lunedì 1 dicembre 2008

La ricerca, a volte, sconfina nella preghiera...

Sin da bambina ho sempre pregato, cercato un contatto con il Divino...per un senso di mancanza e di nostalgia, credo.
Tratto da: La penisola incantata
...Particolare, in verità, lo ero sempre stata e ricordo che, sin da piccolissima, ancor prima che qualcuno avesse provato ad indottrinarmi, io avevo in me l’idea di Dio... Insomma, quando tutto questo è iniziato per me Dio c’era; non so darne una spiegazione logica, perché come tutti non ricordo il mio principio, ma credo che la mia spiritualità sia una realtà interiore, una dote innata. D’altronde, nessuno di noi ricorda con chiarezza quando ha cominciato ad essere. Siamo impossibilitati a ricordare il debutto della nostra esistenza terrena, se non dalla memoria altrui, e non abbiamo alcuna certezza sulla percezione che avremo della morte che ci attende; nessuno è mai tornato per raccontare se nel momento del trapasso il distacco dalla vita sia stato così netto. I concetti d’inizio e di fine risultano inadeguati se messi a confronto con la percezione che abbiamo dell’esser vivi. La nostra essenza è impenetrabile. Ciò induce a figurarci che una parte di noi, quella occulta, sia immortale e da ciò deriva l’idea dell’appartenenza del nostro spirito all’Eternità...
...leggete un po' come prega Gibran...
O apparizione più chiara dell'Eccelso,
O mio maestro,
Tu sei la mia libertà e il mio Dio,
Che capisce tutte le cose dell'Universo,
O Gesù, il mio cuore palpita
E la mia anima volteggia
Nell'immenso tuo amore.
(Quando l'amore chiama seguilo, Gesù.)

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