venerdì 23 aprile 2010

Sfiorati dal divino/destino...

"Quando il divino ci sfiora accade qualcosa di sconvolgente in noi. Siamo vissuti violentemente da forze delle quali ignoriamo il potere e l'origine, esse si esprimono attraverso sentimenti, sensazioni ed emozioni, le forze sovrannaturali connaturate all'uomo...e la nostra vita subisce uno scossone e spesso uno sconvolgimento. Spesso tali forze si scatenano grazie ad una passione, come è accaduto a me... Così io mi sono sentita quando l'ho guardato negli occhi: la mia vita è stata sfiorata dal destino."
(Roma, 27 marzo 2009)

mercoledì 21 aprile 2010

...ancora sui segreti.


"E' importante avere un segreto, una premonizione di cose sconosciute. Riempie la vita di qualcosa d'impersonale, di un numinosum. Chi non ha mai fatto questa esperienza ha perduto qualcosa d'importante. L'uomo deve sentire che vive in un mondo che, per certi aspetti, è misterioso; che in esso avvengono e si sperimentano cose che restano inesplicabili, e non solo quelle che accadono nell'ambito di ciò che ci si attende. L'inatteso e l'inaudito appartengono a questo mondo. Solo allora la vita è completa. Per me, fin dal principio, la vita è stata infinita e inafferrabile..."
(Carl Gustav Jung - Ricordi, Sogni, Riflessioni)

domenica 18 aprile 2010

...dei segreti...

Cari Amici, oggi il post è di Gea; mi è piaciuta molto la citazione di Jung riguardo "ai segreti" dei quali l'uomo parrebbe proprio non poter fare a meno.
Buona Domenica a tutti...



Cara marina, mi ha molto emozionato leggere questo tuo post stanotte. Trovo perfetto l'uso di tutti questi interrogativi in cui ognuno di noi puo' trovare giuste strade da percorrere. "L'uomo ha bisogno di segreti e, dato che di quelli veri non ha la minima idea, se ne fabbrica di finti." (JUNG)

sabato 17 aprile 2010

Ancora del doppio...

Magritte
"Chi parlava allora in me? E di problemi tanto superiori alla mia conoscenza? Chi congiungeva mondo celeste e mondo sotterraneo e poneva le fondamenta di tutto ciò che avrebbe agitato la seconda metà della mia vita con tumulti appassionati? Chi turbava la serena innocenza della fanciullezza con gravi presentimenti della vita più matura? Chi se non quell'ospite straniero venuto sia dal mondo celeste che da quello degli inferi?
Con questo sogno infantile fui iniziato ai segreti della terra; ciò che avvenne allora fu una specie di seppellimento nella terra, e molti anni dovevano passare prima della mia resurrezione. Oggi so che ciò avvenne affinché la massima luce si facesse nell'oscurità. Fu una sorta di iniziazione al regno delle tenebre: la mia vita intellettuale ebbe le sue inconsce origini in quell'epoca."
(Carl Gustav Jung - Ricordi, Sogni, Riflessioni)

venerdì 16 aprile 2010

Io non sono io...

Magritte
Io non sono io
Sono colui
che cammina accanto a te senza che io lo veda;
che, a volte, sto per vedere,
e che, a volte, dimentico.
Colui che tace, sereno, quando parlo,
colui che perdona, dolce, quando odio,
colui che passeggia là dove non sono,
colui che resterà qui quando morirò.
(Juan Ramon Jimenez )

mercoledì 14 aprile 2010

Aristocrazia del pensiero...

In ultima analisi, la vera signoria del pensiero appartiene all'uomo che si distingue dalla massa per l'esercizio delle sue facoltà ermetiche.

martedì 13 aprile 2010

Medicina ermetica...amore senza un fine.

