sabato 10 gennaio 2009

Della musica...

Euterpe, Musa della musica.

Ascoltando musica, in macchina, tornando a casa, mia figlia Chiara mi ha detto:
  • "Bella la musica...la musica fa bene."
  • "In che senso fa bene, amore?"
  • "Che fa bene alla salute."
  • "Alla salute? Spiegami meglio, cosa intendi esattamente quando dici che fa bene alla salute?"
  • "La musica dà attenzione, mette calma e dà la direzione..."

Come sapete mia figlia è una ragazza autistica. A quanto pare la musica riporta Chiara "sulla terra" ad un livello di attenzione che, evidentemente, lei stessa si rende conto di avere difficoltà a mantenere. L'effetto normalizzante che la musica ha su di lei è di renderla calma e lei lo avverte. Tuttavia, trovo incredibile che Chiara mi abbia detto che la musica le dà la direzione...insomma, è un po' come dire che la musica la rimette in carreggiata o, meglio, che la musica le fa ritrovare quella bussola interna che consente di non smarrire il cammino. Insomma, Chiara pare essere profondamente consapevole di dover perseguire una meta; ho detto profondamente e non razionalmente. A questo proposito, inserisco un brano tratto da La penisola incantata.

"Sentivo di avere un progetto di vita........... Di quel progetto avevo sentore che fosse autonomamente al corrente persino il mio corpo, munito com’era dei suoi fluidi e della sua chimica: un corpo dotato di una memoria e di una ricettività che gli consentono di riconoscere i segnali lanciati dall’Universo ed equipaggiato d’una speciale bussola per non smarrire il cammino................tale idea nasceva soprattutto dalla sensazione che una porzione, non propriamente identificabile del mio essere, fosse consapevolmente protesa verso una meta. E per meta non intendo un destino al quale non si possa sfuggire, bensì uno scopo, un compito da portare possibilmente a termine....."

Chiara, senza che nessuno le abbia insegnato nulla riguardo al destino o a quant'altro, sa di avere una direzione da seguire... Mi viene in mente una frase: "Tutto si sa", contenuta nel meraviglioso romanzo di Gabriel Garçia Marquez "Cent'anni di solitudine".

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