mercoledì 7 gennaio 2009

Amore e Psiche e di come il loro incontro, nel mondo reale o in quello dei desideri, cambi il corso della nostra vita...

"Amore e Psiche" di Antonio Canova. Museo del Louvre, Parigi.


...Avevo chiesto ai miei geni protettori se sarei riuscita a terminare la stesura del libro entro il segno dell’Acquario.
"Scrivere è tanto faticoso" Dissi loro. Ma eravamo già sotto il segno della Bilancia e l’obiettivo era, veramente, troppo alto. La mia era decisamente una pseudomanda, scrivere è una faccenda seria...e, come prevedibile, non ottenni alcuna risposta.
Così, come farebbe Alice, mi misi a riflettere ma anche a fantasticare e...improvvisamente, mi resi conto che tutto era scaturito dall’irrefrenabile desiderio di conoscere Amore, era stato lui anzi il suo sguardo a farmi deviare dal percorso imposto verso quello destinato...già, perché dopo aver cominciato a scrivere non potei più fare altro: se il tempo siamo noi, quando scrivo io sono il tempo.
Ritornando ad Amore, di quell’uomo affascinante io non conoscevo nulla se non i suoi occhi e nei suoi occhi mi pareva di smarrirmi in un’altra dimensione, nella quale erano custoditi ricordi che non riuscivo a visualizzare ma dei quali potevo percepire, con nostalgia, l’intensità dei sentimenti. Il solo guardarlo mi scuoteva un’emozione che mi smoveva le viscere e saliva, saliva, fino a togliermi il respiro. Fu allora che provai uno struggente senso di mancanza…e compresi che, chiunque fosse, lui mi mancava nell’anima.
Il manoscritto che mi trovavo fra le mani esisteva grazie a lui. Ma chi sono queste persone e cosa hanno di tanto speciale o di magico per tramutare nell’immortale arte, sentimenti ed emozioni altrui altrimenti destinati all’oblio? Eppure, era capitato proprio a me: la passione per un uomo era bastata a spingere la mia Psiche a cercare un incontro con le forze ancestrali contenute nel mio inconscio...mi serviva forza per contrastare la recalcitrante impazienza della mia parte maschile, così buia ed inaffidabile per me, e la trovai attingendo alla calma della mia essenza femminile. Inoltre, l’urgenza diurna di comunicare con lui attraverso gli scritti sconfinava in un’eco profonda d’emozioni ed inquietudine che mi teneva sveglia la notte: i miei opposti tentavano d’incontrarsi su un terreno fertileper accettarsi ed infine fondersi in una relazione d’amore, dentro di me, ancor prima che fuori. Dovevo sanare la mia immagine interiore d’Amore e di Psiche perché loro un giorno potessero incontrarsi fuori, nel mondo, con la speranza d’entrare in una relazione d’amore autentica.
Per farlo in modo credibile immaginai che mi sarei, poi, immersa nelle torbide acque del segno dello Scorpione. Lì il mio conscio si sarebbe tuffato nel mio inconscioSapevo che avrei avuto tanta paura ma la paura andava sconfitta, anche se sarebbe stata proprio la paura a rendermi attenta agli strani rumori della notte. In quel buio avrei avuto baluginii, senza tuttavia avere una vera visione d’insieme. D’altronde ci è dato di sentire (intravedere) e non di vederela nostra essenza è impenetrabile e la chiarezza non appartiene alla condizione umana.
Mi sarei quindi trovata al cospetto del fuoco sacro del Sagittario che col suo dardo infuocato avrebbe gettato luce nelle mie tenebre e purificato quelle fugaci e paurose visioni. Poi, il centauro, divino amico delle muse, le quali sono presenti a tutte le iniziazioni, scagliando la sua freccia avrebbe spinto lontano dal quotidiano i miei pensieri, guidandomi nella mia faticosa impresa.
Arrivata al cospetto del grande saggio, il Capricorno, avrei guardato umilmente alla mia vita nella sua interezza, poi, con distacco e spiritualità avrei certamente compreso che dietro ogni avvenimento c’è un disegno, e questo barlume di saggezza, che aiuta il viandante notturno a non inciampare, mi sarebbe stato lasciato in dotazione, strappandomi definitivamente all’ingannevole buio. Finalmente, il diradarsi della tenebra mi avrebbe affrancato dalla paura e, finalmente, il mio procedere sarebbe stato nel silenzio di una solitudine scelta ed avrei concentrato tutte le mie energie psichiche in vista del mio obiettivo.
Solo sotto il segno dell’Acquario, però, avrei portato a compimento il mio libro. Così l’ambizione provata sotto il segno del Capricorno si sarebbe trasformata nella consapevolezza del mio Sé superiore ed il distacco dall’Io mi avrebbe reso più consapevole rendendo ogni ambizione letteraria futile rispetto al significato dell’opera ed al suo messaggio intrinseco. Il mio libro avrebbe dimostrato al mondo, che con la sua inadeguatezza mi aveva relegato insieme alle mie figlie ad una esistenza marginale, che al di là di ogni solitudine e prigionia imposta, sono i pensieri a renderci liberi e che i desideri e le passioni sono forze interiori della natura, i veri poteri sovrannaturali dei quali dispone l’uomo, capaci di sovvertire, o semplicemente invertire, l’ordine delle cose..."

...Ma, ahimé, temo che il mio libro non sarà pronto per il segno dell'Acquario, così dovrò tuffarmi nelle vasto Oceano Infinito del segno dei Pesci ed ancora una volta la fiammata cocente ed improvvisa dell'Ariete..............

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