Sant'Espedito
L'artista gli aveva fatto una bella faccia più da pasticcere che da eroe. In piedi, lo guardai bene, fatto ardito dal suo sorriso benevolo, gli domandai: "Oh, Sant'Espedito, sei tu il taumaturgo che tanti adorano?" Il suo sorriso si accentuò e non rispose. Vidi dalla gioviale figura scaturire limpido il pensiero: Io non mi offendo, noi santi facciamo il meglio che possiamo, sono i malati che devono far il resto. E me ne andai, convinto che i santi, interrogati così, non la pigliano a male. Io non sono un santo, tanto meno una statua, e meno ancora un guerriero con scudo e lancia; sono uno studioso, e pratico le conclusioni dei miei studi per osservarne gli effetti. Che riescano tutti questi esperimenti, e che io risusciti i morti, non l'ho detto mai a nessuno. So che amo tutti quelli che soffrono e che vengono in mio contatto. In certi istanti potrei dire: io sono Amore! La medicina ermetica è u campo d'esplorazione delle forze integrate dell'uomo che ama con una visione intensiva, come Psiche il suo sposo, nelle tenebre di un castello lontano dalla folla umana e fuori i limiti dei poteri delle turbe che dell'amore fanno un fine, una meta, per contorcerlo e soffrirne.
(Tratto da La Scienza dei Magi - Giuliano Kremmerz)

lunedì 12 aprile 2010

Oggi il post è di RAFFAELE...

"Ciao Carissima Preziosa Marina ho percepito quella vibrazione nel tuo bel cuore di chi credeva di aver perso qualcosa a cui era molto legata.. Se così fosse sono assai felice perchè so che l'amore prima o poi ritorna alla stessa fonte di cui fu generato ed è legato per tutto il non tempo."


Raffaele caro,
mi hai letto nel cuore...d'altro canto ci siamo incontrati, in qualche modo, e ci capiamo intimamente, perché entrambi siamo passati nel fuoco... Grazie e speriamo...
Marina

domenica 11 aprile 2010

Coincidenze che annunciano Gioia e Abbondanza...

Abbondanza e Felicità

Posso tranquillamente affermare di stare attraversando il momento più difficile della mia vita; sarà un caso, ma circa otto mesi fa, prima che il peggio arrivasse, mi veniva sempre davanti la parola Inferno.
Affronto le mie giornate con difficoltà ma so che bisogna, come diceva Walt Disney e come non manca di ricordarmi quotidianamente la mia nonna: "Andare avanti, andare sempre avanti!" Tuttavia, da qualche giorno, le parole Gioia, Enjoy, Abbondanza, attirano la mia attenzione, le trovo un po' ovunque...e spesso penso allo Spirito, allo Spirito Santo. Inoltre, giorni fa una mia amica mi ha detto: "Dio aiuta chi è nel dolore ma, curiosamente, non colui che si dispera." E ieri mi ha colpito una frase scritta su un muro: "Sollievo al dolore." Oggi, aprendo un libro ad una pagina a caso ho trovato questo...
GIOIA:
Il fuoco simboleggia il viaggio notturno per mare, l'incombere dell'oscurità - gli eventi biografici repressi, la storia e i traumi - e l'estinzione degli spiriti maligni. Il purgatorio è il luogo in cui il fuoco è trasformato in fiamma purifante che incenerisce il sistema della paura, incenerisce il blocco fino a rimuoverlo. Se l'inferno è la terra desolata, allora il purgatorio è il viaggio con il quale si abbandona il luogo del dolore. Soffriamo ancora, ma abbiamo cominciato la ricerca con la sensazione che l'impresa sia possibile. Non c'è più disperazione. Non possiamo dire di aver davvero un luogo sacro, una terra di salvezza, fino a quando non troviamo un piccolo campo d'azione, un luogo futuro, che non sia una terra desolata, dove zampilli una sorgente d'ambrosia. E' una gioia che sgorga dall'intimo. Non si tratta di qualcosa che ci instilla gioia, ma di un luogo che ci permette di sperimentare la volontà, l'intenzione e il nostro desiderio che, di lì a poco, ci sia la gioia. Il peccato contro lo Spirito Santo, credo, è la disperazione. E' lo Spirito Santo a ispirarci il compimento dell'impresa. La disperazione è la sensazione che non si potrà giungere a nulla: questo è il vero inferno.

