sabato 31 gennaio 2009

La mia amica Valeria, il sogno premonitore, il vissuto...il dolore che dilania l'anima...


La mia amica Valeria è una donna straordianaria. Valeria è una donna di classe. Valeria è una donna buona. Valeria è una donna sensibile. Valeria è una donna intelligente. Valeria è anche una madre che ama i suoi figli.

Un giorno, oramai lontano, il suo bellissimo figlio maggiore sparisce e lei non ha più sue notizie per due anni. La sofferenza è tanta, l'incertezza è dilaniante. Poi, una notte, Valeria fa un sogno:

"Vede suo figlio entrare in casa...ma lui ne riesce subito." Tutto qui.

Il giorno seguente, Valeria si reca nel parco antistante casa sua: Villa Pamphili.

La giornata è magnifica. I colori sono nitidi: l'azzurro intenso del cielo stacca nettamente dal verde tutt'intorno. Fa freddo. Valeria corre ed il suo respiro è visibile sotto forma di vapore. La sua mente è sgombra: i suoi pensieri sono, improvvisamente, di perfetta contentezza...era tanto che non si sentiva così bene. Poi, sopraggiunge un'emozione inaspettata e Valeria ha la vivida sensazione d'essere un tutt'UNO con quanto la circonda: lei, il suo respiro, i suoi pensieri, la vegetazione, la luce, il cielo, l'aria, gli uccelli, le poche persone, i cani che giocano, i rumori in lontananza della città...sono un'unica realtà, indivisibile...ed ecco che il pensiero si volge a suo figlio, serenamente.
Valeria e suo figlio, in quel preciso momento, sono UNO, una sola anima.

Dopo una settimana, Valeria saprà che proprio in quel preciso momento suo figlio moriva e la sua anima verrà dilaniata dal dolore...e dovrà trascorrere molto tempo prima che, anche una donna forte e speciale come lei, possa cominciare a ritrovare e a ricomporre i pezzi mancanti di sé.

4 commenti:

  1. Anima dilaniata dal dolore è poco cara Marina.
    Penso che alcuni pezzi per ricomporsi non possano più essere trovati.
    Credimi Marina, tutto potrei sopportare ma la perdita di un figlio..non voglio manco pensarci, è un dolore che non ha eguali al mondo...è un dolore inconsolabile per l'eternità..
    un bacio.
    E' triste questo post..tranne in un punto che è sublime e Divino e Forse solo chi ha provato "quel punto"..forse..avrà un dolore..diverso..non lo so..
    (sei straordinaria Marina e sono felice di averti conosciuta..)

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  2. Mi dispiace per Valeria che abbia vissuto la perdita del figlio.
    Anch'io ho vissuto una brutta esperienza della perdita di mia madre, quando avevo 15 anni, in cui come l'ho vissuta io non l'ho mai raccontata a nessuno. Già da allora pensavo che anche se il dolore per la perdita di un genitore è forte, ma pensavo che per un figlio il dolore è ancora più enorme.
    Credo che la percezione del dolore cambi da persona a persona.

    Maria

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  3. I figli sono figli...non riesco a dire altro, Maria.
    Marina

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Sii educato,grazie e benvenuto.