giovedì 15 gennaio 2009

A proposito del mondo, della sopravvivenza e di quale sia la vera forza alla quale dovrebbe aspirare l'essere umano nel corso della sua vita terrena..



"ALLEGORIA della VIRTU'", 1531, CORREGGIO. Museo del Louvre, Parigi




A proposito del mondo e delle sue brutture e di quanto sia difficile, per chi abbia un briciolo di sensibilità ed umanità, sopravvivere al genere umano...anni addietro, leggendo Il Ritratto di Dorian Gray, mi colpì il disincanto assoluto di Oscar Wilde nell’affermare che:
“Nella realtà di ogni giorno i malvagi non vengono puniti, né i buoni ricompensati: il successo premia i forti, il fallimento schiaccia i deboli. Niente altro.”
Ma come? Il meraviglioso romanzo di Dickens, Oliver Twist, mi aveva dato una speranza nella provvidenza...:
"Le circostanze in cui venne al mondo l'eroe di questo romanzo, dimostrano ancora una volta quanto sia materna, soccorrevole e pietosa la provvidenza, nei confronti dei miseri e dei diseredati."
...e, ora, questo Wilde, scrittore ribelle, cinico e maledetto, me la toglieva inderogabilmente?

Passò un po' di tempo. Tempo di studio, di riflessione, di pause, di evasioni nella fantasia, di magica immaginazione, d'intuizioni improvvise, di nuove spirazioni e di estenuante lavoro da scriba. Quindi, un giorno, mentre ero in attesa di risposte che mettevano a dura prova la mia capacità negativa*, fui contattata, niente meno, da Nietzsche, il quale, mi chiarì le idee al riguardo: avevo fra le mani il suo Così parlò ZARATHUSTRA, aprii una pagina a caso. Fu così che ebbi la tanta attesa risposta alle mie intuizioni. Perché, ricordate? Non possediamo alcuna verità se questa non è in qualche modo condivisibile. Lessi, con gioia e stupore, qualcosa che confermava e tramutava in parole, pesanti come macigni, la mia personale idea sul vero significato dell’esser forti:
“E da nessuno voglio la bellezza come da te proprio, da te che sei forte: la tua bontà sia la tua ultima sopraffazione di stesso./Io ti attribuisco la capacità di ogni male: perciò voglio da te il bene./In verità, ho riso spesso dei deboli che si credono buoni perché hanno gli artigli spuntati!/Tu devi procurarti la virtù della colonna: essa diventa sempre più bella e delicata, ma dentro più dura e sorreggente quanto più sale…/Allora l’anima tua rabbrividirà di divini desideri; e ci sarà adorazione anche nella tua vanità!/E’ questo infatti il segreto dell’anima: solo quando l’eroe l’ha lasciata le si avvicina, in sogno: il super eroe.”
...la tua bontà sia l'ultima sopraffazione di te stesso...devi procurarti la virtù della colonna: essa diventa sempre più bella e delicata, ma dentro più dura e sorreggente quanto più sale.......
...e poiché chi pone domande è in cerca di risposte, anche quando, come nel mio caso, l'interlocutore è l'Infinito che si manifesta sotto forma d'Ispirazione, una Rara Avis*, qualche giorno fa, mi ha insegnato che bellezza e bene sono inseparabili, tanto che in greco esiste un'unica parola che definisce questo binomio: Kalagatos.
Insomma, alla fine ho avuto la mia verità condivisa:
La vera forza consiste nel perseguire, con volontà inflessibile, una via del bene e chiunque persegua veramente il bene riflette, inevitabilmente, una bellezza interiore visibile esteriormente in tutta la sua elevatezza, delicatezza e solidità.

Esprimo un profondo senso di gratitudine alla Coscienza Cosmica, nella quale credo: penso che ad essa siano connesse ed attingano tutte le anime, incarnate e non incarnate. Anime che, in questo mio caso, hanno voluto rispondermi generosamente, condividendo una mia riflessione lanciata all'Infinito, sui concetti di forza e virtù e sulle loro implicazioni in relazione al collettivo. Riflessione che, evidentemente, ci accomuna...fuori dal tempo e dallo spazio.
*Capacità negativa:

*Rara avis:

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