TROVATE UN LUOGO DOVE CI SIA LA GIOIA
E LA GIOIA INCENERIRA' IL DOLORE.

(Tratto da Dizionario dell'Inconscio e della Magia - Gabriele La Porta)

venerdì 9 aprile 2010

La Penisola Incantata...


« Navigammo avanti e sull'isola Eea sorgemmo, dove Circe, diva terribile, dal crespo crine e dal dolce canto, aveva soggiorno... » (Odissea, Canto X)
"Le narrative mitiche sono incantevoli per l'apparente inconsapevolezza del proprio potere."
(L'eroe dai mille volti, Joseph Campbell)

giovedì 8 aprile 2010

Oggi il post è di Gea...ci parla della continuità della vita e di un io né fragile né patetico ma virtuoso...


Sì cara, entrare nelle pieghe del tessuto sociale ti fa desiderare di andare a vivere sperduti ma forse sarebbe una fuga o un punto di partenza...bho...lo spirito guida mi guidera'...intanto volevo scriverti queste righe che ho trovato aprendo un libro.
"Dobbiamo imparare quanto sia importante dire di sì al nostro destino perche', come scrive Jung, in tal modo forgiamo un Io che non si spezza quando accadono cose incomprensibili, un Io che regge, che sopporta la verita' e che e' capace di far fronte al mondo e al destino. Nulla e' turbato perche' la propria continuita' ha resistito alla corrente della vita e del tempo."
(Da ricordi,sogni e riflessioni)

mercoledì 7 aprile 2010

L'anello magico...per non dimenticare l'Invisibile Destino...


In fondo, nulla esiste per noi se questo non è percepibile. Ciò vale anche per l'Invisibile Destino: avere un Destino e non prenderne consapevolezza equivale a non averlo, in un certo senso. Tuttavia, per compiere il proprio Destino occorre percepirlo ove esso dimora e toccarlo, affinché esso, a sua volta, ci sfiori, attivandosi.
"Non tutti, quindi, avrebbero un Destino se non l'eroe che si è tuffato per toccarlo ed è ritornato a galla - con un anello..." (Campebell) Il resto del racconto mitico dell'Eroe che ha compiuto tale viaggio all'interno delle perigliose profondità del proprio essere è una descrizione dell'opera lenta, eppur meravigliosa, di un Destino che è stato messo in azione. L'Anello Magico, riportato dalle profondità per non dimenticare, indicherebbe che l'Anima è consapevole dell'incontro avvenuto nell'Inconscio che non considera un'Illusione ma parte della Realtà. E' una necessità dell'Eroe fare coincidere i due mondi: Conscio ed Inconscio.

Secondo Jung non solo la nostra parte cosciente ha necessità di apprendere ma anche l'Inconscio: l'Inconscio chiede di essere istruito, come il Destino. Ora, essendo l'Inconscio la terra dei ricordi legati all'Eternità e parlando l'Inconscio un linguaggio simbolico ed archetipico che non risponde al linguaggio dell'intelligenza razionale legata al Conscio, lo stadio intermedio tra l'Inconscio e il Conscio sarebbe il Mito. Sembrerebbe, infatti, necessario al dialogo tra la nostra parte cosciente e la nostra parte inconsciente la mediazione del Mito che con il suo linguaggio simbolico evocherebbe gli archetipi ed i simboli contenuti nell'inconscio, attivandoli, suscitando profonde immagini interiori che sanno di ricordo e che, quindi, sono in qualche modo comprensibili alla ratio del conscio, attirandone l'attenzione.

domenica 4 aprile 2010

DOLCEAMARO


La mia vita nel mondo reale è come una bevanda dolceamara. Come la mia esistenza in generale. Infatti, essa è un continuo acquisire conoscenze, conquistare consapevolezze relative a questo mondo reale e al mio rapporto con esso. Il contenuto di tale conoscenza è triste e deprimente. Ma la forma della conoscenza, l'acquisire consapevolezza, il penetrare nella verità è di assoluta soddisfazione, e mescola continuamente la sua dolcezza a quell'amaro, curiosamente.
(Arthur Shopenhauer, Manoscritti; in Gabriele La Porta, Dizionario dell'Inconscio e della Magia.)

venerdì 2 aprile 2010

Buona Pasqua a tutti!



