giovedì 19 febbraio 2009

Nelle mani un immenso mondo cognitivo: usale.


"...Nelle epoche preindustriali e nelle società non automatizzate, le mani avevano un valore enorme per gli affari umani, e non solo come strumenti per far funzionare un'attrezzatura volta a risparmiare lavoro, ma anche come strumenti per il contatto con le cose elementari. Prendere in mano un problema significava proprio questo: toccare con mano l'acqua, il legno, la brace, la cenere, il terreno, le piante, gli animali, il cibo, la spazzatura e la sporcizia. I palmi delle mani rivolte verso gli Dei, o giunti in preghiera, sottolineavano il posto che le mani avevano nell'ordine delle cose. E la vita era 'nelle nostre mani', nelle loro linee, dove un chiromante poteva leggere il nostro carattere. (La stessa parola 'carattere' deriva dal termine greco per indicare segni incisi.) Nelle mani risiedeva anche una magia generatrice, tanto che il semplice contatto con la persona giusta, nel modo giusto, poteva benedire o guarire, suggellare un patto fino alla morte o sollevare una persona da una posizione inferiore. Il potere veniva trasmesso attraverso le mani.
Chi affondava le mani nelle cose ne traeva un piacere sensuale: il drappeggio di un tessuto, il peso di una pietra, la friabilità di un terriccio, la morbidezza di una pelle. Un medico sapeva come stavano le cose grazie a quello che esse rivelavano alle sue mani. Con il progredire della strumentazione non diamo più alle cose con cui viviamo e lavoriamo tutto il giorno le nostre mani, ma solo le loro estremità, la punta delle dita, quando premiamo dei tasti, tiriamo delle leve, o raccogliamo pezzi di carta o confezionati di plastica......... Ma se noi perdiamo il piacere rinunciando al contatto manuale, cosa perdono le cose, che non vengono più tratenute nelle mani dell'uomo? E' forse per questa ragione che sembrano maledette, non benedette; distrutte, non curate; gettate, non tenute per tutta la vita; è per questo che restano ad un ordine inferiore - oggetti meramente inconsci, materiali, senz'anima..."
("IL POTERE", James Hillman, pag. 109, BUR)
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3 commenti:

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  2. Le mani: pensa che sono una delle cose che più mi attrae in un uomo.
    Che potere che hanno le mani! Sono lo strumento attraverso il quale il nostro senso tattile può sperimentare di più. Sono un altro occhio per chi non ha la vista e per chi ce l'ha, rappresentano un supporto indispensabile alla conoscenza di ciò che ci circonda. Il tocco trasmette energia (crea uno scambio) e l'energia è creatrice...

    Bello questo post! L'attenzione sul potere creativo delle mani fa pensare molto.

    Un saluto a te Marina.

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  3. Ciao, buongiorno fiorellino...o buon riposo, forse?
    Non solo energia creatrice ma mondo cognitivo...
    baci
    Marina. Sole su Roma, freddo.

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