magia, Gabriele La Porta)