Dammi il supremo coraggio dell'Amore,

questa è la mia preghiera,

coraggio di parlare, di agire, di soffrire,

di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.

Temperami con incarichi rischiosi,

onorami con il dolore,

e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.

Dammi la suprema certezza nell'amore,

e dell'amore, questa è la mia preghiera,

la certezza che appartiene alla vita nella morte,

alla vittoria nella sconfitta,

alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,

a quella dignità nel dolore, che accetta l'offesa,

ma disdegna di ripagarla con l'offesa.

Dammi la forza di amare sempre e ad ogni costo.

(Tagore)

giovedì 1 aprile 2010

C'est la vie...



Ieri, passeggiavo in un parco. Era tutto così bello intorno a me. Una pace. Mi pareva d'esser sola al mondo, che bellezza! Mi siedo, allora, su una panchina ed ecco che poco lontano appare un ragazzo in fuga, dietro di lui un coetaneo lo raggiunge e lo butta a terra, s'azzuffano, fitto fitto, sbraitando, poi, l'inseguitore strappa all'altro qualcosa dalle mani e, stranamente, i due si allontanano prendendo direzioni diverse...io mi ritrovo immersa nel silenzio. Una pace. Il vento tra le foglie degli alberi. Anche i raggi tiepidi del sole tra le foglie degli alberi. Prendo il mio libro, è un libro bellissimo. "Esiste un posto migliore di quello dove mi trovo per poter leggere in santa pace?", mi dico. Comincio a leggere, l'aria primaverile è piacevolissima ed ecco che una mosca comincia a ronzarmi intorno, non mi ero mai resa conto di quanto assordante possa essere il ronzio d'una mosca! Ha un puntino verde, non ho capito se è un occhio o un vezzo della natura, non resta mai abbastanza ferma perché io me ne possa avvedere. Ne arrivano altre... pare che sappiano che leggendo io abbasso la guardia: un vero assalto! Mi alzo: ci rinucio; alla lettura in santa pace intendo. Declino per il viale alberato verso il laghetto. Una coppietta si bacia su una panchina. Mi pare d'esser sola al mondo, che tristezza! Arrivo al laghetto, ho il pane duro per le papere con me. Comincio a gettare loro il cibo ma né le papere né gli adorabili anatroccoli riescono a raggiungerlo in tempo per mangiarlo: due gabbiani, anzi tre, no cinque, ma sono uno stormo!, si gettano letteralmente in picchiata sui bocconcini. "Che aggressività. Basta. Non gliene darò più. Che uccellaccio tremendo è il gabbiano!" Poco più avanti vedo un prato, è veramente bello ed invitante. I lilla. Le margheritine. Il verde. "Mi siederò a terra e mi godrò qualche minuto di tranquillità", mi dico. Mi accovaccio. Sto scomoda: il terreno è duro e l'erba è pungente. Stendo un foulard a terra: "Ecco, ora va meglio, è più confortevole". Mi distendo. Il verde degli alberi visto dal basso è ancora più verde, a contrasto com'è con l'azzurro intenso del cielo. Altissime nuvole di vento schiariscono, di tanto in tanto, l'Infinito che mi sovrasta. Sento la gravità fare aderire il mio corpo alla Terra, gelosamente. "Che bella, però, la Natura", mi dico, mentre un gatto randagio mi passa accanto con una lucertola in bocca dileguandosi poco distante dietro una siepe; io m'immedesimo per un attimo nella situazione della lucertola: è una sensazione terribile quella che provo. Ed ecco che vengo distratta da un gruppetto di alacri formiche che trasportano silenziosamente, per il mio udito, il corpo apparentemente senza vita di un povero vermiciattolo... Decido di tornare a casa: "Aprirò le finestre dotate di zanzariere e sprofondata nel mio candido divano bianco, con un sottofondo di musica classica, incenserò l'ambiente e, sorseggiando beatamente tiepido tè al limone, io leggerò finalmente il mio libro in santa pace!"