domenica 30 novembre 2008

Il sogno della favola...

Mia figlia Chiara è una ragazza autistica di 23 anni. Anzi, credo che oggi non sia più autistica, nel senso che comunica a tutto spiano...vale a dire che i tratti autistici causati dal suo problema psichiatrico, i quali erano preponderanti quando era bambina e, poi, ragazzina, oggi sono scomparsi...ed è rimasto visibile, in tutta la sua drammaticità, il disagio psichico che era alla loro base. Insomma, con l'amore e l'impegno inflessibile abbiamo eliminato gli effetti e, dopo un breve periodo di soddisfazione, ci siamo imbattuti di fronte alla grande muraglia della causa...adesso, confidiamo in un miracolo e continuiamo con l'integrazione...speriamo che il forte desiderio di vederla integra concorra a compiere un prodigio: "Chiedete e vi sarà dato".

Comunque, a volte, capita che Chiara abbia dei pensieri geniali, che mi sosprendono in quanto tali... Così, penso che questi fool siano esseri, necessariamente, ispirati, in quanto frequentatori assidui di quello spazio che si trova tra la riflessione e la fantasia dove può accadere d'imbattersi nel divino.

Fra i tanti strambi pensieri di Chiara che, in verità, sono insopportabili alla ragione, ogni tanto lei mi parla del Sogno della Favola.

In principio, accidenti a Cartesio, io non capivo e, anzi, m'innnervosivo di tutte quelle scemenze...ma, si sa, alla base di ogni incomprensione c'è l'ignoranza... Ma, poi, ho cominciato a scrivere e, in un certo senso, sono divenuta un po' folle anche io. Scrivere vuol dire, nel mio caso, proprio saltellare tra la riflessione e la fantasia e, spesso, mi ritrovo a sostare in quel limbo che è, appunto, la linea immaginaria che separa queste due emanazioni dell'essere. Ciò avviene quando sento che ho avuto un'intuizione che ha travalicato la mia capacità riflessiva, capacità che, ho notato viaggia sul piano del mio conosciuto. Quando, invece, io riesco a spingere i miei pensieri oltre i miei stati d'animo e la mia esperienza, sento di travalicare il mio essere e di attingere a qualcosa di superiore o, forse, a un mondo sotterraneo. D'altronde, divino può essere considerato tutto quel che non conosciamo... Mi metto quindi in un'atteggiamento d'ascolto ed aspetto la connessione, ovvero l'ispirazione. Ciò, però, avviene sempre nel dubbio d'essere fuori di senno, eppure, dentro di me, sento che non devo temere d'impazzire. Paradossi!

Quindi, è da quando scrivo che ho cominciato a riflettere su molte delle frasi "strampalate" di Chiara. Una di queste è Il Sogno della Favola. E me lo sono fatta spiegare meglio da lei, la quale mi ha risposto così:

"Il Sogno della Favola" è il sogno bello. E' il sogno dove ci sono le persone strane. Ma non quelle brutte che fanno tanta paura, quelle belle, quelle che piacciono, quelle che fanno le smorfie simpatiche e non le faccie brutte e cattive..."

Il Sogno della Favola è il contrario dell'incubo...è il sogno ad occhi aperti acceso sull'albero dei desideri...che, grazie alla capacità riflessiva e alla fantasia, supera le immagini oscure del sé e ci porta, sulle ali dei nostri desideri, dritti dritti verso la terra promessa.
Il Sogno della Favola è il segno che nel fondo di ogni essere umano, anche il più disperato e disgraziato, alberga sempre una speranza.

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